Vita da precaria

11 Aprile Apr 2014 1704 11 aprile 2014

Dapprima Dio creò gli idioti per fare pratica. Poi creò i Ministri dell'Istruzione.

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Ne sono passati tanti di Ministri all'Istruzione, tutti con qualcosa da dire, da fare, da innovare, ma nessuno ha dato alla Scuola pubblica quello che chiedevano i docenti, i veri protagonisti quelli che la vivono da dentro, che la vivono dagli occhi dei ragazzi. Non hanno pensato alle le problematiche urgenti e ai problemi seri da risolvere ma comunque, sono riusciti a distruggere tutti e tutto quello di bello che si era costruito dal dopoguerra in poi. Solo le Scuole Private risultano vincenti con le loro proposte, le leggi fatte a forma di CL, i sì detti davanti ad una fede cardinalizia. Ora, con un governo non scelto dai cittadini, ci ritroviamo una Ministra scelta a caso dal nuovo che vuole cambiare forse per non morire; una figura non scelta per le sue competenze (a lei tanto care), ma per un semplice scambio di voto. Io ti do il Ministero, e tu appoggi il mio Governo. Così è avvenuto. E da questo, possiamo capire, quanto vale per questo nuovo e illegittimo gruppo di potere al Parlamento, quella Scuola così ampiamente reclamizzata dall’#Enricostaisereno. Un Ministro di Scelta Civica, quella della scuola fannullona, dei laureati oltre i 27 anni "sfigati", quella del sacrificio umano per il bene del Paese, quella degli insegnanti a scuola fino all'ultimo respiro. La proposta di Giannini per la nuova forma di reclutamento dei docenti non è nient'altro che la vituperata legge APREA, quella che abbiamo a lungo combattuto, quando, quella che l’allora rappresentante della CGIL Puglisi, (guarda caso diventata senatrice PD), rinnegava questa legge come Pietro ha rinnegato la profezia al canto del gallo. Ora con un voto di 136 persone, questo è il numero della segreteria PD favorevoli a Renzi, noi insegnanti ci ritroviamo a combattere come nell'era del cinghiale bianco, quello della Gelmini. Pensavamo che il peggio fosse finito, ma al peggio non c’è mai fine. E noi insegnanti lo possiamo testimoniare. Si delinea, dalle parole di Giannini, un reclutamento tipo “Scout”:“Squadra che vince non si cambia”, oppure: “ Ecco a voi La Squadra del cuore”, oppure “Tutti per uno, uno per tutti”, “Lo giuro, parola di lupetto”. Ecco queste forse saranno i nostri slogan ben visibili scritti su completi : per gli uomini abito scuro, camicia e cravatta, e, per le donne, gonne a pieghe e camicetta di cotone. Con i tempi che corrono, e con la Ministra che abbiamo, ci ritroveremo il Preside all'ultimo piano, quello dell’ultimo girone, tanto per intenderci il Grancapo di Fantozzi, con apposito puff di pelle umana dove rotolarsi dal dolore quando vieni richiamato perché i tuoi allievi non hanno risposto adeguatamente alle prove INVALSI. Avremo le varie Signorine Silvani e tanti Ragionieri Filini che si ritroveranno la lingua da rianimare a fine giornata, dopo aver leccato il tragitto che fa il Gran Padrone dal suo primo gorgoglio al suo ultimo raglio. Ecco la visione che a noi insegnanti appare all'orizzonte, e tutto questo con l'appoggio di Forza Italia che nella sua rappresentante Elena Centemero tiene a dire: "Se la Ministra Giannini consentirà davvero alle scuole di scegliere gli insegnanti non potremo che essere con lei". Continua, poi, ricordando come questa battaglia sia "un nostro obiettivo da sempre"."I percorsi di formazione come i TFA o i Pass - prosegue Centemero - permettono l'acquisizione dell'abilitazione all'esercizio professionale, ossia all'insegnamento, ma non danno diritto ad altro. Ripensare il sistema di reclutamento, legandolo alle scuole in rete, e non a graduatorie ad esaurimento che alimentano solo il precariato, è la via giusta per valorizzare le competenze e il merito dei nostri docenti". Ma la famigerata idea del PD sulla scuola, le lotte portate avanti da noi insegnanti, l'abolizione l'anno scorso di tutte le attività legate al POF, gli scioperi che ci sono costati lacrime, sangue e qualche manganellate dove sono andate a finire? Si può in nome del potere rimangiarsi tutto quello che si era proclamato , per sostenere un Governo che della Scuola, come al solito se ne frega? Torniamo all'era dell'ignoranza, del dente per dente, del morte tua vita mia, tutte cose che credevamo, ingenuamente di aver sorpassato. La Scuola non potrà mai diventare un'azienda perché non sarebbe più Scuola , perché gli studenti diventerebbero come chi ci governa e noi, ultimi paladini della conoscenza abbiamo il dovere di non far accadere nulla di tutto ciò. "La scuola è intesa, ormai, solo come un organo dispensatore di giudizi. Giudizi dati con una leggerezza che può segnare la vita di un ragazzo. Quella scuola che dovrebbe essere amata, far crescere, creare persone migliori, erode, disillude e crea persone che di essa vogliono solo liberarsi. Solo con l'amore per la scuola essa potrà essere amata", così parla una dolcissima studentessa interpretando il nostro pensiero. Di questo dovremo parlare, e invece da vent'anni non parliamo più di didattica, di strategie, di compensazioni, di idee da far nascere dalla polvere, di dita che potrebbero rincorrersi sulla tastiera di un pianoforte. La Scuola non può avere padroni, immensa democrazia nelle mani incapienti di anime orfane di linee orizzontali, fraseggi che accompagnano, dinamiche che non si prostrano davanti a nessuna interpretazione. E poi il merito come sarà valutato e chi lo valuterà? Questo sedicente merito significa costruire corsie preferenziali legalizzate per i ben noti ammanicati e "figli di" e beffare il solito bastonato, vero lavoratore. In più, creerà un clima di veleni sotterranei, così come si è già sperimentato in altre realtà. Ma, d'altronde, è proprio questa situazione di privilegio quella che si cerca di spacciare per "merito". E i nostri ducetti lo sanno benissimo dato che sono i primi ad avere inventato la Scuola per poveri e Scuole per ricchi. Peccato che nella Scuola dei ricchi con chiamate dirette, così amate dalle nostre donne al Governo (a proposito chi parla ancora di quote rosa e non intelligenti verrà seppellito da una risata...), siano Scuole che non pagano e sfruttano gli insegnanti come ha ben spiegato Paolo Latella nel suo dossier. Ma tutto tace, nessuna risposta alle domande di Paolo, solo minacce, e tanto coraggio per andare avanti ostinatamente e in senso contrario incontro alla verità. Ma dobbiamo essere tutti Paolo, tutti dobbiamo denunciare, tutti dobbiamo avere ragione sui dubbi e sulle paure. Perché se non ci difendiamo da soli, cari ragazzi, la prossima volta che entreremo in una Scuola, prima di fare l'inchino al dirigente,perderemo la n ostra libertà e la libertà dei nostri studenti scritta nella Costituzione di cui la Scuola è il nucleo centrale. Questo idea di Scuola-azienda-sfruttamento e induzione alla prostituzione, noi insegnanti della Scuola Pubblica, la ripudiamo, la rinneghiamo e la disconosciamo. A noi docenti che ogni anno dobbiamo lottare per educare e non indurre, ad ascoltare e non sempre parlare, a lasciar sviluppare con armonia tutta la loro anima, non ci faranno tornare indietro schiaffeggiandoci con meriti sporche di ingiustizia. Quelle le lasciamo a loro che di onestà intellettuale, libertà di pensiero e di lacrime su un viso di un bimbo non ne hanno più ricordo. Quando vivi in un Paese in cui un ex Premier è condannato ai servizi sociali e che comunque continua a infestare la democrazia, un Ministro dell'Istruzione che non è un'insegnante ma un'imprenditrice che vuole il Dirigente allenatore, ecco quando succede tutto ciò, siamo alla fine di una democrazia, quella costruita per darci la libertà, per darci un pensiero, per darci un'opinione. Questo è il cambiamento di verso, la svolta buona, l'ennesima pagliacciata di questo Governo criminale. Dove manteniamo Mastella e Razzi e lasciamo ragazzi, adulti, precari e anziani morire senza averli mai fatto assaporare la forza della paura, la sfida, l'impegno per costruire una Società diversa per non dimenticarsi. Questo non è il mio Paese. Il Paese che mi raccontava mio padre era diverso e io continuo a credere in lui, sempre, e per sempre. Ma si sa che Dio creò prima gli idioti per fare pratica. Poi creò i Ministri dell'Istruzione. E lì dimostrò di essere un vero professionista!

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