Vita da Papa

20 Maggio Mag 2014 1551 20 maggio 2014

Bergoglio, pellegrino in Terra Santa sui passi di Paolo VI

  • ...

Tra i tanti segni legati al prossimo viaggio in Terra Santa di Papa Francesco (dal 24 al 26 maggio 2014) uno sicuramente è legato alla “riscoperta” della figura di Paolo VI. “Troppo conservatore per i progressisti, troppo progressista per i conservatori” veniva definita la figura di Papa Montini. Il successore di Giovanni XXIII si trovò a raccogliere l’eredità di un Concilio i cui lavori erano stati promossi e avviati da Roncalli ma i cui esiti erano in là a venire. Con le sue indubbie doti diplomatiche, di pazienza e di dialogo il già Arcivescovo di Milano riuscì a portare a termine l’opera conciliare aprendo così nuove – e per quell’epoca – pagine per la vita della Chiesa. Uomo colto, raffinato, amico di JacquesMaritain e di Jean Guitton (quest’ultimo fu uditore in occasione del Concilio) . Già collaboratore di Pio XII in Segreteria di Stato venne promosso – ma, come avviene spesso nel mondo ecclesiale – rimosso – a Arcivescovo di Milano. Ma il mondo sapeva che il successore di Pacelli sarebbe stato lui E così fu. Amico di De Gasperi, Moro, Andreotti era un autentico conoscitore della realtà politica italiana; non a caso suo padre fu deputato con il Partito Popolare di Don Luigi Sturzo. L’apertura alla formula di governo di centrosinistra avanzata da Moro e Fanfani trovò in lui un sostenitore mentre , al contrario, in Vaticano diversi osteggiavano questo cambiamento. A Montini si deve il primo viaggio di un Pontefice fuori dai confini italiani dopo centinaia di anni. Un Pellegrinaggio che non a caso venne condotto in Terra Santa. Un’esperienza di ritorno alle origini, alle sorgenti del Cristianesimo. Un cammino di fede che voleva avere come fine anche quello di affidare i lavori del Concilio. Rivedendo le immagini dell’epoca si rimane colpiti dalle misure di sicurezza riservate al Pontefice. Nella ressa di gente poteva tranquillamente nascondersi un malintenzionato. Ma si è ancora più colpiti da questo Papa – cinquant’anni fa – che non esitò un attimo e si “spogliò” di ogni fasto pontificio (vedi alla voce vesti da cerimonia e seguito papale) per immergersi nel Pellegrinaggio in Terra Santa. Il gesto più radicale di quel viaggio – l’incontro con il Patriarca ortodosso di Costantinopoli Atenagora – avvenne con un’apertura di cuore da entrambe queste venerande figure che lasciò stupiti. Vennero lasciate alle spalle scomuniche, incomprensioni. Si avviò una nuova stagione di dialogo ecumenico che, pur subendo i naturali alti e bassi, ancora oggi prosegue il suo lento cammino. Ma è bene tenere a mente – come ha ricordato Luigi Accattoli in un recente incontro presso la Fondazione Corriere – che quell’incontro entrato nella storia non rientrava tra le priorità del Pontefice. Gli eventi superarono le attese e i cronisti dell’epoca – per il Corriere figure quali Dino Buzzati, Alberto Cavallari e Emilio Montale – vergarono articoli entrati nella storia e compresero subito la portata di questo evento. Montini in quei momenti dimostrò la sua modernità, la sua apertura ai segni dei tempi. E’ riduttiva la visione che molti hanno di questo Pontefice come di un uomo sofferto, dilaniato, “condannato” a un ingiusto oblio per l’Enciclica “Humanae Vitae” sulla difesa della vita e i contestuali no che essa contiene (tra cui il divieto alla contraccezione). I suoi discorsi all’Onu, le Lettere Encicliche sociali ci restituiscono un uomo di grande visione, capace di interpretare i fermenti sociali e di darne una lettura. Una figura- quella di Montini - che per molti aspetti si può accostare a Francesco. Il discorso di Francesco – letto come una sferzata – ai membri della Conferenza Episcopale Italiana pronunciato lunedì 19 maggio 2014 contiene un esplicito riferimento al discorso che Paolo VI tenne in occasione dell’udienza ai membri della Conferenza Episcopale Italiana nell’aprile 1964. Bergoglio ha voluto regalare una copia di questo prezioso documento a tutti i membri dell’Episcopato italiano. Montini rivoluzionò l’allora CEI; lo stesso sembra voler fare Bergoglio. Ma tornando al prossimo viaggio in Terra Santa è forse in questa occasione che sarà possibile realizzare un autentico paragone tra questi due Pontefici. Dopo l’incontro con Atenagora ora tocca a Bartolomeo. E’ forse sbagliato illudersi che questo incontro porterà a cambiamenti immediati e rivoluzionari. Sarà già di aiuto l’umana simpatia tra questi due vertici ecclesiali. Ha fatto bene Don Gianfranco Bottoni – già responsabile del Servizio per l’Ecumenismo e Dialogo della Diocesi di Milano – in occasione del già citato incontro di Fondazione Corriere a raffreddare gli animi e le attese. Ma quell’abbraccio ripetuto a 50 anni di distanza sarà un giusto tributo alla memoria di Montini. Bergoglio lo beatificherà il prossimo 19 ottobre; nel frattempo è tempo di ristudiare la modernità – e attualità – del pensiero di questo Papa sulla Chiesa. I cambiamenti che Francesco sta portando avanti sono anche figli di quell’uomo grande e , sino ad oggi, incompreso.

Edoardo Caprino

Correlati