Vita da Papa

11 Giugno Giu 2012 0019 11 giugno 2012

Family Day a Milano: un incontro riuscito?

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Papa Benedetto XVI- Angelo Scola Piazza Duomo Milano



A una settimana dal termine della presenza in terra
ambrosiana di Benedetto XVI è possibile tracciare un breve bilancio.

Senza voler apparire irriverenti quella di Papa Benedetto
XVI è stata una riuscita visita Pastorale a Milano più che la consacrazione del
VII Incontro Mondiale delle Famiglie. La presenza infatti di rappresentanti
delle componenti familiari provenienti dai cinque Continenti è stata inferiore
rispetto alle attese. Il dato è presto dimostrato considerando come diverse
famiglie delle Parrocchie della Diocesi ambrosiana che avevano dato la loro
disponibilità ad accogliere i partecipanti non sono state accontentate. Questo
è un dato che dovrebbe far interrogare sul futuro di questi appuntamenti nati
sotto il carisma di Giovanni Paolo II. Certo l’ottavo Incontro è già stato
previsto per il 2015 a Filadelfia, ma una riflessione non può essere posta in
un angolo. La crisi economica globale ha
avuto un ruolo rilevantissimo sulle scelte di persone potenzialmente
interessate ad essere a Milano per questo appuntamento, ma questi ritrovi
oceanici servono per far accrescere la consapevolezza sull’importanza dell’istituto
familiare oppure possono apparire “prove di forza” con il fiato corto? Milano
allo stesso tempo ha dimostrato di “scaldarsi” con il proseguo delle giornate
rispetto alla presenza in città di Benedetto XVI. Il primo giorno – il bagno di
folla in Piazza Duomo -  non è stato certo
caratterizzato da presenze numeriche da definire “storiche”. Tanti erano gli
spazi transennati per permettere il corridoio per il giro della Papamobile – e non
solo – e in questo caso si è indicato un numero di 30.000 fedeli presenti.  A seguire il Concerto presso il Teatro alla
Scala con una scelta di programma che ex post suonava come una piccola “gaffe”
nei confronti di Papa Ratzinger. La Nona Sinfonia di Beethoven con il finale
legato al celeberrimo “Inno alla Gioia” su parole del sommo Schiller è una lode
– diretta o indiretta – al pensiero massonico. Non a caso Benedetto XVI – da finissimo
musicista – ha rimesso i puntini sulle “i” rispetto al concetto di Dio diverso
tra l’ode del sommo poeta di lingua tedesca e il Creatore dei cattolici. Il
tutto nell’intervento forse più bello tenuto nella tre giorni milanese. E anche
l’interpretazione dell’orchestra scaligera con alla testa Daniel Baremboim non
è stata certo delle più irresistibili. L’incontro con i cresimandi appartiene
alla categoria “nulla di nuovo sul fronte occidentale”. Ogni 2 giugno si tiene
infatti l’incontro tra i ragazzini della “confermazione” e l’Arcivescovo di Milano
presso lo stadio San Siro. Tra gli ottantamila presenti non è difficile pensare
che rispetto agli anni precedenti vi sia stato un aumento di presenze tra i
genitori e i padrini proprio per l’ospite speciale, Benedetto XVI.

Sulla Festa delle Famiglie di sabato 2 giugno 2012 i numeri
forniti ufficialmente parlano di 350.000 persone mentre per la messa di
domenica 3 giugno 2012 Curia e Prefettura di Milano si sono trovati concordi
nell’indicare un milione di presenti. Numeri elevati ma difficilmente riscontrabili
perché era la prima volta che il Campo Volo di Bresso veniva utilizzato per
ospitare eventi di questa rilevanza. Inoltre le scelte delle ultime
settimane  pre evento – sospensione di
tutte le messe domenicali nel territorio ambrosiano e libero accesso – senza più
previa iscrizione – all’area di Bresso domenica 3 giugno hanno favorito grandemente
la presenza sia di fedeli che di sacerdoti (anche se  a conti fatti – tra sacerdoti stranieri
confluiti a Milano per il Congresso e presbiteri operanti in Diocesi – i numeri
potevano essere ancora più superiori).
Ma in questo caso si torna all’assunto posto all’inizio di questa
riflessione. La visita di Papa Benedetto XVI a Milano si è trasformata in una
vera e propria visita Pastorale più che la ciliegina sull’evento legato al VII
Incontro Mondiale delle Famiglie. Ma Milano si è sentita totalmente coinvolta
da questo appuntamento storico? Senza apparire irriverenti e senza voler fare
paragoni azzardati nella memoria di chi ha vissuto le visite di Giovanni Paolo
II nel 1983 e 1984 sembrerebbe molto meno. Non è da escludere che abbiano
pesato gli scandali e i corvi che hanno colpito il Vaticano e che stanno
creando un danno devastante d’immagine per la Chiesa universale .

L’eredità della visita di Papa Ratzinger: sarà interessante
cogliere se sono stati gettati semi capaci di crescere nel buon terreno. Ad un
occhio molto superficiale sembrerebbe che tutto è ripreso come prima. Si
riaccenderà la fede, molti più giovani si sentiranno provocati da una vita
vocazionale? Domande e sfide interessanti. Che per ora non trovano una risposta
certa.

Edoardo Caprino

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