Vita da Papa

22 Maggio Mag 2013 1940 22 maggio 2013

Bologna: ma Caffarra sul referendum non parla?

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Cardinale Carlo Caffarra, Arcivescovo di Bologna



Premessa: scherza con i fanti ma lascia stare i santi. L’invito vale anche per i Principi della Chiesa e quindi, se la svista c’è, subito scuse profonde al protagonista dell’articolo. La Dotta – ergo Bologna – è ormai terreno di battaglia tra neo guelfi e ghibellini. Oggetto del contendere il referendum cittadino sul finanziamento agli asili privati (che guarda caso sono per la stragrande parte cattolici). Ormai il dibattito è nazionale. Tra citazioni di Calamandrei in ogni dove,  pensose riflessioni del Professor Rodotà, difesa dello status quo da parte dell’ex Ministro dell’Istruzione Fioroni e del “cattolico adulto” Romano Prodi cui si contrappone l’ “avvelenato” Guccini con un’inedita alleanza Pd, Pdl (e non solo) volta a difendere i finanziamenti alle materne non statali si ode un “fragoroso” silenzio.  Nel dibattito nazionale dove non è mancata la voce del Presidente della Conferenza Episcopale Italiana Angelo Bagnasco, si nota l’assenza della parola del titolare della Cattedra di San Petronio, Carlo Caffarra. O meglio: il 25 aprile attraverso il suo vicario episcopale Roberto Mastacchi ha rivolto un invito ai cattolici ad andare a votare. In termini sindacali, si direbbe il minimo. E’ pur vero che lo stretto collaboratore del Presule rimarcava come con questo referendum sono “in gioco alcuni capisaldi della dottrina sociale della Chiesa” ma forse una presa di posizione in prima persona da parte dell’Arcivescovo di Bologna non suonerebbe stonata. O meglio, è facile gioco ripensare al suo predecessore, quel Giacomo Biffi che è stata coscienza critica e rampognatore della città ( e delle sue amministrazioni). E’ da pensare che Biffi in questa occasione avrebbe fatto il diavolo a quattro sfruttando ogni occasione pubblica e mediatica per difendere lo status quo. Bologna è città che ha avuto autorità religiose di primissimo livello, basti solo pensare a quell’altro Giacomo, Lercaro, autentico protagonista della Chiesa italiana del Dopoguerra e del Concilio Vaticano II. Caffarra al contrario è subito apparso nella guida della Diocesi di San Petronio meno “irruente” rispetto ai suoi predecessori, ma in occasione di questa competizione in molti si chiedono se forse non avrebbe dovuto fare di più.  Probabilmente il Presule sta conservando il colpo finale nell’ultimo giorno, venerdì 24 maggio 2013, prima del silenzio elettorale. Quello che è certo è che le truppe si devono anche motivare nel corso della “battaglia”. Qui le uniche “armi” sono le parole e il civile confronto tra idee. E nell’Emilia di Don Camillo si sa che a fianco dei “pater noster” qualche scapellotto non è mai mancato….se può servire alla causa. Ma, come detto all’inizio, se la voce del Cardinale ci fosse sfuggita, le scuse vengono subito riproposte. Vedremo chi vincerà all’ombra delle torri.



Edoardo Caprino

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