Vita da Papa

13 Marzo Mar 2013 1030 13 marzo 2013

Vaticano, un pò di serietà non fa male quando si parla di Conclave e vita della Chiesa

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Città del Vaticano



“Scherza con i fanti ma lascia stare i santi” recita un antico adagio che dimostra la sua verità in questi giorni in cui la Chiesa Cattolica attende l’elezione del successore di Benedetto XVI.  Con i Cardinali riuniti in Conclave fanno sorridere ancora oggi borsini, risultati della prima elezione, indici su chi sale e chi scende. Si dimostra in questo il pressapochismo con il quale spesso i fatti legati alla Chiesa vengono seguiti. I Cardinali martedì 12 marzo 2013 nel corso di una suggestiva cerimonia hanno giurato di mantenere il silenzio, in queste giornate sono inavvicinabili eppure….anche dopo il primo voto ecco che tutto viene raccontato nei minimi particolari alla faccia dell’ “Extra Omnes” pronunciato dal Cerimoniere Pontificio Monsignor Marini. Verità oppure – più realisticamente – proiezione  delle fantasie di vaticanisti spesso improvvisati? Certo, a Conclave concluso, pur a fronte del solenne giuramento qualche particolare, qualche indiscrezione uscirà e troverà corpo. E’ sempre stato così: anche i Presuli sono uomini…. Ma far immaginare che in queste ore qualcuno di loro spifferi qualcosa è quantomeno pretestuoso.

Non mancano le provocazioni e analisi in cui si avanza l’idea che la cattolicità possa fare a meno di un Pontefice. Affermare questo vuol dire ignorare l’essenza stessa del fatto cristiano. Una celebre foto di Don Luigi Giussani – fondatore di Comunione e Liberazione – lo ritrae sorridente davanti a una lavagna. Con il gesso ha da poco disegnato una formula semplice quanto vera: tante frecce che si portano dal basso verso l’alto e una sola che dall’alto si porta verso il basso. Cosa voleva rappresentare il sacerdote brianzolo? Proprio la diversità del cristianesimo rispetto alle altre religioni . Cristo infatti si è fatto uomo, uomo concreto incarnato nella storia e la storia lo ha registrato. Come ha registrato i cambiamenti che nella Terra di Israele e poi nei paesi limitrofi sino a Roma si sono verificati ad opera dei seguaci di Gesù. Gesù ha chiamato a sé gli Apostoli – la cui successione è ora rappresentata dai Vescovi che operano nei quattro angoli del mondo – ed ha chiamato tra essi uno sopra tutti gli altri: quel Pietro – il primo Papa- che non mancò di tradirlo. Rileggere le pagine della Passione di Gesù e le tre rinnegazioni del pescatore e il suo successivo pianto in queste giornate di Conclave sono un utile spunto di meditazione. Pietro – e quanti si sono succeduti dopo di lui – sono il Vicario di Cristo in terra. Il Cristianesimo è l’unica religione non diretta proiezione dell’uomo, ma che al contrario vede Dio farsi uomo attraverso suo figlio ed abitare in mezzo alla sua gente. E’ un fatto storico ed è quindi un fatto di fede. I Papi non sono sempre stati all’altezza del ruolo cui sono stati elevati: questo è vero. Ma la Chiesa nei duemila anni di storia ha proseguito la sua storia. E pur a seguito degli scismi e delle dolore delle separazioni che si sono succedute nei secoli – con gli ortodossi e con i protestanti giusto per fare un esempio – Roma e il suo Vescovo hanno mantenuto un ruolo singolare e ora, grazie al dialogo ecumenico che ha trovato nuova linfa a seguito del Concilio Vaticano II e dei Pontefici  che hanno guidato la Chiesa sino ad oggi – da Paolo VI passando per Giovanni Paolo I, Giovanni Paolo II giungendo a  Benedetto XVI - , questo spirito, questo legame si è ulteriormente rafforzato. Sul ruolo di primazia del Vescovo di Roma lo stesso Papa Giovanni Paolo II non mancò di porre l’argomento sul tavolo con la pubblicazione dell’Enciclica “Ut unum Sint”, che siano una cosa sola, proprio dedicata al dialogo ecumenico. Una riflessione che il nuovo Pontefice dovrà riprendere. Ma solo avanzare l’ipotesi che la Chiesa possa proseguire senza il Papa val bene ad essere etichettata solo come provocazione ma ben ignorando i duemila anni di storia della Chiesa. Certo, non da oggi e alla luce del Concilio, all’interno della Chiesa Cattolica si discute sulla possibilità di un recupero di maggiore collegialità nelle decisioni tra Vescovi e Pontefice, ma questa figura è imprescindibile perché la barca possa procedere sicura il suo cammino. Per i semplici fedeli –certo più apprezzati agli occhi di Dio rispetto a quanti si dilettano ad osservare le cose d’Oltrevere, primi fra tutti lo scrivente – l’auspicio vero è che dal Conclave esca un Pastore, un uomo capace di dare nuova linfa all’annuncio del Vangelo. Il resto sono chiacchiere senza  neanche il distintivo.

Edoardo Caprino

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