Vita da precaria

18 Aprile Apr 2014 1353 18 aprile 2014

I terroni non so, ma noi italiani non siamo razzisti. (Ellekappa).

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I terroni non so, ma noi italiani non siamo razzisti. (Ellekappa). Così si potrebbe sintetizzare quello che accade in provincia di Cuneo e dove un Preside che regge ben nove Scuole della Val Maira ha deciso di dimettersi e di ritornare a fare il Maestro. Siamo alle solite: l'ignoranza che prende il sopravvento sulla ragione, il pregiudizio di chi non vuole vedere, la malafede nata e curata nell'ambiente familiare aizzata da servi del potere, la violenza falsificata da perbenismo; tutti elementi che circolano in ogni ambiente ma soprattutto nella Scuola. E soprattutto sindacate dai genitori. A sentire il Preside tutto inizia dal passa parola di tre mamme che con aria convincente e argomenti che vanno dalla puzza, allo sporco insieme all'ignoranza scimmiesca hanno convinto una decina di famiglie a non iscrivere i loro figli nell'unica Scuola di Dronero per la presenza di troppi extra-comunitari. Conclusione l'iscrizione alla prima classe è stata fatta quattordici ragazzini e solo due italiani. Una classe con questi numeri deve essere approvata dall'Ufficio Scolastico territoriale e lui, il Preside lascia ma prima parla :'A che cosa servono avere mani pulite se si tengono in tasca!', nota citazione di altro tipo di Preside. Non penso che Don Milani si sarebbe arreso così facilmente (anche se penso che il Preside debba aver raggiunto il limite umano di sopportazione), prima di darla vinta a dei quaraquaqua' che agiscono fingendo una morale e non conoscendone il significato. Il diverso, l'uomo nero della situazione, sono gli ivoriani che in queste zone, raggiungono il 5% della popolazione lavorando il legno, raccogliendo frutta, e lavorando nelle fabbriche di biciclette. I genitori dei ragazzini immigrati in altre scuole, hanno dato scuse confuse e inconcludenti. Il razzismo quando è per bambini che non hanno nessuna colpa, fa più schifo del solito. E se pensi ai figli dei moralisti capisci che non ne verremo mai fuori. Come dire:'La mamma dei razzisti, è sempre incinta. E non ne capisce il perché'. Ma penso che un Preside, un Capo d'Istituto non debba rinunciare ad andare avanti, a seminare cultura e continuare a sporcarsi le mani. Così ha dato la vittoria all'incapacità d'amare, di pensare, alla solidarietà e all'ipocrisia, figlia di una verità nascosta. Ha denunciato ma non è rimasto al suo posto come un buon capitano deve fare con la sua nave. E non volendo, si è inchinato al classismo, alla discriminazione e all'intolleranza. Ma purtroppo si è trovato solo su quella nave, e una sferzata di vento più forte delle altre lo ha colto all'improvviso. Ora sarà un ottimo Maestro per tutti. Insegnerà a non avere paura dell'uomo nero e a non giudicare mai nessuno. Nemmeno chi parla con delle scimmie ignoranti.

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