Uomini e mouse

5 Ottobre Ott 2012 2146 05 ottobre 2012

Apple, per ora solo Jobs sembra morto

  • ...

E' già passato un anno. E le cose sono andate come previsto: tutti hanno compianto Steve Jobs e, dopo il primo e momentaneo periodo di smarrimento, si sono fatti consolare da un iPhone o un iPad.
Analisti ed esperti del settore avevano azzardato ipotesi e fatto pronostici sulle capacità di sopravvivenza dell'azienda di Cupertino senza la guida patriarcale del suo fondatore. E la paura che le cose potessero cambiare - in peggio - non era poca.
Lo spauracchio più grosso era che il mito della Mela non bastasse a se stesso, non fosse da solo sufficiente a sopravvivere al ricordo dell'"evangelizzatore" capace di convincere i consumatori più per fede cieca che per consapevole convinzione.

Ma ormai è passato un anno esatto dalla morte della mente di Cupertino. E Jobs è un ricordo. Apple il presente. Concreto e tangibile come le file lunghissime di giovani (e meno giovani) senza un centesimo in tasca ma con in mano 2 banconote da 500 per comprare l'iPhone 5.  Un sogno che non sembra ancora aver stancato nessuno e che vale oggi uno stipendio mensile per chi ce l'ha (e chi non ce l'ha??).
In molti non vogliono proprio interrogarsi, altri invece sostengono ostinati che ne valga la pena. Anche se non sanno spiegare il perché di questa cieca convinzione.

E' mai possibile che un cellulare nel 2012 costi così tanto? Mille euro non sono, per alcuni, neppure la paga di un mese. Ho visto oggi in un negozietto d'antiquariato un mobile d'epoca che costava "appena" 1.400 euro. Dovessi scegliere fra un iPhone5 e quel mobile non avrei dubbi: l'antiquariato mi sembra un investimento meno a perdere. Il telefono di Cupertino, invece, mi fa sentire perdente.
Non perché non potrebbe piacermi averne uno. Anzi. Bello sembra davvero. Ma purtroppo non vale il suo prezzo. Il valore della componentistica è stato condito con una maggiorazione emozionale che unisce, in uguale percentuale, l'importanza di fare parte del mondo della Mela, il desiderio di possesso di un oggetto che si è trasformato in un'icona e la convinzione che tenerlo in mano o in tasca cambi in qualche modo il nostro status.

Ecco perché mi sentirei una perdente a fare la fila davanti a un Apple store. Perché non voglio sentirmi dire da nessuno - neppure da un telefono di ultima generazione né dal fantasma di un "guru visionario" - che per essere cool devo tirare fuori mille euro.

Forse non siamo in tanti a pensarla così. Almeno a guardare le ore di attesa davanti ai negozi. E intanto Apple cresce e s'ingrossa. Lo stesso non può dirsi del nuovo Ceo, Tim Cook. Che da quando a preso il posto del compianto Jobs, quasi a volerlo emulare, sta diventando sempre più l'ombra di se stesso.

Correlati