Vita da precaria

7 Febbraio Feb 2016 1248 07 febbraio 2016

Venghino signori! La Buona Scuola è servita!

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Signore e signori venghino!!! La Scuola va in scena, la Scuola vale una cena, la Scuola vale tanti premi e più panini mangiate. Ecchisenefrega se avrete come Spurlock nel film documentario“Super Size Me” casi di tachicardia. Non importa se il vostro fegato si trasformerà in paté, l’importante è che andiate a mangiare da McDonald’s dove ci sono tante iniziative per gli studenti e premi esclusivi per le scuole. Non importa se al processo contro McDonald’s e dopo la denuncia di Morgan Spurlock, i legali della difesa hanno dichiarato che è di pubblico dominio il fatto che i procedimenti usati per la preparazione del suo cibo lo rendono più nocivo del cibo non trattato. Tutti allegri dai, perché in origine venivano usati i polli troppo vecchi per deporre uova, ora dobbiamo festeggiare con un bel frullato al burro di arachide e pancetta dolce, quando i nostri studenti intendono finanziare la loro Scuola condizionati da messaggi pubblicitari occultati da intenzioni repellenti. Vengono usati come Pinocchio nel Campo dei Miracoli, attratti da enormi panini untuosi da cui calano grassi che solo a vederli il fegato si nasconde dietro ai reni che a sua volta si nascondono dietro lo stomaco che a sua volta loro padre comprò mangiando i McNuggets provenienti da polli dal petto insolitamente sviluppato. Infatti la polpa disossata diventa una specie di tritato di pollo, dopodiché viene mischiata con stabilizzanti e conservanti, pressata nella forma che conosciamo, impanata, fritta, surgelata e distribuita nei vari punti McDonald's. Il "cibo di McFrankenstein", preparato con ingredienti assolutamente sconosciuti in cucina. L’importante come diceva qualcuno è partecipare e diverse scuole italiane, consce di diseducare a livello alimentare i propri allievi, hanno partecipato all’iniziativa PUNTI CHE CONTANO. Tutto si svolge così. Tu vai a mangiare in questi roccheforti del colesterolo che a lungo andare ti rendono dipendente dall’immondizia che ingurgiti, porti la mamma, la nonna, la zia, i cugini, lo zio i pronipoti, la vicina di casa, l’amica del cuore e l’amante, li costringi a spalmarsi il viso di maionese, ketchup, mostarda patatine fritte e Coca- Cola, metti loro un bavaglino e imbuto li fai deglutire con la benda sugli occhi il super megagelato alla panna, vaniglia, crema cioccolata, pistacchio e fragola, li porti rantolanti e rotolanti verso casa assicurandoti che il loro telefono funzioni in caso di malore, metti in uso per le persone anziane, il cellulare con il pulsante SOS per allertare il più vicino Pronto Soccorso e sottrai loro i punti degli scontrini. Li assegni alla Scuola di tuo figlio che nel frattempo è ingrassato 15 kg, è diventato depresso e tende a non masturbarsi più (cosa sana e salutare ma tutto ciò non te ne frega), perché la sua Scuola riceverà un premio per rinnovarsi e riceveranno tanti materiali per crescere meglio…. E tu, in un delirio di onnipotenza, ti senti il Ministro dell’Istruzione Giannini e grande come il premier Renzi: “Finalmente avete cambiato il verso alla Scuola Pubblica. L’ avete resa migliore!” Si sa che fra i capisaldi finanziari della Legge n. 107 del 13/07/2015 (c.d. "Buona scuola") spiccano i seguenti punti, come evidenzia lo stesso legislatore: "Le risorse pubbliche non saranno mai sufficienti a colmare le esigenze di investimenti nella nostra scuola" e ancora, per rincarare la dose: "Sommare risorse pubbliche a interventi dei privati è l'unico modo per tornare a competere", e, come non bastasse: "... per le scuole deve essere facile, facilissimo ricevere risorse". E prendendo una pillola digestiva mi chiedo:” E se invece di finanziare in maniera forse maggiore le Scuole private le quali godono già di privilegi inattuabili nelle Scuole pubbliche, rendessero meno mortificante questa giostra di sponsor che rendono privata l’Istituzione pubblica? Io mi vedo già in una Scuola 3.0: insegnanti, collaboratori ATA, segreteria, team della Presidenza e il Preside in persona, con grembiulino e cappellino che acclamano le magnificenze dei tortellini Eataly l’azienda fondata da Oscar Farinetti, oppure reclamizzare i prodotti del Mulino Bianco con una famiglia che si sveglia al cucù del gallo, una madre già perfettamente truccata, sorridente e spaventosamente serena mentre nutre la sua famiglia e parla con la gallina Rosita. Il papà palestrato e incravattato con un sorriso a 32 denti sbiancati dal dentifricio che attrae uomini e donne, con lo yogurt denso di “bifidus actiregularis” che aiuterà la sua flora intestinale a defecare in fretta, per poi andare a lavoro a reclamizzare la bontà delle azioni Banca pop Etruria. Il Comitato di valutazione fonderà i suoi criteri sulla crescita di peso e foruncoli degli studenti, i neoassunti in fase C, i cosiddetti “potenziatori”, saranno giudicati in base a quanti bollini riusciranno a raccogliere di classe in classe e i “docenti contrastivi”, saranno usati come ragazze e ragazzi pon pon felici di organizzare balletti ogni fine ora per ricordare il marchio della carta igienica più delicata ai frequenti incontri con le nostre esternazioni naturali. Se non faranno ciò potranno andare in aspettativa per motivi di salute, non godere della pausa pasto e soprattutto del salario minimo garantito E’ così da alcuni anni diverse catene di supermercati hanno siglato con le scuole progetti di fund raising che è una espressione inglese traducibile semplicemente in raccolta fondi senza finalità di lucro. Ma il lucro è sicuramente di migliaia di specialisti di ogni genere che dovranno curare famiglie al completo per disintossicarli dal logorio della vita moderna. Ma intanto la Scuola pubblica ogni anno di più disossata dai finanziamenti statali come un coniglio ripieno, riceverà quanto le spetta di diritto, da supermercati o catene alimentari riempiendo carrelli di tre per due o acque della salute che fanno fare plin, plin. Insomma diventeremo con questa ottima trovata del Governo depurati nell’anima e puliti dentro e belli fuori. Prendo dal sito www.infoaut.org: ” Non si tratta più dell’iniziativa spontanea di sparuti genitori che si prodigano nella raccolta e offrono alla scuola il frutto di tanto impegno. Oggi sono le stesse scuole, i Dirigenti, che invitano i genitori a fare la spesa in alcuni supermercati e a consegnare i bollini e i buoni ai referenti di plesso o ad inserirli nei contenitori predisposti all’ingresso delle scuole. Con o senza l’approvazione del Consiglio di Istituto. Quegli stessi Dirigenti che negli ultimi dieci anni non hanno osato proferire parola quando venivano sottratti alle scuola sette miliardi di euro, che hanno assistito passivamente alla distruzione del tempo pieno, che non hanno osato indignarsi, leali impiegati ministeriali, quando il Ministero non erogava le necessarie ore di sostegno, quegli stessi Dirigenti ora invocano impegno e devozione delle famiglie nella raccolta dei bollini. Ci chiedono di abbandonare il mercato di zona, la panetteria sotto casa, il salumiere della via accanto e di recarci a fare la spesa nei loro supermercati di “fiducia”. Con i loro bollini la scuola potrà finalmente dotarsi di quegli strumenti che l’Amministrazione lesina, impegnata ad applicare, nel diffuso silenzio ed disinteresse di una parte non trascurabile del mondo della Scuola, delle famiglie, della politica, i tagli previsti dalla spending review. Le famiglie degli studenti diventano oggetto di campagne pubblicitarie e di fidelizzazione. Il diritto costituzionalmente garantito all’istruzione diventa il veicolo per la trasformazione delle famiglie in fedeli consumatrici. Il ricatto del contributo “volontario” non è più sufficiente per soddisfare le esigenze primarie. E in effetti i cataloghi delle due catene sono ricchissimi. Non manca nulla, dalla “confezione di forbicine creative” alla “chitarra acustica base per principianti”, dalla “Tv a led a 48 pollici” alla “multifunzione a colori che permette di stampare, fotocopiare, fare scansioni ed inviare fax”, dal “set di cuffie con microfono” allo “scheletro umano su piedistallo con ruote”. Insomma, tutto quello che occorre per allestire un’aula informatica, per dotare di cancelleria la scuola, per attrezzare l’aula “intrattenimento”, di scienze, di lingue straniere. Ma quanti bollini servono per richiedere un bene in catalogo? Quanta spesa occorre fare per elemosinare un computer per la nostra Scuola? La replica del sottosegretario all'Istruzione, Davide Faraone non si fa aspettare:” Abbiamo fiducia nelle scuole. È finita l'era del centralismo ministeriale, ‪#‎ labuonascuola ha inaugurato una nuova era dell'autonomia. Un'autonomia reale, non più soltanto sulla carta ma rafforzata da soldi e persone”. Praticamente chissenefrega e le bustine per il mal di stomaco procuratevele nel kit “Adotta un insegnante” sponsorizzato dalla A.A.A Insegnanti alla ricerca dell’identità perduta.