Vita da Papa

24 Ottobre Ott 2012 1435 24 ottobre 2012

Concistoro, Benedetto XVI vuole una Chiesa sempre più universale

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Concistoro



Papa Benedetto XVI lo ha annunciato nel corso dell’Udienza di mercoledì 24 ottobre 2012; a distanza di un mese esatto – sabato 24 novembre 2012- si terrà un nuovo Concistoro, il secondo dell’annata. Diversi sono gli elementi di interesse facilmente riscontrabili con la chiamata alla Berretta di sei porporati. Prima di tutto l’assenza di italiani dopo la presenza massiccia (ben sette) nel Concistoro tenutosi ad inizio 2012. In quella occasione quattro dei neoCardinali italiani erano stati identificati come figure molto vicine al Cardinale Tarcisio Bertone. Un segnale importante specie dopo gli scandali legati a Vatileaks e alle lotte intestine all’interno della Curia romana, spesso e volentieri alimentate dagli italiani, situazione questa poco o nulla tollerata dagli Episcopati sparsi per i quattro angoli del globo impegnati tutti i giorni ad affrontare sul campo la perdita di fedeli e l’avanzare della secolarizzazione. Inoltre il Concistoro di gennaio 2012 aveva colpito per la chiamata alla Berretta di figure da poco elette ai vertici di Istituzioni apicali del Governo centrale della Cattolicità, il tutto escludendo dalla lista Vescovi alla guida di Diocesi di importanza primaria per la presenza di fedeli alla Chiesa romana. Spicca  inoltre l’assenza di europei mentre al contrario abbiamo presenza praticamente di tutti gli altri Continenti (salvo l’Oceania) tra cui ben tre asiatici. Benedetto XVI ha voluto dare precisi segnali al mondo andando a chiamare al Cardinalato Vescovi che in tempi recenti stanno autenticamente vivendo un martirio delle loro Chiese, vittime dell’odio religioso e del fondamentalismo.  Tra i chiamati  monsignor  James Michael Harvey, prefetto della Casa Pontificia,  il più ” mediatico” dei neoCardinali essendo il Presule incaricato di accogliere le personalità in arrivo in Vaticano che si recano in visita ufficiale al Pontefice. Per lui Benedetto XVU ha “in animo” la nomina ad arciprete della Basilica Papale di San Paolo fuori le mura. Altro nome è quello di Sua Beatitudine Béchara Boutros Rai, patriarca di Antiochia dei Maroniti (Libano). E’ nella memoria dei fedeli la recente visita di Papa Ratzinger in quella terra in cui la presenza cristiana è feconda ed è un autentico faro per le Chiese mediorientali. Un premio per la testimonianza come lo sono quelle di  Sua Beatitudine Baselios Cleemis Thottunkal, arcivescovo maggiore di Trivandrum dei Siro-Malankaresi e di  Monsignor John Olorunfemi Onaiyekan, arcivescovo di Abuja . Questi ultimi due Presuli sono rispettivamente a capo di Diocesi presenti in India e Nigeria, nazioni colpite dall’odio contro le Chiese Cristiane le cui popolazioni sono state vittime di violenza e dove il sangue è scorso a fiumi. Da parte di Papa Benedetto XVI è evidente il richiamo e il messaggio di vicinanza ed attenzione a queste terre. Due nomine attese erano quelle di  Monsignor  Ruben Salazar Gomez, arcivescovo di Bogotà  e di  Monsignor  Luis Antonio Tagle, arcivescovo di Manila che guida la nazione “più cattolica” del mondo. L’assenza alla chiamata alla Berretta di Monsignor Tagle in occasione del Concistoro di gennaio 2012 aveva generato più di una domanda considerando quanto le Filippine siano un autentico “polmone” per la Chiesa di Roma. A livello europeo si attendeva l’elevazione al Cardinalato per gli Arcivescovi di Londra e Bruxelles, ma poco cambia. E’ importante cogliere in Benedetto XVI la volontà di ribadire la voce autenticamente universale della Chiesa riducendo il potere di influenza degli italiani visti spesso come troppo litigiosi e divisi in “fazioni” (anche se il colore è spesso dovuto alla stampa e alle indiscrezioni fatte circolare a dovere). Un ulteriore, importante cambio di equilibri all’interno del Collegio dei Cardinali che dovrà essere chiamato ad eleggere- il più tardi possibile – il successore di Papa Ratzinger. Salvo la nomina di un solo appartenente alla Curia romana, i restanti neoCardinali sono Vescovi operanti sul campo. E’ possibile che lo stesso Papa Ratzinger abbia voluto rivedere gli equilibri tra “curiali” e “pastorali” a vantaggio di questi ultimi. Un ulteriore elemento interessante in vista del futuro Concistoro.

Edoardo Caprino

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