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17 Settembre Set 2012 1208 17 settembre 2012

Berlusconi e Renzi, duello in marketing politico

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Il sindaco di Firenze Matteo Renzi.



Dante sta al marketing politico come Jerry Calà alla recitazione. Eppure, Matteo Renzi, sindaco rottamatore di Firenze, è riuscito nell'intento di farli incontrare. Perché ha preso il sommo poeta della Divina Commedia come esempio di dialettica per vendere al meglio il partito, il programma, i candidati. Poi a Dante e a se stesso ha messo la maschera del Jerry Calà dei film degli anni '80, simpatico con l'aria da guascone, imbranato ma di successo. Insomma, l'italiano medio alla Vacanze di Natale. Il mix è micidiale. Così Renzi a battute fulmina e a demagogia tira scemo chiunque. Tanto che dopo un discorso ti lascia con una sensazione simile a quando hai visto un film carino, ma niente di che, però era divertente. Roba da I like su Facebook, per dire.

PIÙ VELOCI DELLA POLITICA Non stupisce che Silvio Berlusconi ne abbia, in qualche modo, paura. E cerchi di normalizzarlo con frasi del tipo: «Dice le cose che dico io (quindi è inutile votarlo), è di destra». Per uno come Berlusconi equivale a consegnare una laurea honoris causa in marketing politico al giovane Renzi. E non c'è dubbio che il rottamatore sia il campione di questa fast politics, che ha messo la res publica al centro di una comunicazione permanente tra social media, smartphone, notiziari non stop.
Chi è padrone del mezzo vince. Berlusconi lo sa, ma anche Renzi lo sa. L'importante è che lo sappiano gli italiani: il prossimo duello per la guida del nostro Paese sarà tra un Jerry Calà qualunque e un ex pianista da crociera diventato magnate dei media. Entrambi laureati in marketing politico all'università della vita, ovviamente.
Un titolo che continua a mancare ai possibili concorrenti renziani, come Pierluigi Bersani e Nichi Vendola, almeno a giudicare dai tweet postati dopo la riapparizione di Berlusconi (con annesse dichiarazioni populiste) che sono solo un filo distanti dalla realtà (vedere foto in basso). Ma almeno Renzi ha degli antagonisti. Berlusconi, si sa, di concorrenti dalla sua parte non ne ha trovati.

Ecco cosa hanno twittato i tre leader del Pd in corsa come possibili candidati alle primarie dopo la ricomparsa in pubblico di Silvio Berlusconi.



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