Vita da Papa

14 Gennaio Gen 2014 1030 14 gennaio 2014

Bergoglio, i Cardinali e il principio evangelico degli ultimi saranno i primi

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La Chiesa di Bergoglio risponde sempre meno ai canoni conosciuti sino ad oggi. Nessun cambio di rotta rispetto all’ortodossia – l’aborto resta un orrore così come indicato al Corpo diplomatico accreditato presso il Vaticano lunedì 13 gennaio 2013 - , ma un approccio sempre più “umano” che punta alla sostanza dei gesti come espressione del cuore del Papa argentino. Ne è un esempio il battesimo impartito a una bimba figlia di una coppia sposata civilmente.. Il messaggio è chiaro: andiamo oltre la “forma”.Nella stessa occasione Francesco ha annunciato i nomi dei prossimi Cardinali che verranno creati in occasione del Concistoro previsto per il prossimo 22 febbraio 2013. Ampiamente attesa la mancata “berretta” per Cesare Nosiglia e Francesco Moraglia rispettivamente Arcivescovo di Torino e Patriarca di Venezia. In particolare per Nosiglia è il terzo “treno” che passa senza vederlo eletto. La prima occasione mancata fu in occasione del “celebre” Concistoro di gennaio 2012 che vide promossi diverse figure vicine all’allora Segretario di Stato Tarcisio Bertone, alcune delle quali chiamate da poco tempo a ricoprire incarichi Oltretevere. Nosiglia “pagava” la sua mancata vicinanza a Bertone il quale – secondo i “rumors” – puntava per Torino su un suo candidato, Giuseppe Versaldi già Vescovo di Alessandria. Versaldi – che non venne destinato alla Diocesi torinese – fu successivamente chiamato in Vaticano quale Presidente Prefettura per gli Affari Economici. Moraglia – di origine ligure – viene indicata come figura vicina all’attuale Arcivescovo di Genova e Presidente della Conferenza Episcopale Italiana Angelo Bagnasco. Per diversi osservatori di cose vaticane Bagnasco non pare essere nelle grazie di Bergoglio, ma è un dato di fatto che il presule ligure non ha mancato in ogni occasione di sottolineare la piena condivisione rispetto al pensiero del Pontefice di origine argentina. Nulla ormai deve essere dato per scontato: il messaggio chiaro è che non vi sono più Diocesi che per “diritto” possono vantare una sede cardinalizia. Ulteriore segnale viene infatti dalla scelta per il cardinalato di Gualtiero Bassetti Arcivescovo di Perugia – Città della Pieve manca in quella Diocesi dai tempi di Vincenzo Gioacchino Pecci poi eletto Papa Leone XIII (metà milleottocento, giusto per intenderci). Scontate – in ambito italiano – l’elezione del neo Segretario di Stato Pietro Parolin e di Lorenzo Baldisseri, segretario generale del Sinodo dei vescovi colui sul cui capo – come da antica tradizione – il neo eletto Papa Bergoglio ha posto il suo zucchetto da Cardinale appena eletto Pontefice. Ma Francesco ha voluto “sanare” alcune mancate promozioni sotto il Pontificato di Benedetto XVI. Tra esse Gerhard Ludwig Muller prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede; egli – pur essendo grande amico di Papa Ratzinger – “pagò” la dolorosa scelta di Benedetto XVI che – nel secondo Concistoro del 2012 – decise di non eleggere nessun italiano, nessun europeo, nessun curiale: un chiaro messaggio – ex post – su dove si sarebbe dovuto guardare per trovare il suo successore. Se questo non è un gesto profetico per la vita della Chiesa… La mancata chiamata del bibliotecario di Santa Romana Chiesa Jean – Louis Bruguès -che ebbe qualche contrasto con l’allora Arcivescovo di Buenos Aires Bergoglio - è stata compensata – a livello curiale – dalla promozione di Beniamino Stella, Prefetto della Congregazione per il Clero. Riconoscimenti per le rispettive chiese – inglese e coreana – suonano l’elevazione al cardinalato di Vincent Nichols Arcivescovo di Westminster e di Andrew Yeom Soo Jung Arcivescovo di Seoul. In particolare la Corea del Sud si sta rivelando un autentico “polmone” per la cattolicità. Le scelte di elevare alla berretta Mario Aurelio Poli successore di Bergoglio a Buenos Aires, di Ricardo Ezzati Andrello Arcivescovo di Santiago del Cile e di Orani Joao Tempesta Arcivescovo di Rio de Janeiro e di Leopoldo José Brenes Solorzano Arcivescovo di Managua suona come riconoscimento del ruolo della Chiesa Cattolica nel Sud America, luoghi in cui l’importanza sociale della fede romana non riscuote posizione marginale come in Europa, Italia compresa (considerando il numero di quanti frequentano abitualmente una Parrocchia). Anche il cuore francese – e quindi cattolico – del Canada viene premiato con l’elevazione del cinquantenne Arcivescovo di Québec Gérald Cyprien Lacroix. La chiamata al Cardinalato di Vescovi di Diocesi di “seconda fila” – per tutte l’altro giovane cinquantenne Chibly Langlois alla guida di Les Cayes (Haiti) è un segnale di attenzione e premura alla Chiesa più sofferente. La chiamata al Cardinalato del novantottenne Loris Francesco Capovilla, già segretario di Giovanni XXIII, è il premio all’uomo più vicino al Papa buono, il predecessore che per molti è l’autentico esempio di Bergoglio nella guida della Chiesa. Un Concistoro che segna un precedente. Una nuova visione della Chiesa dove molte “periferie” vengono chiamate a ricoprire i primi posti. Nel pieno spirito evangelico.

Edoardo Caprino

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