Vita da Papa

11 Ottobre Ott 2013 1726 11 ottobre 2013

Scarano, la paura del veleno e l'invito alla memoria

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Monsignor 500 euro ha paura di essere avvelenato. “Libero” nell’edizione di giovedì 10 ottobre 2013 ha realizzato uno scoop intervistando Monsignor Nunzio Scarano attraverso uno dei legali che assiste l’ecclesiastico in carcerazione preventiva dal 28 giugno scorso. Emerge la paura del sacerdote di essere fatto fuori e per questo egli comunica all’esterno che è uso far assaggiare ai secondini o ai suoi compagni di cella il cibo a lui destinato. Chi può voler tappare la bocca per sempre a Monsignor Scarano? Nell’intervista l’indagato non fa nomi di chi può volere la sua fine, ma dice chiaramente di aver raccontato episodi che potrebbero metterlo in pericolo e mette nero su bianco che “…sono certo che morirò avvelenato”. Davanti alla domanda di un complotto nei suoi confronti Scarano ricorda solo di essere stato arrestato poche ore prima di un appuntamento già in calendario con Papa Francesco. Bergoglio non è stato tenero nei confronti dell’ecclesiastico ex contabile presso l’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica (APSA): le sue parole chiare e nette sono risuonate nel corso dell’incontro con i giornalisti sul volo che lo riportava a Roma da Rio de Janeiro al termine della Giornata Mondiale della Gioventù. Scarano si dice pentito, più volte nell’intervista a “Libero” fa appello per un incontro di chiarimento con lui. Conferma di aver consegnato importanti documenti, prove documentali agli inquirenti che stanno indagando. Lancia un messaggio al Cardinale Tarcisio Bertone, già Segretario di Stato, chiedendogli di far riemergere dalla memoria  un loro incontro avvenuto nel 2006, circostanza sino ad ora negata dal Presule. Su svendite di immobili a “amici degli amici” Scarano tira in ballo un Cardinale “già legato a Propaganda Fide” con il naturale sospetto – per l’ecclesiastico – che sia servita a favorire qualche politico amico. Normale che Scarano dica di non avere alcuna nostalgia del Vaticano e non si stupisce che al momento da quegli ambienti non siano giunte alle sue orecchie parole di solidarietà.  Della vicenda Scarano colpisce la lunga carcerazione preventiva considerando come l’ecclesiastico è ben difficile che ora possa inquinare le prove avendo fornito – parole sue – documentazione a supporto di quanto da lui dichiarato nel corso degli interrogatori che si sono susseguiti.

Per gli amanti dei retroscena e delle ambientazioni noir la paura di essere avvelenato di Monsignor Scarano rimanda alla memoria le congiure dei Borgia – e in epoca più vicina – il sospetto dell’avvelenamento (fatto sempre decisamente smentito dalla Santa Sede) di Papa Luciani, Giovanni Paolo I. Gli autori di questa supposizione si rifanno alle prime mosse dell’ex Patriarca di Venezia che in meno di trentatre giorni aveva ben fatto comprendere che sarebbe cambiata l’aria all’interno dello IOR, la banca vaticana allora guidata dal Monsignore americano Paul Casimir Marcinkus. Ora con Papa Bergoglio l’aria nuova nella gestione delle finanze vaticane sembra veramente entrata nelle stanze d’Oltretevere. Ma forse non basta. In questo periodo di consultazioni con il Consiglio di Cardinali che sta ripensando con Bergoglio il futuro della Curia vaticana il Papa gesuita dia piena attuazione al Concilio Vaticano II promuovendo efficacemente – anche Oltretevere – il ruolo dei laici all’interno della Chiesa.  Sarebbe bello se si facesse parte attiva di una rivoluzione: la guida dei dicasteri economici vaticani affidata a laici preparati lasciando che sacerdoti e Presuli vari che ora sono destinati a quegli uffici vadano a compiere i loro compiti sacerdotali a tempo pieno. Denaro sterco del demonio. E’ spesso questo il binomio che nel corso delle omelie domenicali è facile sentire. Ma qualche sacerdote non è esente da questo fascino. Per evitare tentazioni Papa Francesco cambi completamente gli indirizzi della Curia e lasci ai laici – come già avviene per lo IOR – la guida di APSA e Prefettura Affari Economici (ed anche del Governatorato). Provocazione? Forse. Ma se i laici hanno lo stesso peso dei religiosi ed ecclesiastici all’interno della Chiesa è bene che a cinquant’anni dal Concilio si veda la pratica attuazione che sino ad ora è stata solo a metà.



Edoardo Caprino

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