Vita da precaria

9 Novembre Nov 2014 1339 09 novembre 2014

"Renzi esci dalla nostra scuola"

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Ritorno a scrivere di scuola, a scrivere di ingiustizia e demagogia politica, di abili prestigiatori e di gatti e di volpi, di persone non elette dal popolo italiano che si arrogano addirittura il potere di ri-formare la scuola, di imporre il pensiero unico e totalitario che impone nelle sue linee guida,'La buona scuola'. Dopo aver letto quelle righe avulse dalle nostre bandiere socratiche corroborate da Platone e andando a scorrere tutta la storia della pedagogia e della filosofia delle parole, mi vien da dire solo :'Renzi esci dalla nostra scuola'. La pedagogia e la didattica sono morte, e anch' io non mi sento molto bene'. Parole camuffate da antica storia di innalzamento della dignità degli insegnanti e di terre promesse, che a un popolo che si rifiuta di essere manipolato, ipnotizzato e soprattutto un popolo che rifiuta una logica dittatoriale e ipocrita, una società totalitaria e antidemocratica, priva di valori e di stupri della Costituzione Italiana, odorano dell'ulteriore beffa popolar-democratica data in pasto agli spettatori di Amici, Porta a Porta, Domenica In e Buona Domenica. Insomma tutte quelle persone che non sanno di scuola, quelle che non conoscono chi incomincia a lavorare alle cinque del mattino e finiscono alla sera, pianificando nell'intera giornata responsabilità, condivisione e comunione di progetti di vita per rendere i ragazzi protagonisti attivi del loro percorso, della loro autonomia, della loro consapevolezza e della loro poesia. Ritorno a scrivere per mio figlio Tommaso che è stato eliminato dalla vita, prima che venisse eliminato da chi parla degli insegnanti di terza fascia come intrusi che non hanno nulla a che fare con la scuola e i precari, quando tanti, quasi tutti quei ragazzi non sono rientrati nei PAS, per poche ore, per pochi giorni e che insieme a noi precari storici hanno contribuito a portare avanti una scuola non buona, ma buonissima e che ora si ritrovano a ricominciare una vita, a fare della resilienza il ritornello di menestrelli con le scarpe con i tacchi finiti dal loro peregrinare da una scuola all'altra senza mai chiedere, ma ringraziando sempre accompagnati dai loro timori e dalle loro fragilità. Timori e fragilità dovute a chi ha creato questa orgia ingorda di persone che inseguono un senso alle loro identità coperta di numeri, chiamati come numeri e uccisi con uno zero in condotta. Ma andiamo a vedere quale maschera viene offerta come 'investimento sulla Scuola', da chi per prima cosa doveva abolire la Riforma Gelmini? Mi appendo alle parole di Stefano D'Errico dell'Unicobas che dice: ' Come farà senza le graduatorie di istituto, che invece intende abolire? A proposito delle 'migliaia di insegnanti che mancano': s'è accorto Renzi dei tagli di 2,5 mld (Prodi) ed 8 mld (Gelmini-Berlusconi) e delle classi-pollaio (ciò che rende impraticabili per la didattica, ma, ripetiamo, anche sotto il profilo della sicurezza le nostre scuole che già sono per l'80% non a norma 'a prescindere')? Le 150.000 assunzioni (peraltro destinate probabilmente a restare in buona parte 'mero annuncio') dovrebbero essere aggiuntive rispetto al turn-over '. Abbiamo capito qual è il vero cruccio di Renzi sulla Scuola: è terrorizzato dal dover applicare le sentenze europee sulla regolarizzazione delle migliaia di precari con 36 mesi di servizio (richiamate, lapsus significativo, addirittura in un 'titolo' delle sue 'Linee guida': 'Se anche la Corte di giustizia europea si interessa dei docenti italiani'. Per questo si insiste tanto sull’aumento d’orario dei docenti e sul vergognoso e minimalista taglio delle scuole Superiori a 4 anni (che fa il paio col vergognoso Liceo Scientifico senza il latino voluto dalla Gelmini, mai messo in discussione, come del resto i nuovi programmi di storia nella Primaria imposti dalla Moratti, che sterilizzano l'insegnamento in quinta alla fine dell'impero romano per bloccarlo tre anni sull'età della pietra). Cosa intende Renzi, quando scrive di 'affiancare al sapere il saper fare, partendo dai laboratori', visto che il personale per i laboratori non c'è più da anni (e di questo le 'Linee' non parlano)?Altro che ‘interesse per la scuola’! Cercano l’escamotage per ridurre drasticamente gli organici, onde dimostrare alla Suprema Corte di Strasburgo che non ci sarebbero posti da assegnare. In più, devono tirar fuori dal cilindro il 'miliardo' millantato qualche giorno fa da Renzi per la scuola: 800 milioni è il costo annuo per le supplenze, poi basterà aggiungere ciò che avanza del decreto Carrozza per l'istruzione (in buona parte mai speso). Sarà un inganno per chi s'occupa di conti, perché quei soldi verranno spesi ugualmente: alla scuola servono persone, non chiacchiere. Renzi parla di 'consultazioni', ma la controriforma è cocente, perché le coperture per il prossimo anno solare le deve trovare adesso nella Legge Finanziaria e lui le ha 'trovate' così: abolirà i supplenti, ma non assumendo almeno il 10% in più rispetto ai posti in organico, non potrà abolire le supplenze. Per questo (anche se ora 'glissa') cercherà di aumentare a costo zero l'orario obbligatorio di cattedra del personale di ruolo. La 'spending rewiev' parla di 20 mld di tagli: altro che investimenti! A proposito di 'ripensare le strategie per l'istruzione' e del 'settore-chiave per il futuro del Paese', s'è accorto Renzi che abbiamo già toccato il fondo e siamo pressoché all'ultimo posto nella UE per percentuale sul Pil di spesa su scuola, università e ricerca? Ma lo sa Renzi che, nonostante la massa di precari, quotidianamente in Italia si viola il diritto allo studio dividendo le classi perché la maggior parte delle supplenze brevi non vengono coperte? Ma Renzi per chi ci prende? Per i suoi valletti che se parlano sono 'epurati',o alla commissariata Giannini che evidentemente si è ritirata a vita privata dato che dopo le prime pagliacciate dei mercoledì in visita alle scuole, tipo visite ai sopravvissuti, ai nomadi o ai Rom, non c'è più traccia? Deve aver preferito la via della fede e apparire in forma medjugorjiana a ora e data stabilita. Ma andiamo avanti sulle tracce della 'Buona Scuola'. E' richiesta una maggiore mobilità da parte degli insegnanti, ovvero l’eventualità di dover accettare l’immissione in ruolo in qualunque parte d’Italia, anche lontano dalla provincia o regione scelta, senza tener conto della situazione personale e familiare di docenti anche non più giovanissimi (si parla di “disponibilità e flessibilità a rispondere alle esigenze geografiche della scuola italiana”, perché i docenti “non facciano della dimensione provinciale un limite invalicabile”), ci viene chiesto di “avere il coraggio – a dispetto dei numeri della scuola, così complessi – di smettere di guardare solo ai numeri”, ma poi siamo trattati come numeri (si spostano gli insegnanti dove serve).Si parla di “qualità della didattica” senza alcun riferimento alla libertà d’insegnamento (art. 33 Cost.),nel processo di valutazione si definisce “fondamentale l’apporto degli ispettori”, mentre si sa benissimo che il loro numero è ridicolo su scala nazionale, per cui di fatto essa sarà appannaggio del dirigente scolastico e dei suoi favoritismi come anche la scelta del 66% dei docenti da premiare con scatti di competenza e del restante 33% da non premiare e ancora “una percentuale delle risorse del Fondo d'Istituto, una volta allocata ai singoli istituti, sarà utilizzabile in almeno due modi innovativi: il 10% delle risorse sarà nella piena disponibilità del Dirigente, per remunerare docenti per attività gestionali e di didattica di particolare rilievo per il Piano di miglioramento”. Avremo una disparità di trattamento di docenti a seconda delle singole scuole, la chiamata diretta: “Il dirigente scolastico, consultati gli organi collegiali, potrà in tal modo chiamare nella sua scuola i docenti con un curriculum coerente con le attività con cui intenda realizzare l’autonomia e la flessibilità della scuola”. E questo come lo vogliamo chiamare? Si arriverà ai favoritismi, al merito camuffato da un'altra maschera: una piovra, una confraternita, una setta di eletti esattamente speculare al suo governo.E proprio chi dovrà la sua squadra del cuore, sarà reclutato così: “E' stato deciso di recente di prevedere che la selezione di chi sarà chiamato a guidare una scuola venga fatta tramite il corso-concorso della Scuola Nazionale dell’Amministrazione, ossia dalla stessa Istituzione che seleziona e forma tutti i dirigenti dello Stato”, ma non si fa alcun riferimento alla matrice educativa ed agli aspetti didattici che dovrebbero essere prioritari trattandosi di istruzione, naturalmente non si parla di contrattazione e di Rsu. Avanti tutta con le banche, anche noi diventiamo banche ma banca ore: lavorare di più, senza vincoli geografici, con estrema flessibilità sulla base delle esigenze della scuola, senza alcun riconoscimento economico e come chicca finale:“Il Consiglio dell’Istituzione scolastica diventerà il titolare dell’indirizzo generale e strategico dell’Istituzione”, a favore dei privati che saranno autorizzati imporre per forza di cose la loro linea educativa (vedi Fondazione Agnelli, basata sull'etichettatura degli alunni attraverso quello strumento avulso da ogni società educante che è l'Invalsi). La conferma del voto numerico.Il voto che non rappresenta un ragazzo, ma un momento, uno dei tanti momenti che si avvicendano nella vita e che può così insinuarsi inconsciamente in una definizione di loro stessi aldilà delle attese, delle aspettative, fermando o traducendolo in abbandono -isolamento, la loro auto-stima, auto-efficacia, auto-nomia. Per non parlare dell'alta ricattabilità dei precari messi in ruolo (?). Con l'abolizione dell'articolo 18 qualsiasi persona che rifiuterà un collocamento a lui impossibile sarà licenziato. E voilà questa riforma mieterà più vittime del traforo della Gelmini.'Nietzsche chiama nichilismo ' Il più inquietante degli ospiti', perchè ciò che esso vuole è lo spaesamento. Per questo non serve a nulla metterlo alla porta, perchè già da tempo esso si aggira per la casa. Ciò che occorre é accorgersi di quest'ospite e guardarlo bene in faccia'. Heidegger . Noi insegnanti conosciamo bene questo spaesamento, quello che ti fa curvare la schiena e comunque continuare a lottare con le lacrime e la rabbia nelle tasche dei nostri cappotti finiti dalla pioggia. E come on ogni occasione un ospite dopo tre giorni puzza. Allora leviamolo dalla nostra scuola e facciamola costruire da veri insegnanti che non hanno nulla a che fare con il suo Nazareno, ma con quello che porta la croce con dignità e fierezza e che fa di noi i veri eroi in un mondo alla ricerca di un senso comune, contro l'individualismo e verso una nuova fiducia. Per combattere insieme l'egoismo e l'indifferenza che ci vogliono imporre per diventare aridi e sterili come loro.