Vita da precaria

13 Aprile Apr 2014 1544 13 aprile 2014

Le bugie sulla Scuola sono come i rotoli di carta igienica regina: non finiscono mai

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"Nessun paese esce dalla crisi se non ha il coraggio di mettere al centro del proprio sistema di valori il futuro l'educazione e la ricerca. Siamo un paese che continua a spendere più soldi sul debito che non sull'educazione".Così ha parlato il premier Renzi.Inoltre, ha auspicato che il suo partito scenda tra i diretti interessati, che vada "casa per casa a fare una grande campagna di ascolto da insegnanti mamme e papà per restituire centralità al tema della scuola. Partiremo da Bari. Il Pd torni a fare il Pd. La campagna di ascolto dovrà avere risultati concreti, ricostruendo anche la dignità sociale degli insegnanti, che stanno aiutando la libertà dei nostri figli ad esprimersi e ad essere impegnati di futuro. Se il Pd non torna a fare questo non ha più senso'' ha concluso Renzi. Mi ha sorpreso che la firma non fosse quella di Gesù che evangelizzando i suoi discepoli diceva :"Andare e diffondete il verbo.." Forse al Gran Premier è sfuggita la manifestazione di ieri a Roma , dove hanno partecipato i precari anche della Scuola pubblica e, il giorno prima, altri precari che si erano accampati davanti al Miur per essere ascoltati. Loro hanno seguito le famose regole:"Bussate e vi sarà aperto!", ma nulla, non sono stati ascoltati. Dovremo aspettare che citofoniate voi a noi insegnanti, "quelli che aiutano la libertà ai vostri figli", sperando di non confondervi con i testimoni di Geova, o con qualche figlio laureato di nostri amici che come occupazione, ha trovato solo il famoso "Porta a porta". Ma non quello di Vespa dove lei è spesso ospite, Sig.Renzi, ma quello dove ti rispondono "Porta i tuoi stracci lontani da qui, che non ho neanche un euro per campare". Ma prima di mandare i suoi apostoli a raccogliere i veri problemi della Scuola Italiana e non canzoncine :"Battiam, battiam le mani arriva il Direttor..", ci faccia capire cosa sta succedendo nel suo entourage che forse forse hanno un problemino di comunicazione o di fonazione. Delrio dice che non ci sono soldi per la scuola e continueranno a mancare, e Giannini, che ricorda molto Gelmini quando fu informata da Letta, durante una puntata di Ballarò che nel documento presentato da Tremonti a Bruxelles, c’era scritto che nei prossimi tre anni il settore dell’istruzione avrebbe dato al risanamento del nostro paese 4 miliardi e mezzo per ogni anno. La Gelmini dei tagli non ne era al corrente e mentre chiedeva di guardare i documenti, esclamava: <<Tremonti me lo avrebbe detto!>>. Evidentemente anche Delrio con tutte quelle slide da rispettare con quei famosi 100 giorni per cambiare il paese: politica, occupazione, pubblica amministrazione" (a proposito il 1 Aprile non si doveva cominciare con i cantieri,edilizia scolastica?) si è dimenticato! Delrio parla di incrostazioni, piaghe da smaltire, eliminare gli sprechi. Ed è questa la dignità sociale degli insegnanti che vuole ridarci, e' così che vuole mettere al centro del proprio sistema di valori il futuro l'educazione e la ricerca Signor Premier? Noi non siamo né una piaga da smaltire né tanto meno uno spreco. L'unica piaga da smaltire in questo Paese che non trova pace, sono le vostre bugie, i vostri ammiccamenti, le vostre illusioni costruite su fantasmi di potere a cui ormai siete dipendenti. Gli sprechi nella Scuola Italiana sono tutti quei soldi buttati nelle mani delle scuole private, tutto in quel metodo di valutazione che ci costa parecchi milioni di euro e che non serve assolutamente a nulla , quel famoso INVALSI, quello in cui voi, governo senza re, credete, e su quelle risposte giudicate persone, anime, vite, disagi, emozioni e paure. Noi non siamo sprechi: noi siamo gli unici a portare avanti un'Italia allo sbando, noi e altre persone oneste che dei vostri 80 euro ( quando ci fate sapere che fino al 2020 non avremo scatti di stipendio), non ce ne può in fischiare di meno. Noi siamo insegnanti e sappiamo bene come riciclare pasti, vestiti e borse. Ma non sappiamo riciclare l'idea che abbiamo sulla Scuola pubblica: no, quella neanche con tutte le promesse che avete nelle vostre bacchette magiche ce le cambiate. Il vostro coraggio certo non lo mettete nell'Educazione ma nel dis-educare all'uguaglianza, all'ascolto delle parti sociali più deboli, ai precari che avete condannato a morte con un bel " De Profundis". Ai ragazzi disabili che non hanno abbastanza posto nella Scuola del Governo, a ragazzi che soffrono di fobie non riconosciute, soffrendo terribilmente insieme ai loro familiari, e che non vengono mai aiutati. Pensate alla "chiamata diretta" ma non ascoltate mai i nostri "No", e non per avere un posto fisso (quello l'abbiamo solo nel cuore di chi ci ama), ma per non far scadere la Scuola ad un'appendice di una P2, che come diceva Berlusconi, non era un demerito. Il Pd torni ad essere quello che Berlinguer ha fatto grande, quello che pur di finire il suo discorso alla povera gente, ritardò l'appuntamento con la morte. Solo a delle persone così il popolo riserva ancora lacrime, lo ricorda con emozione e non riesce a capire come l'abbiate tradito subito dopo l'ultimo applauso. Il PD deve trovare il suo senso dice lei, e allora voi uomini di un PD che non esiste più, riflettete sulle sue parole: "Se i giovani si organizzano, si impadroniscono di ogni ramo del sapere e lottano con i lavoratori e gli oppressi, non c'è scampo per un vecchio ordine fondato sul privilegio e sull'ingiustizia ". Lui non usava slide, usava pensieri, parole e li trasformava in esempio. E soprattutto sapeva che le parole sono come pietre: se non le rispetti ti tornano sempre indietro.

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