Uomini e mouse

24 Gennaio Gen 2013 1825 24 gennaio 2013

Apple, i conti non tornano

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Alla fine è successo. Dopo 10 anni qualcosa si è incrinato. Non il successo, certo. E nemmeno un business e un'idea consolidata. Ma alcuni errori, qualche calcolo sbagliato o un paio di passi falsi hanno portato un'azienda mitizzata come Apple a diventare più umana. In poche parole capace di fallire. Almeno ogni tanto. La società di Cupertino ha presentato i suoi conti e messo in evidenza una dicotomia interna: la trimestrale ha deluso nonostante il balzo dei ricavi e le vendite record di iPhone e iPad.
Il motivo? A preoccupare è il rallentamento della società, che ha registrato la crescita più lenta in termini di profitti dal 2009. Preoccupazioni che nelle ultime settimane hanno pesantemente penalizzato il titolo, facendogli perdere il 27% - circa 190 miliardi di dollari - dai picchi di settembre.
Ma i numeri in questo caso sono relativi. Il pericolo maggiore è che si sia rotto un incanto- Che Cupertino abbia toccato un nervo scoperto: l'incapacità del settore tecnologico di continuare a sorprendere sempre.
La concorrenza agguerrita e il tentato sorpasso di Samsung sono un avvisaglia della voglia di nuovo che serve al mercato. Una naturale ciclicità che serve per cambiare. Crescere. Rinnovare.
La trimestrale un po' grigia di Apple  è servita forse a questo. A risvegliare un comparto in letargo. E a ridare un po' di pepe. Non solo per farsi guerra a colpi di brevetti e di prodotti fac-simile l'uno dell'altro. Ma anche per vitalizzare l'ormai ammuffito panorama delle idee.
Quelle che, per intenderci, una volta ogni tanto diventano dei veri e propri colpi di genio capaci di dettare le nuove tendenze.

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