Vita da Papa

25 Febbraio Feb 2014 1148 25 febbraio 2014

Vaticano, troppo frettoloso l'annuncio della Segreteria per l'Economia?

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Lucio Angel Vallejo Balda. E’ un nome da tenere sempre più a memoria all’interno della geografia vaticana. Nel giro dei vaticanisti non sono mancati commenti su Twitter che lo hanno indicato come l’uomo nato con la camicia. Per questo cinquantatreenne monsignore iberico l’attuale congiuntura sembra particolarmente favorevole. Risale al 1991 la sua prima esperienza di Amministratore Generale del Vescovato di Astorga e al 1999 la nomina a membro del Consiglio di Amministrazione della Mutualità del Clero spagnola. L’improvvisa decisione di Francesco di creare una “Segreteria per l’Economia” ponendo questa istituzione sotto il suo diretto controllo fa ben comprendere che il Santo Padre vuole realmente svoltare rispetto all’attuale gestione dell’economia e della finanza vaticana. La Segreteria di Stato viene completamente esautorata e ne viene il ridimensionamento – e forse l’inutilità – della Prefettura degli Affari Economici presieduta dal Cardinale – vicino all’ex Segretario di Stato Tarcisio Bertone – Giuseppe Versaldi. Riconosciuti i ruoli di APSA come banca centrale di Oltretevere e di AIF come organo preposto alla vigilanza prudenziale e disciplina delle attività all’interno della Santa Sede e dello Stato Città del Vaticano e mantenendo l’autonomia dello IOR, la Banca vaticana, nel “Motu proprio” pontificio si apprende che il nuovo Consiglio dell’Economia sarà composto da otto cardinali o vescovi e da 7 laici, mandando così in soffitta il consiglio dei quindici cardinali che hanno saputo –lunedì 24 febbraio 2014- in diretta da Francesco il loro pensionamento. Quella di Bergoglio è una pratica attuazione di quanto emerso dal Consiglio degli otto Cardinali che lo coadiuvano nella sua opera di riforma della Curia. Non a caso Presidente del nuovo organismo sarà uno degli 8 consultori, il Cardinale di Sydney George Pell che entro marzo lascerà l’Australia per trasferirsi in Vaticano. Ed ecco quindi tornare il nome citato all’inizio dell’articolo: Lucio Angel Vallejo Balda. Per il Monsignore sembrano aprirsi le porte per la nomina a segretario generale della Segreteria per l’Economia. Vallejo Balda è attualmente il segretario della Prefettura degli Affari economici e del COSEA, la Commissione per il riordino degli Uffici economico-amministrativi nella Santa Sede. Commissione in cui siede Francesca Immacolata Chaouqui Responsabile relazioni esterne e comunicazione di Ernst&Young sulla cui persona più volte si sono concentrate le attenzioni della stampa per tweet partiti dal suo account. Chaouqui è persona ben introdotta nell’ambiente romano e non ha mancato – lo scorso gennaio – di partecipare alla pièce “Colpevole o innocente? Sir Winston Churchill” con ospite in platea lo stesso Monsignor Vallejo Balda, la figura che l’ha introdotta nelle stanze che contano in Vaticano e in particolare nel COSEA pur non avendo alle spalle una specifica esperienza economico-finanziaria. Più di un osservatore ha fatto notare l’arrivo copioso di realtà di consulenza e revisione contabile all’interno delle mura vaticane negli ultimi mesi. Tutti incarichi aggiudicati a seguito di concorsi internazionali, ma i cui compensi ad oggi non sono ancora stati resi pubblici. Su Korazym Angela Ambrogetti riporta come l’attività di Promontory abbia probabilmente generato un costo di circa 10 milioni di Euro (e forse di più), a carico dello IOR riducendo così i proventi che il Presidente dell’Istituto consegna ogni anno al Santo Padre. . Ora è probabile che alcuni membri laici del COSEA vadano a sedersi nel nuovo Consiglio; sarebbe bene che la scelta vada a cadere sulle figure che meno hanno generato pubblicità e commenti privilegiando le competenze specifiche. Ma è bene tenere a mente quanto scritto da Franca Giansoldati, vaticanista de Il Messaggero, il 18 febbraio scorso. Quel giorno il quotidiano romano ha pubblicato un’autentica bomba: la lettera con cui l’intero Consiglio Direttivo di AIF, l’organo di vigilanza volto a sorvegliare le operazioni di antiriciclaggio voluto fortemente da Benedetto XVI, si è dimesso in polemica con il Direttore Renè Brulhart. Le motivazioni indicate non lasciano dubbi: perdurare della situazione di opacità informativa, il venir meno delle condizioni per poter svolgere le funzioni e i compiti assegnati dalla Legge e dallo Statuto. Un fatto clamoroso che ha seguito di poche settimane le ancor più clamorose dimissioni del presidente di AIF, il Cardinale Attilio Nicora che ha sbattuto la porta proprio in polemica con il Direttore di AIF. A Brulhart verrebbe imputato di essere tra l’altro ancora parter di due società private di consulenza finanziaria a Zurigo, impegno che non gli permetterebbe di restare costantemente in Vaticano. Il Presule dimissionario – si legge nell’articolo di Giansoldati – sarebbe stato tenuto sistematicamente all’oscuro dell’attività condotta dal direttore di AIF. Un fatto che, se fosse vero, sarebbe gravissimo. Non si comprende quindi l’accelerazione di Francesco rispetto alla Segreteria per l’Economia salvo voler dare un segnale concreto e immediato di cambiamento. Ma il trovarsi aperto il fronte caldo su AIF, la non perfetta trasparenza rispetto ai costi generati dalle società di consulenza chiamate a operare all’interno delle Sacre Mura e la definizione del futuro della Prefettura per gli Affari Economici avrebbero forse consigliato un’attesa nell’annuncio.

Edoardo Caprino

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