Vita da precaria

14 Aprile Apr 2016 1854 14 aprile 2016

Don Milani :” A che serve avere le mani pulite se si tengono in tasca”. Domenica andiamo a votare.

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Un Paese che distrugge la sua scuola non lo fa mai solo per soldi, perché le risorse mancano, o i costi sono eccessivi. Un Paese che demolisce l’istruzione è già governato da quelli che dalla diffusione del sapere hanno solo da perdere. Italo Calvino

Le parole di Italo Calvino oggi sono più che mai attuali e ci aiutano a capire in che Paese viviamo. Un Paese che alla vigilia di un referendum, vede il Governo inneggiare all’astensionismo, a delegittimare la sovranità popolare come l’ultima beffa di un potere asceso senza la volontà dei cittadini. Ed io come insegnante, madre e portatrice sana di resistenza all’illegalità, sono profondamente offesa da questo atto incostituzionale e antidemocratico, il quale non offende solo l’integrità di tutti noi, ma intacca quell’esempio inscindibile che potrebbero far proprio i nostri studenti. Ma noi insegnanti, ultimi intellettuali rimasti in un’Italia depauperata da logiche ripiegate sugli interessi di pochi, stremati da frammentazioni sociali attorcigliate su nepotismi e riverenze fraudolente, diciamo no all’astensione, no alla morte della democrazia. Noi insegnanti andremo a votare contro i poteri discrezionali del dirigente di scegliere i docenti, di confermarli o mandarli via dopo un triennio e di premiarli per un presunto “merito”, con il pericolo di gestioni clientelare delle assunzioni e di limitazione della libertà di insegnamento; l’obbligo per le scuole di fare almeno 400/200 ore di alternanza scuola-lavoro, che riduce l’insegnamento a favore di attività che spesso diventano lavoro gratuito e imposizione agli studenti di prestazioni dequalificate; la possibilità di effettuare donazioni a singole scuole, con il rischio di finanziamenti privatistici, competizione tra le scuole, disuguaglianze e favori fiscali a coloro che frequentano istituti privati. Firmare significa schierarsi a favore di pluralismo di idee e metodologie, collaborazione democratica negli organi collegiali, piena autonomia delle scuole nel decidere il proprio Piano dell’Offerta Formativa, erogazioni di fondi all’intero sistema nazionale di istruzione. Cit. Mauro Presini. Ma non solo, andremo a contribuire all’unità di un Paese democratico ri-ferendo la nostra opinione sulle Trivelle zero, sugli inceneritori e sui beni comuni. Comuni vuol dire che sono nostri e solo noi possiamo e dobbiamo decidere. Un Paese che demolisce la sua Istruzione, cioè la sua cultura, il suo sapere, la sua conoscenza e la sua sapienza, ha motivi potenti per rendere popolare l’ignoranza. Il referendum è uno strumento imprevedibile, il potere si trasferisce al popolo e quel governo che pretende di governare sotto l’apparenza di una costituzionalità ricevuta, può vacillare sotto la carta e le matite: le nostre uniche difese. Un Governo che come tattica metodologica mira alla scissione discriminatoria, bonus per imbonire chi teme come gli insegnanti, i giovani e adesso i pensionati. Persone che pensano deboli e invece persone che non paventano nessun timore, persone che hanno una memoria storica e un futuro da dimenticare. Questo Governo che invece di puntare sull’istruzione continua a smantellare classi, insegnanti, dignità, aiuto ai disabili, stipendi e contratti obliati tra le cose che non interessano più. Dovremmo prendere ad esempio i nostri cugini d’oltr’alpe che i nostri media non fanno vedere, in rivolta contro queste criminali politiche neoliberiste. Questo tipo di Stato sta sfasciando principi irrinunciabili, fregandosene della Costituzione e inventando leggi di comodo, fornisce informazioni offuscate, inventa concorsi per insegnanti già abilitati che da anni edificano la Scuola Pubblica. Ci sono insegnanti che per protesta vendono la loro abilitazione su E-Bay, insegnanti di ruolo incastrati a migliaia di Km da una mobilità pensata da persone asociali e con disturbi di paranoide. Loro il Partito del Family Day!. Nella distopica visione di chi, non eletto, ci governa, è fondamentale minare alla base l'unica istituzione in grado di generare esseri pensanti dotati di senso critico e libero arbitrio. Mirano all’azzeramento di una cultura millenaria, svenduta al mercato in nome di un'Europa costruita soltanto a vantaggio di pochi. Questa politica sta distruggendo tutto quello di buono che il nostro popolo si era conquistato con tante lotte solidali, unioni di cuori e di speranze. Ma devo ammettere una cosa: stanno facendo risvegliare coscienze e rinvigorire quell’urlo interiore e quella voglia di combattere insieme per i nostri diritti, per quelli dei nostri studenti e per un mondo migliore! Allora domenica andiamo a votare perché il referendum è bellissimo, si vota ma non si elegge nessuno tranne la Democrazia. Raccogliamo la lezione di Don Milani :” A che serve avere le mani pulite se si tengono in tasca”. Andiamo a votare sì.