Vita da precaria

13 Agosto Ago 2014 1059 13 agosto 2014

Mettete i fiori nei vostri cannoni

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" Carpe diem, cogliete l'attimo ragazzi, rendete straordinaria la vostra vita. Non leggiamo e scriviamo poesie perché è carino: noi leggiamo e scriviamo poesie perché siamo membri della razza umana; e la razza umana è piena di passione. Medicina, legge, economia, ingegneria sono nobili professioni, necessarie al nostro sostentamento; ma la poesia, la bellezza, il romanticismo, l'amore, sono queste le cose che ci tengono in vita." Perché sono salito quassù? Chi indovina? Sono salito sulla cattedra per ricordare a me stesso che dobbiamo sempre guardare le cose da angolazioni diverse. E il mondo appare diverso da quassù. Non vi ho convinti? Venite a vedere voi stessi. Coraggio!" cit. Dall'attimo fuggente...È proprio quando possiamo vedere oltre alla nosrta mediocrità, è proprio in quel momento, ragazzi, che la vostra e la nostra anima, diventa lo sguardo a cui dovete sempre lasciare il passo. Tutti teniamo alla nostra verità, ma vi prego, dovete credere che i vostri pensieri sono unici e anche se ad altri sembrano strani e impopolari. Come ha detto Frost: "Due strade trovai nel bosco e io, io scelsi quella meno battuta. Ed è per questo che sono diverso ...Molti uomini hanno una vita di quieta disperazione: non vi rassegnate a questo. Aspettiamo una battaglia mentre in realtà stiamo già combattendo..." Ragazzi vogliono piallarvi della vostra diversità, della vostra appartenenza, dell'essere ciascuno e belli come siete. Il rantolo della cultura è ormai un'eco della passione che voi ragazzi miei, avete dentro l'anima, e nessuno ha più il tempo di ascoltare. Aprite le finestre, respirate la vita, suonate la vita. Non datevi per finiti, per vinti, perché non lo siete, non lo sarete mai. Siete dei bozzoli di farfalla che aspettano di nutrirsi, aspettando una mano calda che vi accompagni, un lume vicino alla finestra del cielo, vicino a quell'orizzonte che vi hanno vietato di vedere. Questo gruppo di persone che vuole ridurre l'Italia nel disprezzo del sapere e della competenza, vi sta massacrando nella loro arroganza di potere, non pensando alla vostra bulimia d'amore, in un'anoressia che domina lo sterminio di anime sole. Ora, è l'ora di salire sulla cattedra e credere, è l'ora di prendere un percorso diverso, quello meno battuto che non privilegia la gente comune, e fa la casta ancor più potente. E' ora di dire no alle riforme sulla Scuola fatta da persone che si limitano a farsi accompagnare da un coro di ragazzini ammaestrati, è ora dire no a questo fascismo latente e subdolo che non riconosce i veri problemi dell'Italia. Lasciate stare i sondaggi , credete in voi, nel vostro meraviglioso miracolo, nei vostri bisogni strappati da una pagina di diario. Andate a cercare le pagine di libri che non riportano i nostri più grandi poeti, arrotolate l'Invalsi e fatene cerbottana per attirare il vostro amore segreto. Amate, amatevi, e chiedetevi chi siete e cosa volete dalla vita. Non fatevi ingurgitare dalla macchina della menzogna , del potere, della superficialità. Bucate il cielo, credete nei vostri sogni, fatevi portatori di leggiadria e di verità. Ci stanno facendo diventare cibo per i vermi, noi insegnanti insieme a voi, splendidi cari ragazzi; ci stanno facendo diventare persone senza dignità e senza orgoglio. Demagogia al potere, è questo il loro motto. Vogliono conformarci al pensiero unico, legati ad una disciplina inesorabile, gli uomini-robot di Orwell, dove chi ha un'idea, un barlume , un pensiero che fluisce con un inizio, una variazione e forse una fine, viene tacciato di ammutinamento. Rivogliono le classi differenziali, quelle nascoste per i ragazzi che hanno parole diverse.(Ricordiamoci che in "1984", è perfino negata una vita sessuale che non sia pianificata dal partito). Miei cari, difendiamoci, è il momento di una rivoluzione etica, culturale, sociale. Non facciamoci intrappolare da chi dà 80 euro per comprarsi voti e fa cadere il Paese nelle mani del Caimano. Ormai il Patto del Nazzareno sembra più una bestemmia che un interesse per noi italiani reputati così sordi da sentire solo il rumore di trenta denari. Inchinati in un vergognoso nulla, ci stanno abituando al vuoto delle nostre memorie, vogliono la nostra fine, come clown ubbidienti che se anche piangono, nessuno lo capirà mai. Abbiamo Maestri che ci stanno indicando la via, quella maestra, quella dove anche il Caravaggio ha dovuto sostare aspettando anni, per certi quadri, addirittura secoli, finché un cultore come Roberto Longhi, cultore di un altro grande poeta come Pasolini, lo vedesse con uno sguardo diverso. E ora è l’incommensurabile Caravaggio. Settis, ha detto che vendendo un F35 il nostro patrimonio culturale sarebbe salvo, e io aggiungo, vendendone due avremo una Scuola dove tutti sono uguali, e dove la capacità critica avrebbe la meglio per un' opposizione libera e colta, per difenderci da questa superficialità dall'odore inconfondibile populismo, per affermare che la nostra libertà non si possono scrivere su slide, ma su disegni in cui noi ogni giorno aggiungiamo un colore diverso. Non è vero che solo nei sogni gli uomini sono liberi, gli uomini sono sogni: solo che dobbiamo incominciare ad ascoltarci. I sogni e le nostre vite, devono capire che proprio che quando si crede che sia tutto finito, è proprio lì che tutto comincia. La verità non è qualcosa di dovuto. La verità è una conquista, sempre! Saliamo sulle cattedre e guardiamo le nostre lacrime nascoste, stracciamo quello che non è nostro e impariamo a credere per vedere. Impariamo a sognare perché si avveri quel desiderio di indipendenza dal nazional- popolare e dipendenza dalla cultura, quello che è sempre stato nostro e oggi, ci stanno rubando ogni giorno di più.