Vita da Papa

22 Ottobre Ott 2012 1948 22 ottobre 2012

Vaticano, tra nuovi Vescovi e nuove regole per i casi di malversazione e malgoverno economico

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Cardinale Giuseppe Versaldi



Le Diocesi di Alessandria, La Spezia-Sarzana-Brugnato- e Brindisi – Ostuni da sabato 20 ottobre 2012 hanno i loro nuovi Vescovi. Monsignor Domenico Caliandro proviene dalla guida della Diocesi di Nardò-Gallipoli, Monsignor Ernesto Palletti prenderà invece il posto di Monsignor Francesco Moraglia alla testa della Chiesa del Levante in quanto quest’ultimo chiamato a guidare il Patriarcato di Venezia. Più interessante resta la scelta per Alessandria; dopo mesi di Amministrazione da parte del Cardinale Giuseppe Versaldi – già alla guida della Diocesi del Piemonte e successivamente chiamato in Vaticano – giunge da Genova il giovane –  solo cinquant’anni – Monsignor Guido Gallese. Il neoVescovo- il più giovane a livello italiano – è uomo molto vicino al Cardinale Angelo Bagnasco, Arcivescovo di Genova e Presidente della Conferenza Episcopale Italiana essendo stato tra l’altro – fino alla recente nomina – responsabile del servizio diocesano e incaricato regionale della Liguria per la pastorale giovanile. Versaldi al contrario è uomo da sempre considerato molto vicino all’attuale Segretario di Stato Tarcisio Bertone e questa sostituzione nella Diocesi piemontese potrebbe essere un segnale per un cambio di equilibri in una terra che gode di un particolare occhio di attenzione da parte del numero due d’Oltretevere essendo  egli originario del Canavese e  in passato Arcivescovo di Vercelli. Il Cardinale Versaldi ha inoltre avuto gli onori della cronaca in occasione del Sinodo dei Vescovi in Vaticano venerdì 19 ottobre 2012. Nel suo intervento-  in scriptis, ossia consegnato ai partecipanti – il Presule ha indicato un “decalogo” cui attenersi in caso di malversazione, corruzione, malgoverno che riguardano le strutture cattoliche. In qualità di Presidente della Prefettura degli Affari Economici (una sorte di “Corte dei Conti” d’Oltrevere) egli suggerisce che prima di denunciare alle autorità ecclesiastiche il responsabile dei presunti errori si faccia leva sulla comprensione perché – sono le sue parole – “esiste una reale difficoltà a trovare il giusto equilibrio tra le prioritarie esigenze del fine spirituale e le tecniche con cui i beni materiali vengono trattati”. Occorre quindi utilizzare la presunzione di buona intenzione e di onestà fino alla dimostrazione dell’esatto contrario: un principio di garanzia ineccepibile. Nei casi di fondata cattiva amministrazione dei beni ecclesiali  per il Cardinale Versaldi deve valere “la medicina evangelica della correzione fraterna”. E solo nel caso in cui non vi sia il ravvedimento e la conversione allora occorre procedere con le autorità competenti. Pragmaticamente il Presule evidenzia come sia difficile trovare “il giusto equilibrio tra le prioritarie esigenze del fine spirituale e le tecniche con cui i beni materiali sono trattati dalle amministrazioni ecclesiastiche in quanto queste tecniche sono dettate dal mondo e sovente possono essere in contrasto con il fine religioso”. Giusto, spesso in Santa Romana Chiesa veniva insegnato che il denaro è sterco del demonio e che vi è differenza tra Dio e Mammona. Ma è anche vero che in recenti scandali finanziari che hanno varcato gli oceani – vedi ad esempio alla voce Bernard Madoff- non sono mancati di finire nell’elenco anche le finanze di ordini religiosi ingolositi dai promessi guadagni a due cifre rispetto a scelte più prudenti come ad esempio l’investimento in titoli di Stato. Ma tant’è. L’obiettivo per il Cardinale Versaldi è lanciare un ulteriore messaggio: “trasparenza non significa automaticamente pubblicizzazione del male che porta allo scandalo”. Come ha riassunto la vaticanista de Il Messaggero Franca Giansoldati il messaggio pare essere “i panni sporchi è meglio lavarli in casa”. Il codice operativo suggerito dal Cardinale Versaldi risulta essere un’ulteriore sconfessione delle azioni di denuncia compiute da Monsignor Carlo Maria Viganò rispetto alle accuse da lui mosse sulla mancata trasparenza Oltretevere rispetto alla gestione delle finanze.  Ma tant’é. Su Il Foglio nella rubrica “Piccolo Concilio” di sabato 20 ottobre 2012 a commento della prolusione scritta di Versaldi viene citata la posizione critica del Vescovo di Basilea Felix Gmur che ha dichiarato tra l’altro: “io sono contrario all’omertà, in tutti i campi.  Sugli abusi sessuali, ad esempio non credo che ci debba essere omertà ma trasparenza perché non abbiamo nulla da nascondere. Se commettiamo degli errori dobbiamo chiedere scusa e basta. Anzi, certi errori meritano anche una denuncia pubblica alle autorità competenti”. E per chiarire la sua posizione sulla trasparenza anche nella gestione delle finanze della Chiesa Monsignor Gmur ha sì “condannato” l’eccesso di zelo di tre sacerdoti della sua Diocesi che pubblicamente si rifiutarono di versare l’Obolo di San Pietro – l’offerta che ogni anno viene raccolta in tutte le Parrocchie del Mondo ad uso del Papa e della Chiesa di Roma – perché non avevano chiaro gli scopi per i quali le offerte venivano richieste ma ha ribadito come “in generale la linea della trasparenza in ogni campo non può essere disattesa”. Considerando che il Cardinale Versaldi nel suo intervento evidenziava come “trasparenza non significa automaticamente pubblicizzazione del male che porta allo scandalo” è evidente che siamo di fronte a due posizioni difficilmente conciliabili e, tenendo conto della grande azione promossa in primis da Papa Benedetto XVI contro gli efferati episodi di pedofilia all’interno della Chiesa e dell’importante azione di apertura e confronto critico promosso dalle Diocesi nel mondo, in particolare in Europa Germania e centronord del Continente, la posizione sull’eventuale denuncia di malagestione delle finanze sembra indicare una linea un poco diversa. Sarà interessante osservare come questo decalogo verrà interpretato dalle autorità di controllo a livello mondiale – vedi ad esempio Moneyval – e dagli operatori economici in genere.  Perchè per queste Istituzioni la parola trasparenza ha un significato ben preciso che probabilmente non collima in pieno con la – seppur importante-  correzione fraterna.

Edoardo Caprino

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