Vita da precaria

10 Febbraio Feb 2017 1925 10 febbraio 2017

Scuola, droga e rock n roll

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Cari colleghi vicini e lontani dopo aver passato la nostra vita tra concorsi, abilitazioni, corsi di specializzazione, corsi di formazione, master, nevrosi dovute alla comprensione di leggi scritte da chi non ha mai messo piede in una scuola, (che siano state scritte anche da alcuni dei 600 docenti universitari che ci accusano di non insegnare bene?), e ci siamo formati per corsi di sopravvivenza, antiincendio, prevenzione terremoto, alluvione, ancora non ci siamo mai fermati. Abbiamo preso lezione pratiche di: respirazione bocca a bocca, defibrillatore, malattie contagiose, corsi per essere aggiornati su DSA, PEI, PDF, PDP, Flippedclassroom, Cooperative-learning, Inclusione, Intercultura, Curriculi d’istituto, POF, PTOF, UdA, BES, ADHD, PDP, PEI, PTOF, RAV, PNSD, CLIL, INVALSI, EQF, Certificazione delle competenze, progetti PON, e tutte le sigle immaginabili e anche quelle che immaginiamo dopo una colica renale. Sappiamo di essere responsabili dell’incolumità dei fanciulli, del loro apprendimento, del loro sviluppo cognitivo, emozionale, sessuale. Dobbiamo e vogliamo essere impegnati, preparati, organizzati, tolleranti, racconta-storie (StoryTelling) e, inoltre, aperti a domande, innovativi, Early-Adopter, animatori digitali, social, esperti del web. Partecipiamo a riunioni di ogni genere comprese quelle di condominio, dipartimenti, consigli, incontri con psicologi, psichiatri, operatori sociali ed educativi, riunioni di plesso, Consiglio d’Istituto, Comitato genitori e aggiornamenti. Durante le gite scolastiche dobbiamo essere provetti meccanici, sorveglianti di alunni e autisti, accompagnatori e spalla sui cui far piangere la ragazzina appena lasciata dal fidanzatino. E va bene, tutto ciò mi va bene. È il mio lavoro e lo amo, ma leggendo che è stata approvata la mozione presentata in consiglio Regionale della Lombardia dal capogruppo di Fratelli d’Italia, Riccardo De Corato, che intende portare in Conferenza Stato-Regioni la proposta di una legge che renda obbligatori i controlli antidroga su medici e insegnanti, mi si è scatenata un’orticaria dilagante. Ora, io non voglio essere santificata, il mio lavoro non è una missione ma una professione, e l’ho scelto perché desideravo essere insegnante, trasmettere emozione, condividere passione, discutere e aprire scenari quasi sempre nascosti, far emergere le qualità e le competenze che tutti i ragazzi del mondo hanno, coinvolgere, spiegare l’importanza della partecipazione, contribuire alla costruzione del pensiero critico, educare alla libertà. Questo ho scelto e lo faccio con impegno e cura, ma questa proposta indecente degna di persone che forse hanno la velleità di far tornare la scuola con i sabati fascisti, è inaccettabile e vergognosa. Una richiesta che sembra venir fuori da una mente allucinata e schizofrenica. Oltre a passare per fannulloni, mangia ferie a tradimento, incapaci di insegnare la grammatica, di non far fare riassunti, sintesi, essere incapaci di tenere relazioni adeguate con le famiglie e le varie discendenze, di non voler farci valutare da test opinabilissimi, di non voler bocciare o di non voler promuovere, di dare troppi compiti o di non darne, di non aver empatia o di essere troppo amichevoli, essere sottoposti ai controlli antidroga la dice lunga su chi ci governa e cosa capisce di Scuola. La dice lunga sul valore che danno agli insegnanti e al loro compito, sull’opinione che hanno di un professionista preparato e pilastro di una società costruttiva. Vogliono criminalizzarci solo per ottenere sporchi voti in una disputa politica che ci sta distruggendo. Ma nonostante abbia l’orticaria, la mia mente è ancora lucida, e proporrei il test antidroga ai nostri governanti dopo aver visto come stanno demolendo la Scuola, i ragazzi e l’Italia. Un bel test con tanto di cane antidroga (vedi mai che la volessero spacciare durante le votazioni in aula), analisi dei capelli e, perché no, anche quelle delle urine.

Perché come diceva Gaber, “Il bagno è sempre in fondo a destra”.

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