Vita da Papa

10 Ottobre Ott 2012 1852 10 ottobre 2012

Vaticano, il sereno tarda a tornare

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Vaticano



La smentita è secca: nessun dossier giace sul tavolo del Segretario di Stato vaticano, tutti i bilanci sono stati sottoposti alla Prefettura degli Affari Economici e approvati dalla Segreteria di Stato. Ne viene di conseguenza che l’articolo è “disinformato”. Mittente la Sala Stampa della Santa Sede, oggetto la gestione della Fabbrica di San Pietro. Di quale pezzo si sta parlando? Il giorno lunedì 8 ottobre 2012 sulle pagine de “Il Messaggero” si legge come titolo: “Fabbrica di San Pietro, al setaccio i bilanci”. Autore Franca Giansoldati, vaticanista della testata di Via del Tritone, tra i più apprezzati a livello italiano e internazionale. Giansoldati è una scrupolosa e attenta professionista, ben addentro ai Sacri Palazzi capace di vagliare le fonti e di averne di preferenziali. Ognuno può prendere abbagli – ci mancherebbe altro – ma sembra di essere tornati ai mesi scorsi quando non passava giorno che dalla Sala Stampa d’Oltretevere non partissero precisazioni, smentite e quant’altro aventi come oggetto i documenti e le fughe di notizie pubblicate sulle pagine di giornali e su libri che hanno avuto un’eco mondiale. Probabilmente si pensava che con il processo e la lieve condanna al maggiordomo Paolo Gabriele la situazione potesse virare al sereno, ma come han fatto notare diverse firme – da Massimo Franco sul Corriere della Sera a Sandro Magister sul suo blog passando per Marco Politi su Il Fatto Quotidiano – i problemi restano sul tappeto, in primis le tensioni e le frizioni accumulate in questi ultimi mesi. Anzi, il processo ha posto più di un dubbio su quanta libertà avesse un maggiordomo – per quanto persona di fiducia – nel muoversi nelle stanze private del Pontefice non solo per i compiti suoi propri, ma anche per altri incarichi. Pensare che una figura come la sua potesse fotocopiare – o far sparire-  montagne di documenti davanti agli occhi dei due segretari del Papa – che condividevano con lui la stanza di lavoro – senza far sorgere un dubbio, apprendere che un assegno di diversi zeri fosse sparito (per non parlare di una pepita d’oro, oggetto non certo comune tra gli omaggi destinati al Vicario di Cristo) senza destare sospetti lascia un po’ interdetti. Nulla di segreto: tutto emerso – senza onta di smentita – nel corso del procedimento a carico di Paolo Gabriele.

Con la condanna del maggiordomo i corvi sono messi a zittire? Qualcuno nelle Sacre Stanze si pone più di un dubbio. Forse errato in quanto le evidenze sono tutte contro Paolo Gabriele. Ma può essere lui non solo il braccio ma anche la finissima mente capace di manovrare con sapiente regia l’uscita dei documenti?

Come qualcuno ha fatto notare le prime discrepanze si possono notare già dalle due versioni – Gianluigi Nuzzi e Paolo Gabriele – per il loro primo contatto. Email o altro?

E – come già detto – alcuni dossier restano ancora in attesa di una soluzione. Vedi alla voce IOR e la nomina del suo Presidente al posto del defenestrato Ettore Gotti Tedeschi.

Con il perdono del Papa per Paolo Gabriele arriverà la parola fine sulla più torbida vicenda che ha visto come protagonista il Vaticano negli ultimi decenni?  In diversi – come detto - pongono un legittimo dubbio.



Edoardo Caprino

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