Uomini e mouse

3 Giugno Giu 2012 1941 03 giugno 2012

Cinguetta ma non stonare

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Proprio tutti. Dal più 2.0 al "proto.0". Va di moda, è di tendenza,  non si può ignorare. Tutti hanno fatto una scoperta che rivoluzionerà le loro vite. E il loro ego. Esiste Twitter. Un po' come la scoperta dell'acqua calda.
Ogni cosa pare acquistare più dignità se la twitti. Lo facciamo tutti, anch'io con ogni post di questo blog. Twittiamo idee, pensieri, spezzoni di citazioni, parole altrui. A volte, anche, ci twittiamo a vicenda per il puro piacere di pubblicare qualcosa.

Perché? Domanda complessa. Non perché sia difficile rispondere ma perché le risposte sono molteplici. Ma proviamo a partire con ordine: i 140 caratteri ci aiutano a darci una regolata. A evitare emorragie di parole ed elucubrazioni mentali. Ci fanno sentenziare, pontificare. Ci danno la sensazione che stiamo per buttare lì un piccolo gioiello, una perla di saggezza. Quasi fosse un aforisma (troppi 140 caratteri per un aforisma!).
E, soprattutto, ci fanno sentire bene: perché dopo aver vomitato le nostre parole - taglienti, efficaci. effimere, o ridicole - ci sentiamo sollevati come dopo aver fatto una scoperta rivelatrice.

Ci sembra di aver digerito i nostri pensieri e di stare in pace col mondo. E con la Rete. Peccato però che non tutti sanno cinguettare. Un po' come non tutti sappiamo cantare. Perché non siamo nati uccelli ma uomini e, a furia di imitare il canarino, ci toccherà prima o poi di prenderci qualche stecca.
E' sempre il solito annoso problema della Rete: la troppa libertà uccide. Uccide il nostro pensiero perché lo sfalda in inutili presenzialismi fraseologici. E uccide il prossimo, costretto a sorbirsi le nostre stonature. Meno male che 140 caratteri passano in fretta. 

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