Vita da precaria

16 Novembre Nov 2014 1024 16 novembre 2014

I Barbari del deserto

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Ieri ha chiuso i battenti quello strano oggetto senza forma e senza senso che è:' La Buona Scuola'. E non ha chiuso solo i battenti, ci ha chiusi fuori da un linguaggio democratico, da un pensiero divergente ed eterogeneo e da un ascolto da parte di chi la Scuola la ritiene colpevole di esistere e di esistere soprattutto nella sua naturale condizione: pubblica, laica e gratis. Venerdì l'Italia degli onesti è scesa in piazza a manifestare contro chi palesava cambiamenti di verso, serenità e riforme mensili mai soddisfatte e mai prese in considerazione, e diabolicamente, sta proseguendo la strada del degrado culturale e sociale del nostro Paese già avviato ampiamente dai governi precedenti. Mi chiedo da madre, da insegnante e cittadina perché i nostri giovani rischiano la vita ogni volta di più che rifiutano giustamente questa troika che sta facendo pagare a loro la corruzione e il malaffare che sovrasta la politica. Leggo dalla pagina dell'Unione degli Studenti - sindacato studentesco (pagina nazionale): 'Ecco una granata lacrimogena lanciata ieri contro gli studenti inermi e a volto scoperto a Milano. Le Forze dell'Ordine, una volta interrotto il corteo AUTORIZZATO e dopo aver sbarrato tutte le vie d'uscita, hanno avuto una reazione spropositata, caricando gli studenti come si fece qualche settimana con gli operai di Terni che manifestavano a Roma. Non vogliamo più subire un'ingiustizia come quella di ieri! Questa è la democrazia del Governo Renzi: manganellare chi lotta per i propri diritti e magari, successivamente, inviare qualche tweet per dirci che siamo dei conservatori, che il Jobs Act e La Buona Scuola sono delle riforme che danno delle risposte ai nostri bisogni. Ci siamo stancati: basta precarietà, basta fare gli interessi dei soliti noti, delle banche e di Confindustria. Si ascoltino le piazze! Vogliamo l'istruzione e la cultura gratuite, il reddito minimo, la riduzione delle tipologie contrattuali, il lavoro pagato e libero dai ricatti, l'estensione dei diritti, la redistribuzione della ricchezza, una riconversione ecologica del sistema produttivo che oggi uccide e inquina da nord a sud del Paese. Non accetteremo mediazioni: o i nostri diritti o gli interessi dei soliti noti! Alle cariche risponderemo con la partecipazione, scuola dopo scuola, piazza dopo piazza. La prossima volta saremo ancora di più!'Questa è la Scuola, la Scuola dove ogni giorno lasciamo e prendiamo un pezzetto della nostra vita. La scuola che rappresenta la conoscenza, la collaborazione, la costruzione di identità e la consapevolezza, rincorrendo i valori dispersi nel mare del declino della nostra società. Questo è l'ascolto dei nostri governanti eletti da nessuno, che spacciano illusioni credendoci incapaci di analisi, di individuare il nesso che non trova senso nell'incapacità di collisione tra noi e le loro peculiarità: dettate dal un delirio di onnipotenza che non rispetta una promessa culturale, relazionale, innalzate dai loro dogmi a furor di fiducie, non assumono costrutto se non nel esautorare il principale obiettivo della Scuola. Progettare e costruire in una prospettiva di adultità, di inclusione, di interazioni con l'ambiente che rendono i nostri ragazzi partecipi non del centro del mondo, ma assioma del mondo, per innalzare i loro funzionamenti superiori, interiorizzati per risalire e trasformarsi in un divenire importante di una società educante. Ma a chi ci governa non importa nulla dei nostri ragazzi, dei nostri sforzi di essere quello che loro ci richiedono di essere. Dare valori che non ci sono più, o meglio che son stati sostituiti dal denaro, unico vero punto di riferimento di un modello economico che ha fallito, sia nella sua promessa di benessere per tutti, sia in quella di progresso infinito. Più spendiamo per sentirci a posto, in corsa, integrati, più i media ci segnalano che non lo siamo per nulla, e allora via a comprare, a indebitarsi per avere, avere, avere, ma sapendo in fondo all'anima che non servirà, come sempre, nè a sistemare il nostro disagio esistenziale, nè a sistemare altro, del nostro mondo, figlio dello spaesamento. Il Nichilismo è un punto di riferimento per chi non sa più dove guardare, per orientarsi, per dare senso ad un'esistenza frenetica e vuota, in assenza delle figure genitoriali che spesso lasciano alla scuola il compito dell'educazione dei figli, senza spalleggiarla o sostenerla in questo. Noi siamo parte del loro percorso, della loro trasformazione, dei loro dubbi che diventano i nostri, delle loro vite sospese da uomini che la Scuola la prendono per spot elettorale, per trovarci poi attori di una farsa costruita per destabilizzarci e per denigrarci ancor di più. Ci rispondono con il manganello e noi risponderemo eliminando l'io e trasformandolo in noi. Noi, che non abbiamo diritti, ma sempre il dovere di chinare il capo. E' ora di rialzarci tutti in nome della costituzione e della tutela che siamo tenuti ad avere per i nostri ragazzi, con la speranza che imparino dalla nostra esperienza, e ci sostengano nel nome della verità e dei nostri pugni stretti e scarpe rotte che ci accompagnano nei nostri sogni, progetti e amore, nonostante l'ignoranza che scroscia dalle loro bocche sempre sorridenti solo per mascherare il loro ghigno sardonico. La politica è un mercato di scambi più o meno trasparenti, dove i poteri criminali limitano la democrazia, utilizzando i media per manipolare. Le Scienze sociali, psicologia, pedagogia, sono al palo, per mancanza di fondi e quindi la ricerca langue, non produce più alcunché di nuovo. Allora è lecito chiedersi, che fare? come reagire? come dare senso a una melassa che ne ha sempre meno? Non ho una risposta precisa ma è necessario costruirla partendo da noi, dal nostro dentro, visto che fuori, siamo circondati dal deserto e da una affollata solitudine, egoista e diffidente. Non innalzeremo mai bandiera bianca, ma innalzeremo le bandiere della conoscenza, l'astuccio dei colori, intonando canti, leggendo poesie, incarnando la vita che ci spetta. E' un nostro diritto, che deve diventare legge, la nostra legge che non vuole spartire illusioni, ma realtà concrete per tentare di reagire contro chi ci vuole banderuole pronte a diventare sordi, ciechi e muti. Saremo i barbari del deserto che attaccano l'oasi per poterci dissetare. Prima di soccombere.