Vita da Papa

25 Maggio Mag 2012 1021 25 maggio 2012

I rischi di Todi 2. Il fiato corto del mondo cattolico

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Todi



Il Corriere della Sera si fa di nuovo megafono delle istanze del mondo cattolico al riguardo della politica italiana. A tutta pagina venerdì 25 maggio 2012 vengono pubblicati ampi stralci del documento “La Buona Politica per tornare a crescere” che vuole ispirare una Todi 2. La prima Todi non è certo stata un grande successo. Partito con la “benedizione” del Direttore del Corriere Ferruccio De Bortoli in un suo celebre editoriale, l’appuntamento umbro ha dimostrato da subito un corto respiro. Ora i principali movimenti e associazioni d’ispirazione cattolica lanciano un lungo e articolato programma a trecentosessanta gradi che riprende, sviluppa e attualizza quanto il Magistero Sociale della Chiesa ha prodotto negli ultimi due secoli. Intenzioni e idee lodevoli e di grande buon senso. La volontà dei proponenti è duplice: attraverso il contributo da loro proposto intendono partecipare alla formazione di programmi politici e azione di governo. Inoltre – con questa loro azione – vogliono promuovere il miglioramento della qualità delle classi dirigenti. Bene, ottimo. Per raggiungere i risultati i firmatari ritengono importante dotarsi di modalità organizzative per formare le persone, in particolare i giovani e produrre analisi condivise. Anche qui nulla da eccepire. Ma il problema è un altro ed è lo stesso di Todi 1. Il ricambio della classe politica italiana può avvenire non tanto e non solo dalla presa d’atto di un impegno delle associazioni e dei movimenti cattolici, ma da singole ed autorevoli figure capaci e volenterose di “sporcarsi le mani”. La Democrazia Cristiana del Dopoguerra e prima ancora il Partito Popolare di Sturzo erano la somma di singole personalità capaci loro stesse di portare un contributo di idee e di innovazioni frutto certo di un retroterra di formazione associazionistico – culturale – come ad esempio l’Azione Cattolica o la FUCI, l’associazione che riunisce gli universitari cattolici –ma pur sempre uomini dotati di un loro pensiero, di una loro visione della politica, di un discernimento attento del pensiero sociale della Chiesa. La domanda sorge spontanea: chi dei leader del mondo cattolico firmatario di Todi 2 è pronto a lasciare il proprio ambiente per buttarsi nella mischia politica? Il vuoto politico italiano è evidente e la necessità che giunga nuova linfa – oltre che idee – si manifesta ancora più palese. Ma come calare nel concreto i buoni propositi di Todi 2? Bene che vada il Governo Monti traghetterà l’Italia alle elezioni previste per la primavera 2013. Per quell’epoca è  pensabile che dal mondo cattolico vengano nuove figure capaci di buttarsi nell’agone politico per dare il loro contributo? Al di là degli schieramenti serve un’iniezione di idee e di visione. Speriamo che non serva una Todi 3 per avere la completa realizzazione dei disegni – futuribili-delle prime due.

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