Vita da Papa

15 Marzo Mar 2013 1842 15 marzo 2013

Francesco, quale il suo sguardo sulla crisi mondiale?

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Cardinale Jorge Bergoglio tra la folla a Buenos Aires



Martedì 19 marzo 2013 gli occhi del mondo saranno rivolti una volta di più su Piazza San Pietro.  Il Pontificato di Francesco  prenderà avvio ufficialmente con la Messa d’Inaugurazione che egli presiederà davanti alle autorità mondiali e ai fedeli che confluiranno nella capitale della cattolicità. La celebrazione d’inizio Pontificato è da sempre uno dei momenti più importanti e fondamentali per comprendere le linee che il Pontefice da poco eletto intende portare avanti nella conduzione della barca. Negli occhi e nelle orecchie di molti riecheggia ancora l’accorato invito di Giovanni Paolo II “spalancate le porte a Cristo!” che è poi stata la cifra dell’annuncio portato avanti da Karol Wojtyla per tutto il suo lungo Pontificato. Ci si interroga già ora su quali fondamenta baserà il suo discorso ai fedeli. La predica a braccio in italiano – in tutta la sua umiltà –rivolta ai Cardinali in occasione della prima messa celebrata con loro nella Cappella Sistina ha già fatto comprendere come il suo sarà un annuncio evangelico “dinamico”. Ma Bergoglio da Presidente della Conferenza Episcopale argentina e Arcivescovo di Buenos Aires - e ancora prima da Provinciale dei Gesuiti - non ha mai mancato di alzare la voce per denunciare le diseguaglianze sociali, la povertà e il contrasto sempre più stridente tra ricchi e poveri. L’agenzia stampa americana Associated Press nella sua corrispondenza in occasione dell’annuncio della chiamata al Soglio di Pietro non ha mancato di rilevare come Papa Bergoglio nella sua azione pastorale ha duramente contestato sia il liberismo selvaggio di cui la stessa Argentina è stata vittima con le politiche condotte dall’allora Presidente Carlos Menem e dal suo Ministro dell’economica Domingo Cavallo, che l’azione portata avanti dal Fondo Monetario Internazionale. Ancora in occasione della celebrazione della Messa per il Mercoledì delle Ceneri Bergoglio ha impostato la sua omelia per richiamare sì alla conversione, ma allo stesso tempo alla denuncia delle offese agli occhi di Dio come la perdita di posti di lavoro, l’avanzata delle diseguaglianze sociali. Siamo di fronte a un Pontefice socialista? Tutt’altro. Bergoglio è stato fiero oppositore della teologia della liberazione ed ha ben richiamato – nella sua veste di Provinciale dei gesuiti argentini – ad evitare facili suggestioni i suoi confratelli. Vi è quindi  attesa sulle parole che Bertoglio potrebbe dedicare alla crisi economica e sociale che si sta vivendo a livello globale. Che qualcosa non funziona è fuor di dubbio. Che i vecchi schemi economico-finanziari paiono saltati anche. Ritorna quindi in campo prepotentemente la Dottrina Sociale della Chiesa. Nell’Enciclica “sociale” “Caritas in Veritate” così si era espresso  Benedetto XVI nel 2009: “Il mercato, se c’è fiducia reciproca e generalizzata, è l`istituzione economica che permette l’incontro tra le persone, in quanto operatori economici che utilizzano il contratto come regola dei loro rapporti e che scambiano beni e servizi tra loro fungibili, per soddisfare i loro bisogni e desideri. . Eravamo allora  di fronte a un inatteso peana de libero scambio? No di certo. Infatti subito dopo il Sommo Pontefice aggiungeva: “ma la dottrina sociale della Chiesa non ha mai smesso di porre in evidenza l’importanza della giustizia distributiva e della giustizia sociale per la stessa economia di mercato, non solo perché inserita nelle maglie di un contesto sociale e politico più vasto, ma anche per la trama delle relazioni in cui si realizza”.  Queste parole con gli occhi di oggi – e con le lenti di una persona che proviene dalla sofferente situazione argentina – possono essere ancora attuali o andremo incontro a una revisione, a un rafforzamento dell’opzione per i poveri che passi per un giudizio meno tenero rispetto al libero scambio? Di mano invisibile pare avere un futuro solo quella di Dio. Non è un caso che da Papa Bergoglio – fiero oppositore del neoperonismo di Nestor prima e ora Cristina Kirchner –  si possa attendere che la prima Enciclica o il primo importante documento del suo Pontificato possa essere dedicato alla crisi che colpisce l’uomo in tutta la sua radicalità. Questa decisione sarebbe naturale conseguenza dell’essere di Papa Francesco e suonerebbe come nuova linfa per la Dottrina Sociale della Chiesa che dai tempi di Leone XIII illumina fedeli e non. Quello che sembra certo è che per i teocon cattolici alla Michael Novak si avviano tempi non certo di grazia.

Edoardo Caprino

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