Vita da Papa

26 Agosto Ago 2014 1311 26 agosto 2014

Meeting, ritorno alle origini. Sempre troppo sopravvalutato il suo peso politico

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Come scrive Marco Cobianchi su Italia Oggi di martedì 26 agosto 2014 “quest’anno il personaggio principale è uno che è morto 100 anni fa: Charles Peguy”. Ma come? Non dovevano essere i politici e gli industriali più o meno presenti e quelli che non vanno perché forse mi si nota di più come nel mitico “Ecce Bombo” di Nanni Moretti? E invece, come ogni anno, ecco a spaccarsi la testa su cosa attrae centinaia di migliaia di visitatori a Rimini, su cosa spinge una moltitudine di volontari – giovani e non più giovani –a dedicare una settimana (o più) delle loro ferie a fare i parcheggiatori, i baristi, pulitori di toilette e improbabili venditori di biglietti della lotteria. A partecipare a incontri che nella media ponderata sarebbero da presenze da cineforum ed invece vedono gente seduta per terra in sale da cinquecento posti, a visitare mostre sì interessanti ma che certo non sono “leggere”. Il Meeting di Rimini per chi crede o non crede, per chi è ciellino e per chi non lo è -ma che è spinto dalla curiosità - è un appuntamento unico nel panorama italiano e mondiale. Ed è normale che il personaggio del 2015 sia – come indica Cobianchi- “un socialista legato al Papa, un pacifista morto in guerra, un cattolico escluso dai sacramenti”. In poche parole il francese Peguy. Negli ultimi anni la politica è sempre meno protagonista al Meeting di Rimini? Vero. Ed è probabile che il primo a felicitarsene sia il successore del fondatore Don Giussani, lo spagnolo Don Julian Carron che in tempi recenti ha portato avanti un costante e attento percorso di “ritorno alle origini” e all’essenziale del Movimento del Gius. E’ andando a scavare quell’esperienza che si trova la spiegazione alle contraddizioni sopra indicate. Come può un imprenditore mettersi a cucinare tigelle per una settimana invece che andarsene in vacanza in qualche meta esotica? Masochismo oppure…? Ma tornando alla politica il Meeting è spesso stato utilizzato da vari commentatori politici per inseguire retroscena, strusci di corridoio, generare (e far abortire il girono dopo) visioni, nuove alleanze. Un ottimo strumento per coprire il vuoto del “chiuso per ferie” del Palazzo. Certo vi sono stati dei punti fermi: l’amicizia e la simpatia di CL per Giulio Andreotti – ricambiata -, presenza fissa al Meeting anche negli anni bui dei Processi. Ma l’allievo di De Gasperi sul comodino della camera da letto teneva “Cammino” scritto dal fondatore dell’Opus Dei Escrivà de Ballaguer. Il senatore andava oltre le appartenenze ai movimenti ecclesiali. Erano questi che appartenevano a lui…ma se – generalizzando – CL era andreottiana la corrente di Andreotti non era tutta ciellina. Si vogliono dimenticare ad esempio gli scontri tra un giovane Roberto Formigoni e il ras romano Vittorio Sbardella conclusi poi con una pax tra i due siglata proprio a Rimini? E Andreotti all’interno della DC non era l’azionista di maggioranza. Non lo era mai stato e non lo aveva mai voluto essere. Ago della bilancia sì, ma nulla da paragonare con i pesi massimi delle correnti sinistra di base, dei dorotei e dei morotei. La verità è che una volta ­–nella tanto vituperata Prima Repubblica – a Parlamento chiuso, in pieno agosto, partivano gli incontri delle varie correnti della Balena Bianca più o meno di peso come ad esempio l’appuntamento fisso a Saint Vincent per i fedeli di Carlo Donat Cattin riuniti nella corrente Forze Nuove. Quelli – più che il Meeting di Rimini – erano i luoghi di pensiero, di scontro, di proposte sia a livello di Governo che di Partito (e quindi di Governo, si tornava sempre lì).E che proposte (altro che il vuoto pneumatico di oggi). A parte gli scontri erano questi appuntamenti autentici pensatoi animati da personalità come il citato Donat Cattin e Beniamino Andreatta (giusto per fare due esempi) che come peso specifico stentano a trovare un parallelo con i politici di oggigiorno. L’estate era il tempo delle feste per tutte le forze politiche: da Movimento Sociale al Partito Comunista. Feste che erano incontri non tanto ripetizioni dei talk show televisivi - come ahinoi spesso avviene oggi -ma veri e propri scambi di pensiero anche tra “opposti estremismi”. Il vero peso politico il Meeting lo ha acquisito con la caduta della DC e l’avanzata trionfante del “ruinismo” (dal nome dell’allora Presidente della Conferenza Episcopale Italiana Camillo Ruini). Con la caduta quindi dei corpi intermedi (vedi proprio alla voce Balena Bianca). Con la discesa in campo di Berlusconi e l’avvento dei vent’anni di cosiddetta “seconda Repubblica” i politici legati a CL hanno assunto un peso spesso ben superiore rispetto a quello che avevano all’interno della DC anche perché in Forza Italia erano tra i pochi ad avere un’idea di cosa volesse dire fare politica. E di conseguenza maggior luce e attenzione sul Meeting. Si è passati quindi da ammiccamenti estivi riminesi e improbabili vicinanze con l’allora vicesegretario PSI Claudio Martelli (epoca Craxi) che nascevano e morivano nell’arco di settimane a un peso specifico nell’agone politico spesso dato da una politica meno “laica” (stile epoca DC) e più “confessionale” (stile “Ruini”). Il problema è che spesso questa “bassa” cucina politica ha tolto la giusta luce alle cose importanti del Meeting che trovavano la dovuta rilevanza solo sul quotidiano cattolico Avvenire: per gli altri Rimini rimaneva solo il cicaleccio politico che ancora oggi molte “firme” e autorevoli “penne” inseguono come orfani. Ma per le centinaia e migliaia di persone che popolano quella Fiera tutto questo frega zero. Conta sapere qualcosa di più della Siria, di Guareschi e Jannacci e di Peguy. Se questo è poco

Edoardo Caprino