Vita da precaria

31 Gennaio Gen 2016 1514 31 gennaio 2016

La Buona Scuola:" Asini o caporali?"

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Caro Tommaso, la Scuola che noi amiamo, quella che ci ha dato tanto, quella che abbiamo pensato pomeriggi interi discutendo, rilevando le sue criticità ma anche la forza e la poesia che ci dava ogni giorno, ecco proprio quella Scuola la vogliono smantellare, come fosse una statua romana da coprire con gli scatoloni nelle occasioni dove i soldi valgono di più della cultura, della nostra storia, della nostra memoria. Ti comunico l’ultima nefandezza del nostro Governo illegittimo, il quale legifera senza pensare all’immenso dramma che sta innescando non solo a Scuola ma anche nella vita di persone, ragazzi, famiglie. Ecco, ora te lo dico: vogliono dividere gli studenti tra bravi e asini dividendo le classi in gruppi di livello per cui i bravi staranno con i bravi e quelli che hanno qualche difficoltà non potranno che essere per sempre considerati fuori dal gioco della curiosità, della relazione tra pari. Chiusi in un voto che incasella le persone in un numero così distante dal loro sguardo diverso e per cui unico. Sai Tommaso, non vogliono solo dividere gli studenti ma anche noi insegnanti. Pensano di misurare la bravura di un docente in base ai risultati di prove standardizzate, o ai voti che riescono a conseguire gli alunne e gli alunni e questo lo sai bene, vuol dire che la scuola ha già fallito in partenza il suo compito formativo ed educativo. Si dimenticano che il nostro compito è consentire a bambine e bambini, a ragazze e ragazzi di entrare a scuola ed uscirne migliori. Sollevare le sorti svantaggiate di alunne ed alunni che altri considerano già segnate. Questo vuol dire essere un buon insegnante. Ed è questo che io ritengo la buona scuola. Nessuna legge potrà mai obbligarmi ad incuneare le persone in un segno rosso, in un voto che potrebbe essere 6 o 9 a seconda della prospettiva in cui lo guardi. Noi abbiamo sempre pensato che l’unica legge che dovrebbe essere rispettata è quella dell’individualità. Della diversità e della propria unicità. “L’idea che si migliora la scuola trasformandola in una corsa ad ostacoli è letale”. Così scriveva A. Asor Rosa. Una scuola concepita per promuovere le eccellenze è profondamente diversa da quella che vuole promuovere opportunità, dove il valore individuale e collettivo degli alunni è basato sull’inclusione e sulla partecipazione. Non sanno che stanno minando le fondamenta di una Scuola finalizzata alla crescita, alla consapevolezza e alla scoperta di ogni identità dove la Scuola è lo specchio della libertà. Se penso al merito mi vieni in mente tu, tesoro mio, quando ti hanno umiliato perché sempre primo davi occasioni vere a chi veniva considerato ultimo. Proprio come diceva Don Lorenzo Milani con illuminante senso della vita: “Se si perde loro (gli ultimi) la scuola non è più scuola. E’ un ospedale che cura i sani e respinge i malati”. Il merito lo vogliono distribuire a chi per caso e per convenienza fa propri con baldanza, la politica dominante comprata per un pugno di euro e per un potere mercificato all’accattone di turno. La meritocrazia è l’antitesi della democrazia, che vuole distinguere, separare, dividere, classificare, selezionare, differenziare, livellare. Al contrario di quello che noi abbiamo sempre operato: il pensiero autonomo, indipendente, divergente, creativo, così adulterando il principio di uguaglianza. Michael Young diceva :” Gli uomini si distinguono non per l’eguaglianza, ma per l’ineguaglianza delle loro doti”. E sai chi la pensa come noi? Non tutti i sindacati che avevano promesso lotta dura senza sconti per nessuno. Ti ricordo: Settembre 2015: “Da oggi facciamo ripartire la nuova fase di mobilitazione della scuola». Parole di Domenico Pantaleo, segretario della Flc Cgil che venerdì mattina ha guidato la riunione delle Rsu del mondo della scuola arrivate da tutta Italia al Teatro Quirino di Roma. Erano schierati sul palco tutti i sindacati della scuola: Flc Cgil, Cisl, Uil, Gilda insegnanti, Snals Confsal. Tutti insieme per fare il punto sulla 107, la legge della Buona scuola, e per preparare le nuove mosse per contrastarla. E il 23 settembre il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini li aveva convocati tutti al Miur dicendo: «Siate parte del cambiamento con noi», E sai come è andata a finire? Parole di Stefano D’Errico:” Le loro RSU, tranne la Gilda, si sono accomodati nei comitati di valutazione dei docenti, architravi della controriforma così ambiti dai “contrastivi”. E non è tutto caro Tommaso: si sta avverando un presagio distruttivo, una battaglia contro la L. 107/2015 che purtroppo ha fatto e fa proliferare “sceriffi e conigli” E pensare che tanti avevano promesso un”'Vietnam” nelle scuole ma purtroppo da Settembre si sono abituati a volare basso, troppo basso. Queste parole che io prendo e do a te mio grande amore, lo faccio per l’immensa stima che ho di queste persone che stanno combattendo per noi e insieme a noi. Paolo Latella dell’UNICOBAS continua ad incitarci, a spronarci, a esortarci facendoci soffermare sulla gravità del momento dicendo:” E' assurdo che ai docenti a tempo indeterminato venga vietata la partecipazione ai concorsi. Come assurdo sia il divieto di trasferimento in altra regione! Come assurdo sia la chiamata diretta in mano ai dirigenti.
La battuta che circola in molte presidenze: "Il prossimo anno, prima di nominare un docente verificherò che non abbia la 104”; A giugno 2016 quanti insegnanti saranno considerati "super docenti" premiati dal dirigente e quanti verranno rinviati "a giudizio" al prossimo anno? E quanti invece non vedranno riconosciuto l'ottimo lavoro svolto? Non mi riferisco ai commi 126, 127, 128, 129 e 130 della Legge 107/2015 che definiscono i criteri del bonus ma immagino centinaia di migliaia di colleghi che in tutta Italia verranno penalizzati perché, per scelta personale, non partecipano a progetti e iniziative all'interno dell'istituto ma preferiscono "semplicemente" insegnare e lo fanno con grande professionalità; il comitato di valutazione valuterà tutti gli insegnanti ma chi valuterà i dirigenti e i componenti del comitato di valutazione? Useranno l'autocertificazione e scriveranno che non esiste alcuna competenza specifica né nel Comitato né tanto meno tra i dirigenti scolastici per individuare il merito dei docenti.

E mentre il Governo copre le statue che tu amavi tanto e che mi descrivevi con immenso amore e che un parlamentare ha giustificato così:“Qual è il dramma? per venti miliardi avrei fatto anche di più”, loro danno 500 euro ai 18enni per mandarli nei musei e sconfiggere i fondamentalismi con la cultura e poi per accontentare un boia, fanno scempio della bellezza, dell’arte, della storia. Ci vogliono obbligare a fare come fanno loro: nascondere i ragazzi che hanno bisogno di un sostegno per essere già discriminati alle soglie del loro destino. Vogliono che facciamo finta che non esistano, che facciamo di loro dei destini segnati, dei percorsi sbagliati. Vogliono che li occultiamo, perché in questa società vincono gli opportunisti e non chi dà opportunità, vince chi sa bene le tabelline e non chi con i numeri compone una favola. Vogliono che li celiamo perché non rappresentano nulla per chi il nulla lo trasforma in voti di scambio. Vogliono che tacciamo, perché la Democrazia per loro non esiste e fatalità li trova sempre seduti dalla parte del torto. Dalla parte della ragione si sono già accomodati chi non ha mai letto i loro occhi quando la mattina appena entrati nelle loro aule, salutano con un sorriso che ti dà la forza di crederci sempre e per sempre. Come hanno sempre dato la forza a noi Tommaso, figlio mio.