The memories box

20 Luglio Lug 2017 1823 20 luglio 2017

CAPITOLI 13 E 14

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13


Andrea dorme profondamente. Ha il respiro pesante, è stanco. Elena invece ha gli occhi spalancati. Ha dormito un paio d’ore ma poi si è svegliata completamente. Ha guardato la sveglia accanto al comodino convinta fosse quasi alba e invece sono sole le tre. Ancora più di tre ore da trascorrere sveglia a rigirarsi nel letto.
Non può farlo, potrebbe svegliare suo marito e trovarsi davanti all’inevitabile domanda del perché non riesce a riposare, di cosa turbi la sua tranquillità e lei a questa domanda proprio non vuole rispondere e soprattutto non vuole rispondere con una bugia.
Esce dalla stanza richiudendo la porta lentamente alle sue spalle ed entra nella stanza di Giuliano. Lo osserva dormire beatamente. Nulla potrebbe mai turbare i suoi dolci sogni. Per un attimo corruga la fronte e la sua bocca fa una leggera smorfia ma poi tutto torna alla tranquillità.
Gli accarezza la fronte e poi va via. Scende le scale e va in cucina. Riempie il bollitore e lo posiziona sul fornello. Una camomilla le potrà ridare calma e forse anche il sonno.
Potrebbe prendere dei leggeri sonniferi, pensa, in fondo la aiuterebbero. No. Non può farlo. Anche dopo la perdita della sua bambina gliene avevano prescritti ma nei non ne ha mai presi. Il suo passato, quella vita che a lei era ormai distante anni luce, aveva compreso anche questo. Medicine per dimenticare, per tornare a vivere una vita normale dopo quello che aveva passato.
Andrea non comprendeva il suo rifiuto a quell’aiuto medico che probabilmente avrebbe reso più breve il dolore della riabilitazione, ma lo aveva accettato, perché lui la amava e non metteva mai nulla in discussione. Forse anche se avesse scoperto la verità avrebbe compreso e accettato, ma ormai era passato troppo tempo, e non poteva più farlo. Nulla sarebbe tornato come prima e anche se lui sarebbe rimasto con lei, il loro amore sarebbe finito e forse trasformato in qualcosa di orribile.
Il fischio del bollitore la riporta al presente. Si avvicina al piano cottura e senza pensarci tocca il manico. Un bruciore fortissimo la avvolge. Si è scottata. Mette velocemente la mano sotto l’acqua fredda ma nella sua mente cominciano a farsi strada immagini, una dopo l’altra.
Il fuoco, la paura, le fiamme che lentamente si propagano. Erano tante, troppe. Riesce a percepire la paura, il suo stato d’animo.
La sua fronte è imperlata di sudore, le forze cominciano ad abbandonarla, si sente pesante come un macigno. Prova ad avvicinarsi al tavolo per sedersi, ma le gambe sembrano essere bloccate, e anche la vista diventa offuscata. Le luci della finestra non le vede più, e un velo nero le cade davanti agli occhi. Prova a chiamare Andrea ma la voce le si strozza in gola.
Senza rendersene conto cade a terra, svenuta.







14

Clara entra in casa. È stanca e scontenta, come tutte le volte che torna da suo figlio. Toglie le scarpe e si stende sul divano. Prende la foto sul tavolino. Sono lei , Andrea e Giorgio, suo marito. Il giorno del battesimo. I loro volti sorridenti e anche stanchi, causa delle notti insonni che quel piccolo esserino faceva passare loro. Per molti mesi aveva lasciato il lavoro. Non riusciva a concentrarsi e dedicarsi ai suoi clienti e non poteva permettersi di sbagliare. Fortunatamente aveva molti collaboratori, era riuscita ad emergere presto e a creare un suo studio. Proprio lì aveva incontrato suo marito. Era venuto per una consulenza legale per la banca dove lavorava e dopo poco si erano ritrovati a dividere un caffè e poi la vita.
Un amore che nessuno avrebbe dovuto scalfire, ma ci aveva pensato il cancro. Andrea aveva solo quattro anni e una caduta portò alla luce quel male, che stava divorando il suo cervello. Poche cure, inutili, e poi la fine, una fine veloce ma dolorosa che aveva lasciato il vuoto intorno a lei e suo figlio, unica ragione di vita.
Un bambino sveglio e intelligente, poi ragazzo e infine uomo, che aveva creato una brillante carriera, in un campo non semplice.
Spesso si è chiesta perché abbia scelto Elena, una donna lontana anni luce da lui e dalla loro famiglia. Due mondi opposti che avevano incrociato le loro strade, per sua sfortuna.
Andrea la amava, questo era evidente, e in molte occasioni aveva cercato di mettere in mostra le sue potenzialità, la sua intelligenza, determinazione. Parole su parole che però lei non riscontrava nella realtà , nella vita quotidiana. Elena era debole, insicura. Tante volte era riuscita a metterla in difficoltà con un semplice sguardo, aveva provato a farla reagire, aspettava uno scontro, che avrebbe fatto uscire chi fosse realmente, ma nulla.
Ricorda ancora quella sera che Andrea, prima di fare la proposta alla sua futura moglie, le rivelò la sua intenzione di sposarla. Una doccia fredda avrebbe avuto un effetto migliore su di lei. Non poteva e non voleva crederci. Suo figlio sposato con quella donna. Cosa avrebbe pensato la gente? I potenti clienti del suo studio, ma anche i suoi. Il suo nome stava diventando importante e faceva eco nei migliori ambienti della finanza. Non c’era fretta di sposarsi, e soprattutto di sposarsi con una così. E invece non c’era stato nulla da fare. Anche se aveva provato a dissuaderlo non era riuscita nel suo intento. Il matrimonio era stato celebrato e le loro vite si erano unite per sempre, soprattutto con l’arrivo di un figlio.
Una lacrima le riga il volto ma non si tratta di dolore, è rabbia, rabbia accumulata anno dopo anno che si sprigiona ogni qualvolta la incontra ed è costretta a trascorrere delle ore con lei. Se non fosse per suo nipote non andrebbe mai in quella casa. È contenta che lui sia molto simile a suo figlio, spera che non abbia preso nulla da sua madre e verificarlo ogni qualvolta sta con lui è motivo di orgoglio.
Quando era in macchina con Andrea glielo ha chiesto di nuovo perché la abbia scelta, e lui, senza giri di parole aveva risposto.
“Perché la amo, e la amerò sempre”.
Una risposta alla quale lei non riusciva a controbattere. Non poteva farlo. O meglio, non voleva farlo perché lo avrebbe ferito, e lei non voleva fare male a suo figlio. Per lui avrebbe fatto qualsiasi cosa, e lo aveva fatto, senza preoccuparsi di sporcarsi le mani.
Prende una pasticca e chiude gli occhi. Deve dormire, e dimenticarsi di lei, almeno fino alla prossima volta che la vedrà.

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