Vita da Papa

31 Agosto Ago 2012 1059 31 agosto 2012

Nella preghiera di Milano il grazie a Martini

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Carlo Maria Martini



Il cardinale Carlo Maria Martini si è spento il 31 agosto dopo che il giorno prima un comunicato ufficiale aveva dato l'annuncio della'aggravarsi delle sue condizioni di salute. L’Arcivescovo Emerito della città ambrosiana era ospite di una struttura dei Padri Gesuiti a Gallarate, e da anni era affetto dal morbo di Parkinson.
UNA SORPRESA PER LA CITTÀ DI MILANO. Martini è stata una figura unica nel panorama della Chiesa postconciliare. Come con Karol Wojtyla – di cui pochi conoscevano sia il nome che le grandi doti pastorali e umane prima della sua elezione a Pontefice - così Carlo Maria Martini fu un’autentica sorpresa per Milano che attendeva il successore del cardinale Giovanni Colombo.
Una Chiesa unica nel suo genere quella del capoluogo ambrosiano, sia per estensione sia per numero di parrocchie che vi sono presenti che la rende per questo la seconda arcidiocesi più importante al mondo.
UNO DEI PIÙ STIMATI BIBLISTI DEL MONDO. Martini sino alla chiamata personale di Giovanni Paolo II era Rettore all’Università Gregoriana, uno dei più stimati biblisti a livello mondiale, ben conosciuto nella cerchia degli addetti ai lavori ma poco o nulla dal popolo di Dio.

Una città vittima del terrore e l'estremo saluto a Valter Tobagi e Guido Galli

Quando arrivò in diocesi il neo arcivescovo di Milano mancava totalmente di esperienza pastorale e, a fianco del suo stupore per la chiamata a questo incarico - anche per la sua provenienza quale appartenente alla Compagnia di Gesù - si aggiunse quello della città che però presto, anzi subito cominciò ad amarlo.
A Milano venne accolto da una città vittima del terrore, dei conflitti, degli orrori terroristici e presto il presule dovette accompagnare all’estremo saluto terreno figure come Valter Tobagi e Guido Galli.
UN UOMO APERTO AL DIALOGO CON TUTTI. Ma fu Martini a ridare speranza e – non appaia una forzatura – senso civico a fianco delle istituzioni civili guidate allora dal sindaco Carlo Tognoli. Milano trovò in lui un uomo capace di dialogo con tutte le sue anime, sia religiose che laiche.
LA CATTEDRA DEI NON CREDENTI. Fu lui ad avviare la rivoluzionaria “Cattedra dei non credenti”, non a caso ospitata all’interno della laica Università degli Studi. Studiosi laici che si confrontavano con l’arcivescovo sulle grandi tematiche che sono oggetto del pensiero umano.
Martini fece “scoprire” la Bibbia, promosse la “Lectio divina”, un nuovo modo di porsi a confronto con le Sacre scritture. Avviò incontri con i giovani in cattedrale facendoli appassionare a una fede sempre più “adulta” e consapevole della parola di Dio.

L'uomo del dialogo anche sul fronte della bioetica

Martini era uomo capace di andare oltre i facili schemi: sempre fedele alla linea del magistero, ma aperto al confronto, anche all’interno della Chiesa, promotore di una maggiore collegialità dei vescovi con il Papa. Anche sulle grandi questioni bioetiche e sociali la sua non è mai stata semplice ripetizione di ammonimenti e regole.
UN CONTINUO CONFRONTO CON LA SOCIETÀ. Il confronto prima di tutto. I suoi libri, tradotti in tutto il mondo, e le sue linee di indirizzo pastorale hanno ispirato tanti suoi confratelli nel mondo. La Chiesa di Martini era una proiezione di confronto con la società attuale.
Già malato, nel Conclave che ha eletto Papa Benedetto XVI, ha favorito la chiamata al soglio pontifico di Joseph Ratzinger.
LA STIMA E IL CONFRONTO CON PAPA RATZINGER. Due visioni diverse di Chiesa – quella di Ratzinger e Martini – ma pur nel confronto l’amore e la stima vicendevole non è mai venuta meno.
Lo studioso Martini ha riscoperto le sue radici – e la sua libertà – dopo l’abbandono della guida della diocesi di Milano e l’arrivo a Gerusalemme, l’amata città dove sognava di concludere la sua esperienza terrena.
LE SFERZATE AL MONDO POLITICO. Brillante conferenziere, dotato di autentico carisma e ispiratore di fede e rispetto – anche grazie al suo volto così sempre avvolto nel pensiero e nella preghiera – è stato capace di autentiche sferzate, anche verso il mondo politico sia a livello locale – sono entrate nella storia i Discorsi alla Città tenuti in occasione dei Vespri dedicati a Sant’Ambrogio – che nazionale, in particolare ai vertici della Democrazia cristiana che andarono ad omaggiarlo in occasione del Congresso nazionale che venne celebrato a Milano nel 1991.
IL DIFFICILE RAPPORTO CON CL. Martini è stato amato, ma ha trovato anche realtà che poco lo hanno capito, almeno inizialmente, e apprezzato. Un caso su tutti il difficile rapporto con Comunione e liberazione. Lasciando alle spalle polemiche ormai stantie fa riflettere che ad accompagnarlo nelle ultime ore della sua vita ci fosse proprio Angelo Scola, suo successore alla cattedra di Ambrogio oltre che allievo prediletto e amico di Don Giussani.
Tutto si chiude, tutto si ricompone. Milano osserva e prega. Una preghiera religiosa, una preghiera laica per l’uomo che è stato capace di ridare un’anima e un senso etico a questa città.

Edoardo Caprino

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