Vita da precaria

11 Febbraio Feb 2014 1657 11 febbraio 2014

La vita Kara

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Se non fosse per l'informazione, per persone che dedicano la propria vita a raccontare quello che di questa vita non va, non saremmo mai venuti alla conoscenza della storia di Berivan Kara, una bambina curda di 12 anni. Berivan Kara già con il suo nome ci racconta un mare attraversato di notte, le lacrime della mamma che guardavano in lontananza la sua terra massacrata dal mondo impazzito. Un mare nero che come fondale non ha molti pesci ma vite immolate per vedere la loro America, la promessa ai loro sogni spenti da un'onda troppo grande. Kara nasce in Calabria, una terra aspra e bellissima, accogliente e spesso presa in ostaggio da malaffare, abusivismo, violenza. Kara, non era uguale a tutti i bambini che la mamma aveva visto; lei aveva visto bambini correre per allontanarsi dal fragore delle mine o saltarci sopra, oppure bambini senza gambe violate da cecchini che la loro anima l'avevano giocata a testa o croce. Kara ha una grave patologia psico-fisica, deve vivere in una sedia a rotelle è dipendente dalla mamma in tutto e per tutto ma la sua vita ha deciso che per lei la natura non ha fatto abbastanza. Nel Comune dove abita a Gaglioti in provincia di Catanzaro non può frequentare la Scuola perché il pulmino che porta tutti gli altri compagni non è attrezzato per i disabili. Per Kara si chiudono le porte di una Scuola che ha bisogno anche di lei per poter essere veramente Scuola pubblica e in quanto Scuola Pubblica è aperta a tutti, non solo a ragazzi senza problemi evidenti. Ma probabilmente conoscendo il mondo, presto li sentiranno bruciare dentro. La mamma di Kara, una giovane curda con il coraggio che solo la sua vita in continua emigrazione da Paesi, da preghiere, da pregiudizi, da arroganza, sta lottando per una uno dei pochi diritti che sua figlia deve avere. Il diritto allo studio. Ma il sindaco dice che non ci sono soldi, che i disabili devono stare a casa e che lui non può far nulla. E gli extracomunitari troppo arroganti devono tornarsene nel loro Paese. Che differenza c'è tra la violenza che vediamo nei ragazzi in questi giorni, nelle nostre strade e in questo Stato che offende la Costituzione e i diritti dei Disabili murando in casa una ragazza che solo attraverso il mondo crescerà, apprenderà, avrà relazioni, potrà socializzare e qualche volta sentirsi felice? Dove sono le politiche attuate per includere e integrare Kara che ha la sfortuna anche di non essere né italiana, né ricca, e non ha un numero di cellulare da chiamare? E questa qualcuno la chiamano vita, io la chiamo vergogna e lo potrei urlare a squarciagola. Vergogna!! Che cos'è per questo Stato, la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani in cui si parla di non discriminazione, eguaglianza, pari opportunità, rispetto dell'identità individuale. Vale per chi si può permettere la macchina, ma la mamma di Kara non ha soldi per comprarla, vale per chi ha la casa vicino a scuola , ma la mamma di Kara sta in appartamenti del comune perché non gode di case a sua insaputa che le vengono donate dal fato. La mamma di Kara ha sbagliato: ha voluto la casa al primo piano, un pò grande per far stare comoda sua figlia e la sua sedia a rotelle. Se non l'avesse presa al primo piano, forse adesso non avrebbe la schiena spaccata per portare la figlia su e giù dalle scale, non avrebbe la tentazione di buttarla via quella sedia che rappresenta solo come per Medusa la sua splendida capigliatura che nasconde, per vanità, il volto dietro un’egida della dea. Dura è la punizione che Atena, dea della ragione partorita dalla mente di Zeus, le infligge: La bella capigliatura viene mutata in un groviglio di vipere velenose ed i suoi denti vengono mutati in zanne. Medusa viene trasformata in un mostro orribile il cui sguardo pietrifica ogni creatura vivente. Abbiamo molte cose in comune noi uomini ma il nostro sguardo annebbiato riesce sempre a separarci. Ogni forma di discriminazione è un passo in avanti verso il regresso del genere umano e avere comprensione significa anche capire che alcune persone vorrebbero regalarti tutto ciò che hanno anche se possono solo regalarti il loro cuore. La Scuola come sancito dall'Art. 3 della nostra Costituzione recita: "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese. Per cui Kara di nome e di fatto sappi che è solo un caso tu sia nata disabile invece che abile. Come vedi tante volte gli abili non lo sono e non capiscono che le differenze le fanno le persone che non conoscono il mare e il tuo sorriso.

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