Vita da Papa

16 Marzo Mar 2013 2204 16 marzo 2013

Francesco leggera' anche le denunce di Vigano' e di Gotti Tedeschi?

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Non si è' forse lontani dal vero immaginando che tra le personalità ecclesiastiche più soddisfatte dell'elezione di Francesco vi sia Monsignor Carlo Maria Vigano'. Al grande pubblico questo nome e' divenuto familiare dopo l'esplosiva inchiesta de "Gli Intoccabili" condotto da Gianluigi Nuzzi. In quell'occasione emerse un quadro inquietante legato all'allontanamento di Monsignor Vigano' dal Segretariato del Governatorato del Vaticano. Una decisione che lasciò a bocca aperta i ben informati sui fatti d'Oltretevere tenuto conto che lo stesso Prelato aveva avuto disposizione da Benedetto XVI di risanare le finanze della Città del Vaticano, cosa che con puntiglio e competenza egli fece passando da un pesante disavanzo a un cospicuo segno positivo. Con l' usuale formula ecclesiastica promozione-rimozione Vigano' venne spedito a Washington in qualità di Nunzio Apostolico. Un ruolo di tutto rispetto quello di Ambasciatore del Papa negli Usa, ma non per l' ecclesiastico lombardo che scrisse prima al Segretario di Stato Tarcisio Bertone e poi direttamente al Sommo Pontefice per protestare sulla decisione che lo vedeva destinatario rivendicando al contempo i risultati raggiunti e facendo nomi e cognomi di persone che avevano congiurato contro di lui. Pur davanti a queste clamorose prese di posizione -clamorose per gli ovattati ambienti vaticani - nulla cambio' e Vigano' parti' alla volta degli Stati Uniti. Da Timothy Dolan, Arcivescovo di New York e Primate della Chiesa USA a tutti gli altri vescovi statunitensi nessuno ha mancato di far notare il particolare feeling creato con il Nunzio Vigano'. Segnali e prese di posizione importanti specie alla luce del ruolo decisivo, mai come in questa occasione, dei Cardinali statunitensi riuniti in Conclave che hanno condotto alla trionfale elezione e chiamata al Soglio di Pietro di Papa Bergoglio e proprio esponenti dell'episcopato USA in passato non hanno fatto mancare critiche rispetto alla conduzione della Segreteria di Stato e più in generale del Vaticano forse ispirati in questo anche dalla vicenda Vigano'. Ora Francesco e' chiamato a leggere -se lo vorrà - documenti scottanti come l'inchiesta condotta dai tre Cardinali in pensione -tra cui l'italiano De Giorgi - su Vatileaks e corvi. Ma forse non mancherà di rileggere anche le missive contenenti le puntuali annotazioni di Vigano' rispetto a costi esagerati condotti Oltretevere. Un esempio per tutti che provocò impressione nel pubblico: il costo di realizzazione spropositato relativo al Presepe che ogni anno viene allestito in Piazza San Pietro. E' facile pensare che al nuovo Pontefice così impegnato sino ai giorni del Conclave ad essere presente nella sua Diocesi a fianco degli ultimi quelle cifre abbiano provocato impressione specie considerando che in un Diocesi come Roma forse farebbero a gara gli oratori per allestirlo. Ma tant'è' . Qualcosa e' in ogni caso cambiato, i costi sono stati abbattuti, ma molto vi è' ancora da fare, specie nella mentalità di certi prelati di Curia romana. Chissà se poi Papa Bergoglio vorrà leggere anche il memoriale che il defenestrato Presidente dello IOR Ettore Gotti Tedeschi ha fatto pervenire a Benedetto XVI. Certo, una visione di parte, ma forse utile per farsi un'idea rispetto all'Istituto che proprio nei giorni delle Congregazioni e' stato oggetto di puntuali riserve di gestione da parte di più di un Cardinale. Nel corso dell'incontro con i giornalisti che hanno seguito il Conclave Papa Francesco ha dichiarato a gran voce che vuole una chiesa povera per i poveri. E' l'auspicio che si fanno i fedeli specie davanti a certi atteggiamenti di Prelati di Curia che fanno tornare alla mente le parole di Qoelet: vanità delle vanità. Davanti alla scelta del Pontefice di conservare la sua croce in ferro di Vescovo, stridono quelle croci pettorali in oro e pietre preziose che alcuni Cardinali e Vescovi hanno nelle loro disponibilità, per non parlare degli anelli nelle pietre più ricercate, l'uso di sale vip negli aeroporti e nelle stazioni ferroviarie (sarà un benefit ricevuto senza chiederlo, ma non è' cosa da comuni mortali), la disponibilità - in quanto legata alla titolarità di incarichi di rilievo all'interno della Curia vaticana - di appartamenti da diverse centinaia di metri quadri in pieno centro di Roma o nelle zone appresso il Vaticano, sistemazioni che stridono con l'appartamento da due locali utilizzato da Bergoglio in quanto Arcivescovo di Buenos Aires. Si ridurranno di molto le berline scure con i vetri oscurati con targa SCV che spesso si incrociano per le strade di Roma considerando che Papa Francesco sino a dieci giorni fa girava per la sua Diocesi in metropolitana? Si abbasserà il livello di alcuni Prelati abituati a guardare dall'alto verso il basso facendo cadere come una graziosa concessione un'udienza più volte richiesta prendendo sempre come spunto dall'assenza di segretari dedicati all'agenda di Bergoglio quando era Primate della Chiesa argentina? E' pensabile che vi sarà una spending review anche sui costi liturgici in Vaticano come per stole, piviali o altro per non parlare della riduzione della Corte che ogni volta che il Pontefice lascia il Vaticano per un viaggio apostolico lo segue? L'augurio e' che i viaggi siano presto tantissimi, ma più "leggeri" rispetto al passato. Demagogia o populismo? No, solo desiderio di ritorno all'essenziale. Già questa sarebbe un'autentica riforma della Chiesa, un messaggio che non lascerebbe indifferenti nessuno, credente e non.

Edoardo Caprino

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