Vita da Papa

11 Giugno Giu 2012 1532 11 giugno 2012

Fedeltà la parola d'ordine per Benedetto XVI

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Papa Benedetto XVI



Fedeltà è la parola d’ordine rilanciata da Papa Benedetto XVI in occasione dell’incontro con i quaranta membri della Pontificia Accademia Ecclesiastica ricevuti in Vaticano lunedì 11 giugno 2012 al termine del corso di studi.

Per il Pontefice il valore della fedeltà “ben esprime il legame tuto particolare che si stabilisce tra il Papa e i suoi diretti collaboratori” . Non è mancato nelle sue parole un richiamo biblico ammonendo come “la fedeltà è anzitutto un attributo divino” con Dio che rimane fedele all’alleanza pur di fronte alle infedeltà dell’uomo.

Se è pur vero che i testi letti dal Pontefice sono predisposti con settimane d’anticipo questo tenuto ai membri della Pontificia Accademia Ecclesiastica pare rispondere indirettamente ai fatti di più stretta attualità.

Invitare gli studenti della Pontificia Accademia Ecclesiastica a vivere “il legame personale con il Vicario di Cristo come parte della vostra spiritualità” non è cosa di poco conto.

Benedetto XVI è rimasto profondamente ferito e addolorato per i tradimenti subiti, ma il dolore riguarda anche quanti – ecclesiastici e no – non sempre si sono comportati in maniera specchiata.

 Il discorso tenuto lunedì 11 giugno 2012 tutto è meno che un semplice appuntamento di circostanza; molti di questi studenti saranno inviati a rappresentare il Vaticano in paesi colpiti da drammi che hanno visto protagonisti sacerdoti e religiosi. Non a caso Papa Ratzinger invita i suoi futuri rappresentanti ad “alimentare un rapporto di profonda stima e benevolenza” anzi “di vera amicizia verso le Chiese e le Comunità alle quali sarete inviati”.

Fedeli, degni di fede. Per Benedetto XVI questo legame passa per la dedizione al lavoro, la costante presenza nelle occasioni sia liete che tristi (per non parlare dei drammatici eventi), nella conoscenza sempre più approfondita della cultura locale. Questo stile è ritenuto decisivo dal Pontefice per generare sempre più fedeltà e vicinanza alla sua persona da parte delle Chiese locali e per garantire una costante conoscenza da parte del Papa delle diverse situazioni che avvengono nei cinque continenti.

Non è mancato il ringraziamento alla Curia Romana e alle Rappresentanze Pontificie che aiutano l’attività quotidiana del Papa. Ma nelle parole lette da Ratzinger è facile trovare un invito a girare pagina, la manifestazione di un autentico desiderio di cambiamento e di crescita del livello delle figure ecclesiali chiamate a servire la Chiesa nelle Rappresentanze Pontificie presenti nel mondo.

Per Vittorio Messori il grande problema della Chiesa è insito al livello delle figure ecclesiali operanti all’interno della Curia Romana e in particolare nel corpo diplomatico.

C’è da augurarsi che le nuove leve si sentano spronate dalle parole di Papa Ratzinger non solo alla fedeltà ma a una crescita di livello professionale e di servizio.

Edoardo Caprino

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