Vita da Papa

25 Maggio Mag 2013 1821 25 maggio 2013

29 giugno: il giorno dell'annuncio del dopo Bertone?

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Papa Francesco e Cardinale Angelo Bagnasco



29 giugno. Festività dei Santi Pietro e Paolo. Per qualcuno
è questo il giorno (se non prima) in cui Francesco annuncerà il cambio della
guardia alla guida della Segreteria di Stato. Quello che è certo è che in
occasione dell’incontro con i Vescovi italiani avvenuto in Vaticano vi è stata
da parte di Papa Bergoglio una sconfessione dell’operato del Cardinale Bertone
rispetto a chi è titolato a condurre i rapporti con le autorità civili – vedi alla
voce politica – di Oltretevere. E’ una vittoria dopo diversi anni di Angelo
Bagnasco, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, che si vide
recapitare il giorno del suo insediamento un’insolita disposizione da parte del
numero due  vaticano il cui succo era: d’ora
in avanti le questioni politiche saranno di stretta competenza della Segreteria
di Stato. Un’entrata a gamba tesa tenuto conto che Bagnasco subentrava al
Cardinale Camillo Ruini, autentico” Richelieu” che della gestione dei rapporti
con le istituzioni e la politica italiana aveva fatto uno dei punti di forza
della sua conduzione della CEI. Non è un caso visto che il Porporato emiliano
aveva dovuto gestire la fine dell’unità politica dei cattolici e la scomparsa
della Balena Bianca. Risultato odierno: Bagnasco riconfermato nel suo ruolo
fino al 2017 con piena fiducia di Francesco che non ha mancato in questi ultimi
tempi di rampognare i Vescovi dei quattro angoli del mondo invitandoli a
guardarsi da carrierismo, chiacchiericci e mancanza di apertura verso gli
altri. Le prediche delle ore 7 del mattino di Papa Bergoglio sono diventate il
punto di riferimento del suo Pontificato. Considerandosi prima di tutto Vescovo
di Roma e in un certo senso “parroco del mondo” ogni giorno – come un bravo
prevosto- egli distilla ai suoi fedeli le pillole di  formazione nel corso della messa che
quotidianamente apre la sua giornata. Parole pronunciate con autentica
semplicità, in un italiano qualche volta zoppicante. Ma zoppicanti non sono
certo i concetti. Da autentico gesuita Papa Francesco ha ben chiaro l’orizzonte
che si è dato. La sua visione dell’economia è chiara: nulla di cattomarxistico –
che da sempre rifugge- ma opzione preferenziale per i poveri (e non è un caso
che egli abbia in animo di scrivere un’Enciclica dedicata proprio a loro). Un’economia
che pone al centro le banche e non i più indigenti è per Bergoglio il sintomo
evidente dello squilibrio che il mondo sta vivendo. Per questo, per un impegno
così alto, globale è bene che il Vaticano concentri le energie trascurando le
situazioni particolari. L’Italia non fa eccezioni. Bagnasco – uomo prudente e
attento – ha dimostrato di sapere mantenere una guida ferma dell’Episcopato
italiano capace di ribadire in ogni momento opportuno l’invito a un cambio di
passo della politica. Francesco ha messo un altro punto sicuro sul suo cammino
della guida universale.

Edoardo Caprino

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