Vita da Papa

14 Ottobre Ott 2013 1904 14 ottobre 2013

Gnocchi e Palmaro: errore la censura ma non sono i portatori di verità

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Le censure e gli allontanamenti non sono mai cosa apprezzabile. Specie se avvengono all’interno del mondo cattolico.  Mario Palmaro e Alessandro Gnocchi su Il Foglio di venerdì 11 ottobre 2013 hanno comunicato di aver ricevuto via telefono dal Direttore di Radio Maria Padre Livio Fanzaga avviso di sfratto per loro e per le rispettive trasmissioni condotte. La miccia che ha fatto scoppiare la vicenda l’articolo che Palmaro e Gnocchi hanno scritto su “Il Foglio” del 9 ottobre 2013 dal titolo eloquente “Questo Papa non ci piace”. I due autori non avevano fatto mancare critiche pure a Benedetto XVI in occasione della preghiera indetta a Assisi nel gennaio 2011. Le accuse di rischio di sincretismo erano riportate in un articolo dai toni affettati sempre ospitato dall’Elefantino.  E’ strano che allora Padre Fanzaga non trovò utile intervenire contro Palmaro e Gnocchi. I due sono prolifici autori dell’editoria cattolica, a loro modo polemisti con una forte impostazione apologetica e di stampo – giusto per utilizzare facili schematizzazioni politiche – conservatore se non reazionario. Sul loro allontanamento Guido Mocellin su “Vino Nuovo” ha scritto: “nella Chiesa dobbiamo educarci a discutere, a esprimere opinioni e a confutarle, impugnando solo in casi estremi l’argomento di autorità, l’accusa di “errore!” a sostegno della nostra opinione e a smentita di quelle altrui”. Parole sacrosante. Nel mondo cattolico un dibattito tra diverse visioni non è mai stato affrontato nella sua interezza. La visione spesso deve essere unica e, nel caso, vi è sempre la versione “autentica” che uno rilancia verso la parte avversa. Errore tragico che ha sempre generato un certo “nanismo” nel dibattito esistente nel mondo cattolico nostrano. Basti solo pensare su questioni “sensibili” come quelle bioetiche. Chi per caso maturava una visione critica su certe prese di posizioni subito veniva tacciato di eresia. Quando? Per caso 50 anni fa? No di certo, basta riprendere alcuni recenti fatti di cronaca, uno fra questi il caso Englaro o la Legge 40. Palmaro è figura che se può non manca mai di fare polemica. Un esempio? Gli incroci di spada che la sua Associazione Verità e Vita ha avuto negli anni con Carlo Casini e il Movimento per la Vita: spesso scontri sterili e, diciamolo, inutili. La verità è che Palmaro e Gnocchi non hanno mai fatto mancare la loro visione della Chiesa che – va da sé- è per i soggetti l’unica e autentica. Il Papa che si reca a Lampedusa, che va ad Assisi e che compie i gesti che ha fatto è per loro banale. Le loro gioie si spingono forse più per il rito Tridentino, la Messa in latino e celebrata di spalle, i preti in veste talare e forse con i gemelli sui polsini inamidati. Diciamolo: Bergoglio per loro sfiora l’eresia per quello che ha detto nel corso dell’intervista con il “demonio” Eugenio Scalfari e con l’altrettanto – forse – “indemoniata” – Civiltà Cattolica (che è bene si ricordi vede i suoi testi sempre rivisti dalla Segreteria di Stato vaticana). Verrebbe da dire che con la decisione del Direttore di Radio Maria nel loro caso vale il detto “chi di spada ferisce, di spada perisce”. Ma è sbagliato in principio. La verità è che Gnocchi e Palmaro rappresentano un cattolicesimo che si spaccia per l’unico e autentico depositario della fede a fronte di altre pericolose deviazioni. Hanno un loro seguito affezionato ed è un bene. Ma non sono l’assoluto della Chiesa. Contano su una buona visibilità ma la loro visione non è quella maggioritaria in Santa Madre Chiesa (grazie a Dio). Vedono spesso nemici e complotti che non ci sono. Una visione un po’ arcaica.  Ma è giusto che continuino ad avere il loro spazio nell’emittente radiofonica. La forza del Pontificato di Papa Francesco nei primi sei mesi non sta tanto in quello che lui ha fatto ma nella capacità di riattrarre alla Chiesa fedeli che non ci mettevano più piede da anni. Questo è il vero miracolo che una Chiesa che era caduta al punto più basso che si potesse immaginare è riuscita a compiere. Dialogare è un imperativo del cattolico, specie con chi è più lontano. E non vi sono nemici da combattere. Gnocchi e Palmaro dovrebbero abbandonare lo “spirito” da “Battaglia di Lepanto” e dovrebbero interrogarsi su cosa è dirsi e essere Chiesa oggi. Si tranquillizzino loro e quanti come Mattia Rossi su Il Foglio Quotidiano vedono rischi paradossali e francamente buffi da leggere: l’attuale Pontefice come fondatore di una nuova religione opposta al Magistero cattolico. Neanche Malachia o meglio ancora Dan Brown poteva immaginare una castroneria di questo tipo. Discutere il Papa e alcune sue affermazioni è sacrosanto. E il primo a chiederlo – lo si può immaginare – è lui medesimo. Ma vedere in Bergoglio l’uomo che sta buttando alle ortiche duemila e più anni di Chiesa – come qualcuno sta facendo- è  forse un po’ ridicolo e  patetico.



Edoardo Caprino

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