Vita da Papa

30 Settembre Set 2012 1741 30 settembre 2012

Benedetto XVI e la strigliata contro i ricchi disonesti

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Papa Benedetto XVI



Benedetto XVI –usando le parole di San Giacomo – si scaglia contro i “ricchi disonesti”. Occasione l’Angelus domenicale pronunciato il 30 settembre 2012.  Il richiamo all’uso appropriato dei beni materiali e all’equità suona una ripresa degli scandali che partendo dalla Regione Lazio stanno offrendo uno dei più orrendi spettacoli di tutti i tempi legati alla politica nostrana. Si sa che i testi del Pontefice vengono preparati con un certo preavviso, ma in questa occasione mai tempismo fu più corretto. Papa Ratzinger tuona contro quanti – in un’epoca di grave crisi economica- commettono atti che gridano vendetta (verrebbe da aggiungere al cospetto di Dio). La facilità con la quale venivano sperperate risorse pubbliche o utilizzati finanziamenti per attività che lasciano più di un dubbio ha generato sdegno in tutta la popolazione, considerando  come allo stesso tempo si fosse passati a revisione di alcuni  servizi destinati ai cittadini. La parola potente del Papa si è aggiunta a quella pronunciata dal Cardinale Angelo Bagnasco in occasione dell’Assemblea CEI da poco conclusa. Un amministratore pubblico disonesto che si appropria di beni che dovrebbero essere destinati alla collettività commette non tanto un peccato – quello resta alla sua coscienza – ma un atto che lo deve portare automaticamente fuori dalla cerchia dei “politici d’ispirazione cattolica”. Non basta ripetere come una stanca filastrocca di essere contro aborto, eutanasia, a favore della scuola cattolica, etc e poi commettere questi abomini. Non basta baciare anelli o fare riverenze al Monsignore di turno per essere considerato come un politico fedele a Santa Romana Chiesa. Allo stesso tempo Benedetto XVI ha tirato una strigliata al mondo ecclesiale indicando come "anche al nostro interno si può trovare ciò che non è cattolico, così fuori della Chiesa può esservi qualcosa di cattolico". Parole di grande chiarezza che non necessitano di ulteriore commento e che dimostrano ancora una volta come Papa Ratzinger sia un Pontefice ben consapevole che all’interno della Barca da lui guidata non tutto procede a perfezione. Viene da pensare al  processo in corso contro il cameriere – Paolo Gabriele- accusato di aver sottratto documenti al Pontefice e di essere l’unico corvo ( quando lui stesso nel corso della celebre intervista a volto coperto aveva indicato una rete di venti persone, circostanza che probabilmente verrà chiarita in corso di dibattimento). Il processo in Vaticano dimostra la volontà di Oltretevere di dare la giusta pubblicità a questo evento per il quale si è sicuri di non sprecare aggettivi indicandolo come storico e unico nel suo genere.  La speranza è che la conclusione di questo procedimento possa portare a una conclusione definitiva rispetto alle tensioni che hanno animato i Sacri Palazzi nell’ultimo anno. Molti indicano un altro fatto che ad oggi manca: la nomina del nuovo Presidente dello IOR al posto di Ettore Gotti Tedeschi. Sono passati troppi mesi – per molti - dal brusco allontanamento del banchiere dalla guida del Torrino di San Pio V. L’indicazione del suo successore sarebbe un ulteriore tassello capace di portare serenità nella Città Eterna.

Edoardo Caprino

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