Vita da Papa

24 Maggio Mag 2012 1509 24 maggio 2012

Milano e il Papa: la città è pronta?

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Papa Benedetto XVI e il Cardinale Angelo ScolaA una settimana dall’arrivo del Papa a Milano per il Family Day il capoluogo lombardo si sveglia con la brutta notizia che la Metropolitana 5 non sarà utilizzata per lo spostamento dei pellegrini a Bresso per la Veglia e la Messa presieduta da Benedetto XVI. Al di là delle polemiche politiche la notizia accende ulteriormente i riflettori sull’Incontro Mondiale delle Famiglie che vedrà il capoluogo lombardo fare le prove generali – in termini di accoglienza-  in vista di Expo 2015. E’ dal 1984 che un Pontefice manca da Milano; Giovanni Paolo II visitò la città ambrosiana nel 1983- a conclusione del XX Congresso Eucaristico Nazionale – e , come detto, l’anno successivo per il IV Centenario dalla morte di San Carlo Borromeo. Appuntamenti  che entrarono nella storia. Ed ora l’attesa di Papa Benedetto XVI. Tutto pronto? Febbrilmente la macchina organizzativa sta procedendo, l’ufficio stampa comunica a getto continuo le novità tra cui gli ospiti che animeranno la serata del 2 giugno dal titolo “One world, family, love” tra i quali Noa, Dulce Pontes, Evia, Ron, Ennio Morricone, Serena Autieri e tanti altri. Ma le ansie che tutto vada bene sono tante. La macchina della comunicazione ha funzionato e funziona molto bene. Ma più di un occhio critico ha manifestato qualche dubbio sui tempi in cui la macchina organizzativa ha preso a camminare in maniera spedita. Non è un caso che l’acceleratore sia stato pigiato da quando è entrato a Milano – nel settembre scorso – Sua Eminenza Cardinale Angelo Scola.Da quel momento il tam tam nelle Parrocchie e presso tutte le realtà prossime alla Chiesa ambrosiana è stato continuo e incessante. Accoglienza delle famiglie, ricerca dei volontari sono state le parole d’ordine che hanno impegnato in prima persona lo stesso Arcivescovo. Milano ha risposto ma sembra che la risposta non sia stata immediata. Per favorire – e incentivare – la presenza alla messa che il Papa celebrerà domenica 3 giugno nello spazio dell’aeroporto di Bresso – Parco Nord il Cardinale Scola ha invitato le Parrocchie della Diocesi ambrosiana a non celebrare le messe della mattina. Un fatto insolito. Milano non è una Diocesi di poco peso, tutt’altro. La sua estensione ed importanza – comprende parte del  Canton Ticino e i Comuni di Varese, Lecco e  parte di altre province lombarde – la inserisce al secondo posto tra quelle più importanti a livello mondiale. Ad alcuni osservatori ha fatto sorgere qualche riflessione la difficoltà – almeno iniziale – di ottenere risposte positive in termini di disponibilità come accoglienza dei pellegrini nelle abitazioni e come volontari. Problemi risolti, ma che hanno fatto emergere una certa “freddezza” rispetto a un evento unico e difficilmente ripetibile – in tempi brevi – quale l’arrivo del Papa in città. Per altri la macchina organizzativa si è per troppo tempo concentrata – almeno pubblicamente – sulla ricerca del sito ove celebrare la Messa con il Papa dimenticando gli altri aspetti legati all’accoglienza e alla gestione dei volontari. Polemiche gratuite? Forse. L’interesse è ora legato ai numeri dei rappresentanti delle famiglie che giungeranno a Milano. Sarà una vera prova generale per l’Amministrazione comunale – come per Provincia e Regione Lombardia – rispetto alle capacità di accoglienza e gestione dei grandi eventi. Per il Cardinale Scola l’arrivo di Benedetto XVI è il suggello rispetto al suo primo anno di Episcopato a Milano; un legame molto forte quello dell’Arcivescovo ambrosiano con Papa Ratzinger, da allievo a maestro. E Scola stesso poco tempo prima di lasciare la Laguna per giungere a Milano accolse il Pontefice a Venezia per la visita alla Diocesi.

Nel 1983 in occasione della Messa presso il quartiere Gallaratese 200.000 ambrosiani accorsero sotto un diluvio torrenziale. Sarà interessante vedere i numeri della Messa del 3 giugno a Bresso. Rispetto a trent’anni fa la fede nella Diocesi ambrosiana ha visto un notevole cambiamento. Un calo netto delle vocazioni, una riduzione sempre più consistente della presenza nelle Parrocchie di fedeli. Segno dei tempi. Papa Benedetto XVI non manifesta  - presso il grande pubblico – lo stesso carisma e richiamo delle folle di Giovanni Paolo II ma in tutte le sue visite nelle grandi capitali – da New York a Londra passando per Parigi – ha sorpreso per la capacità di catturare interesse, non solo tra il popolo dei fedeli.

Non è escluso che anche la “fredda” Milano saprà sciogliersi all’arrivo di Papa Ratzinger.

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