Vita da Papa

4 Settembre Set 2012 0910 04 settembre 2012

Le storiche parole di Carron su Martini. Il nuovo corso di CL

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Don Julian Carron e Monsignor Luigi Giussani



“Per questo ci rincresce e ci addolora se non abbiamo trovato sempre il modo più adeguato di collaborare alla sua ardua missione e se possiamo aver dato pretesto per interpretazioni equivoche del nostro rapporto con lui, a cominciare da me stesso”. Firmato Don Julian Carron, Presidente della Fraternità di CL a pagine cinque del “Corriere della Sera”.  Parole che lasciano poco o nulla ad interpretazioni e che chiudono – se serviva – un’intera stagione di incomprensioni e fraintendimenti tra il Movimento che ha preso il via dal carisma di Don Luigi Giussani e la Diocesi di Milano ed alcuni dei suoi esponenti. Quanto sono lontane queste righe dall’articolo pubblicato da Antonio Socci su “Libero” a ricordo del Cardinale Carlo Maria Martini. In quello scritto egli fa menzione del punto più basso dei rapporti tra  il Movimento – o meglio alcuni suoi appartenenti – e la Chiesa di Milano. Su “Il Sabato” –testata legata a CL che negli anni ottanta e novanta ha animato e vivacizzato il panorama editoriale italiano – lo stesso Socci e Roberto Fontolan scrissero un pesante attacco all’allora Rettore dell’Università Cattolica Giuseppe Lazzati, esponente dell’Azione Cattolica, già deputato della Costituente per la Democrazia Cristiana e uomo tra i più rappresentativi del cattolicesimo italiano. Ne sorse un clamoroso deferimento al Tribunale Ecclesiastico di Milano e Socci nel suo scritto tradisce come questa vicenda ancora oggi gli bruci. Ma l’importante lettera di Carron evidenzia i punti in comune tra il Movimento e Martini, la sua sottolineatura sull’importanza della Resurrezione (e su questo aspetto illuminanti sono le bellissime riflessioni di Don Giussani) e i tanti gesti compiuti dal Cardinale nei confronti dello stesso Movimento ne sono una riprova. La “nuova Evangelizzazione” richiamata da Carron prende spunto da un pensiero vergato dallo stesso Martini. La lettera al Corriere della Sera è un altro importante punto segnato dal nuovo corso del Movimento di Comunione e Liberazione sotto la guida di Don Julian Carron. I chiarimenti, le scuse per le incomprensioni, i paletti verso la politica prima. Ora le parole di grande amicizia e stima per il pensiero e l’operato di Martini. Carron si dimostra sempre più uomo di grande apertura e visione ed è da augurarsi che tanti che ancora oggi all’interno del Movimento hanno riserve sul Presule che per ventidue anni ha guidato la Diocesi ambrosiana cambino la loro opinione. Martini non era il “rosso” Cardinale, l’agente dei cattocomunisti come spesso –anche tra battute e risatine- è stato possibile cogliere in più di un discorso tra ragazzi (e non solo) del Movimento. Chi lo faceva tradiva l’ignoranza e la scarsa conoscenza della persona. Si confondeva il suo richiamo all’attenzione verso gli ultimi come un messaggio politico. Se poi questo veniva colto in particolare solo da appartenenti della sinistra DC prima e dell’Ulivo e centrosinistra poi questo è un altro problema. Se buona parte delle persone che sono uscite dalle scuole di formazione politica da lui volute in Diocesi si sono impegnate nel fronte di centrosinistra (e non solo) è una scelta dei singoli e non un ordine di batteria. Chi scrive lo sa molto bene avendo frequentato quegli ambienti. E’ bello pensare che ora in Cielo Don Giussani e il Cardinale Martini avranno modo di conoscersi meglio ed apprezzarsi vicendevolmente. Quello che è certo è che Milano ha avuto il dono di due figure che hanno autenticamente illuminato la Chiesa e il Mondo nel Ventesimo secolo. Le loro differenti visioni – se vi erano – non erano spaccatura ma carisma come hanno ricordato in questi giorni parlando del pensiero del Presule da poco mancato i Cardinali Angelo Comastri e Gianfranco Ravasi. Ed è bello pensare che a celebrare le esequie di Milano e a vivere questo periodo di rasserenamento tra CL e la storia dei suoi rapporti con la Chiesa ambrosiana vi sia Angelo Scola, un figlio prediletto di Don Giussani. Come già scritto, tutto si ricompone.

Edoardo Caprino

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