Vita da precaria

6 Aprile Apr 2014 1901 06 aprile 2014

Ichino:"Togliere l'Istruzione allo Stato". Togliamo Ichino allo Stato

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C'è chi vuole la scuola con solo insegnanti lombardi, come la Lega, chi la vuole con la Polizia che entri senza mandato in una classe per perquisire i ragazzi, chi la vuole solo per essere Ministro e chi la vuole autogestita da comitati di genitori, docenti o enti no profit, che contrattano con l’autorità scolastica gli obiettivi del progetto educativo. Bisognerebbe accettare anche in Italia che il ruolo dello Stato sia limitato a finanziare e regolare l’istruzione scolastica (pubblica o privata che sia), lasciando ad altri il compito di gestirla e di fornire il servizio alle famiglie». Sembrerebbero parole dette al citofono dai Testimoni di Geova , ai quali va tutto il mio rispetto perché non si sognerebbero mai di dire castronerie del genere. No, queste parole nate dall'ignoranza e da un interesse sicuramente privato, sono parole di due laicissimi professori all'Università di Bologna e alla Bocconi di Milano. Andrea Ichino e Guido Tabellini. Andrea Ichino, fratello di Pietro Ichino, giuslavorista, già parlamentare del Partito Democratico, ora senatore di Scelta Civica, noto per voler alzare le tasse agli studenti e sostituire le borse di studio con prestiti da ripagare lavorando, ricercatore di tematiche importanti come:"Il lavoro interinale come canale di accesso al lavoro a tempo indeterminato"e il suo amico e collaboratore Guido Tabellini ex rettore del prestigioso ateneo milanese "Bocconi", che ricordiamo di più per aver risposto :"Sciocchezze!", ad una affermazione del Premio Nobel Paul Krugman, premio Nobel nel 2008, che commentando il testo di Mark Blyth "Austerity: The History of a Dangerous Idea", ha puntato il dito proprio contro alcuni dei Bocconi boys, e anche come papabile Ministro all'Economia dove i suoi slogan erano: riforma del mercato del lavoro con il taglio del cuneo fiscale, da finanziare con il taglio delle pensioni. Nessun reintegro per i lavoratori licenziati. Ecco proprio questi due che fino all'anno scorso Woody Allen direbbe:" Avevano solo un difetto: la presunzione", ora profetizzano, evangelizzano e sognano una Festa della Scuola con Papa Francesco. Sembrerebbe uno scherzo ma non lo è, non siamo su scherzi a parte ma queste sono le idee da come si legge dal sito www.tempi.it ,di due delle migliori intellighenzie bocconiane che rimarranno alla Storia per voler togliere il Monopolio della Scuola allo Stato e farne un unica scuola paritaria dove sparisce la scuola pubblica così, finalmente, impediremo agli insegnanti di creare dei liberi cittadini pensanti, di diventare persone non relegati ai margini di una società nelle mani di una casta di privilegiati, unici a potersi permetterei scuole per ricchi. Ecco le loro motivazioni :" Pensate, ogni studente scolarizzato nella scuola statale costa allo Stato (al contribuente) 7.319 euro. Contro i 500 euro che lo Stato spende per ognuno degli oltre 1 milione di studenti delle scuole pubbliche paritarie (risparmio totale: oltre 6 miliardi di euro all’anno). Ma se tutte queste risorse venissero consegnate al mondo della scuola, lasciandolo libero di scegliere se rimanere dentro il corpaccione dello Stato o gestirsi in autonomia, forse che insegnanti e genitori non saprebbero (come dimostra il caso paritarie) spendere bene e meglio dello Stato fascista centralista?". Qui mi sto dando capocciate allo stipite dell'armadio, ma proseguiamo: la democrazia, il far parlare tutti incomincia a farmi ammalare. E non finisce qui. Leggete cosa dicono i mostri bocconiani:"D'altronde la fotografia Istat del sistema dell’istruzione monopolistica è abbastanza agghiacciante. In fatto di dispersione scolastica l’Italia è tra i paesi peggiori d’Europa: lascia i banchi troppo presto il 17,6 per cento degli alunni, con punte del 25 nel Mezzogiorno. Siamo maglia nera in Europa (appaiati alla Bulgaria e insidiando l’ultimo posto della Grecia) in fatto di giovani non più inseriti in un percorso scolastico/formativo ma neppure impegnati in attività lavorative. E la cosa incredibile è che le regioni italiane che spendono di più in istruzione e formazione sono quelle del Sud, le stesse in cui i test registrano i peggiori rendimenti in termini di competenze." Queste le loro parole, proprio adesso che il SANTO TAR boccia il sistema di finanziamento delle scuole private lombarde. Un “sistema” che si basava sugli allievi con redditi bassi che sceglievano l’istruzione offerta dalle scuole private ma che di fatto non potevano permettersela e in loro soccorso interveniva la Regione e in più potevano detrarre le rette dalla dichiarazione dei redditi, proprio adesso cha Paolo Latella insegnante e giornalista, presenta un dossier prima alla Ministro Carrozza e adesso sul tavolo della Giannini sullo sfruttamento delle maestre e insegnanti delle scuole paritarie. Sottopagate o non pagate, solo per avere punti per da inserire in graduatoria, proprio adesso che l'articolo 3, 33, 34 della nostra Costituzione dovrebbe essere tenuti stretta nella nostre mani per difenderci da chi ci vuole eliminare, eliminare l'uguaglianza, la solidarietà, l'integrazione e l'inclusione, ecco che queste menti diaboliche vogliono far sparire, come nel periodo fascista, la libertà d'insegnamento, il pluralismo democratico e la contaminazione intellettuale. Sappiamo tutti che queste maledette percentuali su chi è più bravo o "fa quel che può, quel che non può non fa", risentono abbondantemente dei test fatti alle scuole private, le quali pullulano soprattutto al Sud. La domanda sorge spontanea :"Vogliono altri soldi per finire di distruggere la Scuola pubblica e tramutare questa seppur piccola Repubblica, nella Repubblica di Salò, e farci diventare come le scuole fasciste dove dividevano le ragazze dai maschi per formare donne di economia domestica e uomini cieloduristi? Non basta che nelle Scuole pubbliche si insegni religione da preti o persone che non sono in graduatoria come tutti i mortali?. No, loro hanno una graduatoria divina, peccato che lo stipendio lo paghi lo Stato quello che loro vorrebbero sostituire con "i cattolici e la volontà di riprendere insieme ai laici una sacrosanta battaglia per la costruzione di una finalmente popolare e moderna scuola, liberata dal fallimentare (e di matrice fascista) monopolio statale dell’istruzione". Io direi che di queste menti eccezionali, noi italiani possiamo farne a meno, possiamo fare a meno di chi taglierebbe la pensione ad anziani e, che da buoni cattolici di facciata, danno consigli "quando non possono dare più cattivi esempi". Proprio adesso che Renzi ha capovolto i giochi di guerra prolungando la nostra adesione all'esportazione di questa democrazia che sembra tutto tranne una visione pacifica e ugualitaria per tutte le classi sociali, una guerra che ci è costata già cinque miliardi e ne costerà ancora. Tutti soldi che servirebbero a costruire la pace attraverso le nostre scuole, dove noi insegniamo e siamo interrotti da minuti di silenzio per le morti, le tragedie che accadono nel nostro Paese. Un Paese dove due persone costruiscono un'idea abortiva per destituire lo Stato nel disciplinare la sua più bella creatura, quella che nessuno può toglierci o toccarci: la Scuola Pubblica. Un enorme arcobaleno formata da tutti dove insegniamo a non doverci mai inchinare di fronte a un dittatore. Anche se mi sembra che oggi la maggior parte degli italiani è inchinati davanti al niente e non si accorgono che i veri dittatori sono dietro le loro spalle. E poi i miei studenti non si meritano di dire come Allen: " I miei problemi sono iniziati con la prima educazione. Andavo in una scuola per insegnanti disagiati". Per gli italiani l'arrivo dei Bocconiani e i ciellini, è stata una condanna a morte perché non hanno capito che: "Nulla di ciò che è per natura può assumere abitudini ad essa contrarie: per esempio, la pietra che per natura si porta verso il basso non può abituarsi a portarsi verso l’alto, neppure se si volesse abituarla gettandola in alto infinite volte. Aristotele.

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