Vita da Papa

5 Marzo Mar 2014 1932 05 marzo 2014

Sulle nomine Bergoglio non scherza

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“Le nomine le fa lui. Nel caso qualcuno non lo avesse capito”. Con questa conclusione lapidaria Sandro Magister sul suo blog commenta la nomina di Monsignor Alfred Xuereb a numero due della neonata Segreteria per l’Economia vaticana. Francesco ha abituato a spiazzare ed è bello per chi scrive di cose vaticane – compreso il sottoscritto – essere smentiti anche quando i giochi sembrano certi In questo caso – visto il mercoledì delle ceneri – è bene cospargersi il capo. Il Cardinale australiano George Pell – presidente del neonato organismo vaticano – aveva lui stesso indicato come fatta la nomina a suo diretto collaboratore del Monsignore spagnolo Lucio Angel Vallejo Balda, attuale segretario della Prefettura per gli Affari Economici – presieduta dal Cardinale Giuseppe Versaldi – e coordinatore della commissione referente sui problemi economico-amministrativi della Santa Sede. Il sacerdote, vicino all’Opus Dei. veniva ormai indicato come l’ “uomo in carriera” d’Oltretevere e sino all’ultimo come un nome certo e intoccabile. Al contrario il Pontefice ha designato in questa delicata pedina il suo segretario personale di origine maltese, ereditato da Benedetto XVI del quale era il secondo del celebre Don Georg Ganswein. Monsignor Xuereb nel novembre scorso era già stato indicato da Bergoglio quale suo uomo di fiducia – occhi e orecchi- per la Pontificia Commissione referente sullo IOR e per la Pontificia Commissione referente sulle finanze vaticane. Un incarico che fa il paio con quello del Cardinale Santos Abril Y Castello – Arciprete di Santa Maria Maggiore – Presidente della Commissione Cardinalizia per lo IOR. Anche Abril y Castello è uomo di assoluta fiducia del Pontefice e si era certi che la scelta della presidenza della Commissione Cardinalizia sarebbe caduta su di lui. Il quadro delle figure apicali ai vertici economici vaticani è completato ed è sicuro che Francesco ha fatto bene intendere chi comanda: lui. Nessuna ingerenza esterna viene tollerata a Santa Marta. Da buon gesuita il Pontefice ascolta tutti ma poi la decisione è sua senza alcuna remora. Ne viene – con la neonata Segreteria per l’Economia – un ridimensionamento del ruolo della Segreteria di Stato ma è facile pensare che l’attuale numero due vaticano Pietro Parolin non si vada a rammaricare di questa scelta potendo così concentrare la sua azione sul terreno più prettamente specifico politico-diplomatico. Come già si è osservato la domanda che sorge è quale futuro è destinato alla Prefettura per gli Affari Economici che risulta – ad oggi – essere un perfetto doppione della Segreteria per l’Economia. E’ facile pensare che per questo dicastero vaticano come per i suoi vertici – in primis il Cardinale Giuseppe Versaldi – sia giunta la – usando un celebre termine renziano – rottamazione. Un altro passo per lasciare alle spalle la gestione Bertone.


Edoardo Caprino

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