Vita da Papa

14 Marzo Mar 2013 1347 14 marzo 2013

Vaticano, in attesa delle prime scelte

  • ...


Papa Francesco alla LoggiaCon l’elezione di Francesco   Oltretevere si attendono presto cambiamenti. Siamo lontani dagli “spoil system” degni di altre amministrazioni, la Santa Sede non è uso a cambiamenti sanguigni ma qualche segnale è atteso.

Alla morte di ogni Pontefice- ma vale anche con la rinuncia come nel caso di Papa Benedetto XVI –tutti i capi dicasteri decadono automaticamente rimanendo in carica solo il “Ministro degli Interni” vaticano, il Sostituto alla Segreteria di Stato e il Responsabile per i Rapporti con Gli Stati.

Ora queste due poltrone sono ricoperte rispettivamente dal sardo Giovanni Angelo Becciu, già Nunzio Apostolico a Cuba e dal francese – nato in Marocco – Dominique Mamberti e su di loro gli occhi sono puntati nell’eventualità che la successione all’attuale numero due vaticano avvenga con una promozione interna dalle file della Segreteria di Stato.

Il Cardinale Tarcisio Bertone pur avendo presentato due volte la rinuncia all’incarico – una di queste per il superamento dei canonici settantacinque anni – è stato sempre riconfermato nel ruolo da Papa Benedetto XVI ma è risaputo che è su di lui che si assommano le critiche più importanti mosse dai diversi episcopati presenti nel mondo e che hanno trovato eco nelle Congregazioni che hanno preceduto il Conclave.

E’ uso che il Pontefice proceda con la conferma del “governo” del suo predecessore; lo fece Joseph Ratzinger con la squadra di diretti collaboratori di Giovanni Paolo II e in quel caso Benedetto XVI fece qualcosa di più “nominando” Angelo Sodano suo Segretario di Stato. Un gesto di particolare attenzione nei confronti del più stretto collaboratore di Karol Wojtyla.

La formula di nomina e conferma è il celebre “donec aliter provideatur”, fino a quando non si provvederà altrimenti come giusto che avvenga in una monarchia assoluta come è il Papato.

Regola non scritta vorrebbe che con un Papa straniero vi sia un Segretario di Stato italiano, ma dopo la sorpresa della chiamata di Francesco I tutto può succedere. E’ più probabile che si arrivi a un’identificazione di ruoli allargando la visione non al singolo stato, ma al continente di appartenenza. Seguendo questo schema potrebbe essere quindi il turno di un europeo e il profilo del francese Dominique Mamberti lo identifica come un possibile candidato. Un uomo che ben conosce la macchina vaticana, che è alla guida del “ministero degli Esteri” dal 2006. L’importante per molti è non ripetere lo stesso errore che compì Joseph Ratzinger con la chiamata di Bertone alla Segreteria di Stato.

L’allora Cardinale di Genova si presentò subito come un corpo estraneo e non mancò di farlo rimarcare. Il suo carattere molto forte e deciso si andò presto a cozzare con quanti operavano all’interno della diplomazia vaticana e che in essa si erano formati sotto l’egida del Cardinale Angelo Sodano e prima ancora del Cardinale Agostino Casaroli.

Per questo occorre che venga identificata una figura che ben conosca la complessità della macchina vaticana e delle diverse sezioni della Segreteria di Stato, ma che sia allo stesso tempo completamente allineato con i voleri di Francesco I i cui primi gesti fanno intuire che si andrà incontro a cambiamenti, storici e fors’anche dolorosi.

Tornando agli italiani tra i diplomatici vaticani più stimati anche all’estero vi è l’attuale Nunzio Apostolico a Parigi Luigi Ventura (classe 1944) il cui nome era emerso anche come outsider in occasione della successione alla guida della Diocesi di Milano dopo Dionigi Tettamanzi e sempre tra gli italiani grande esperto della macchina diplomatica vi è Fernando Filoni ora a capo della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli (Propaganda Fide)

Le nomine più importanti compiute nel corso del Pontificato di Joseph Ratzinger si identificano per la diretta conoscenza dei nominati con il Pontefice, cosa più che comprensibile per una persona anziana chiamata a prendere decisioni importanti per la vita della Chiesa. Alcuni esempi: lo stesso Bertone, William Joseph Levada quale suo successore all’ex Sant’Uffizio, Marc Ouellet alla guida della strategica Congregazione per i Vescovi, Angelo Scola alla testa di Milano. Tutte figure legate ai suoi studi teologici o alla sua esperienza di guida della Congregazione per la Dottrina della Fede.

Sarà interessante vedere se Francesco  sarà uomo capace di allargare gli orizzonti, di ascoltare consigli per poi decidere, anche rispetto ai suoi più stretti collaboratori.

Tra le decisioni forse poco ben valutate del Pontificato di Joseph Ratzinger si deve ricordare il secondo Concistoro tenuto nell’anno 2012, il penultimo prima del suo dirompente annuncio di rinuncia alla continuazione della guida della Chiesa. In quell’occasione vennero creati Cardinali 6 Presuli, nessuno di essi apparteneva alla Curia romana, nessun italiano, nessuno proveniente da un paese europeo. Gli eletti erano un americano, un latinoamericano, un africano e ben tre asiatici. Un segno profetico dei tempi letto con gli occhi di oggi, con la chiamata al Soglio di Pietro di Francesco ed è forse con la composizione del Sacro Collegio che Papa Bergoglio dovrà ancora intervenire per superare alcune situazioni che forse oggi non trovano più giustificazione come il peso degli italiani: 28 su 115 nell’ultimo Conclave. E’ bello immaginare che Francesco chiederà consigli a Benedetto XVI su come guidare la barca. Una situazione inedita, ma che apre il cuore alla speranza. Perché tutto quello che oggi il mondo vive non vi sarebbe stato senza la rivoluzionaria decisione di Joseph Ratzinger. E’ dagli uomini miti di cuore che spesso vengono i cambiamenti più profondi, belli e inattesi per la storia della Chiesa, e quindi anche per il mondo.
Edoardo Caprino

Correlati