Vita da precaria

13 Maggio Mag 2017 1622 13 maggio 2017

L'Isola dei docenti

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Forza ragazzi, anche per noi è arrivato il momento tanto atteso del reality show. Finalmente saremo televotati da casa, avremo le nostre tifoserie, le casacche rosse e blu, una commissione che ci giudicherà. Ci giudicherà, se sapremo ottenere il rispetto delle regole e la disciplina all’interno della nostra classe. La pubblicità del programma che ci vuole ingaggiare recita così:” Insegnare è la tua missione? (Missione? Evidentemente pensano che noi docenti impersoniamo suore e preti pronti a salvare l’umanità. Forse non hanno letto Mark Twain che diceva:” La prima cosa che un missionario insegna al selvaggio è l'indecenza”). Questa grande società televisiva è una società multinazionale che produce format televisivi esportabili in tutto il mondo: ha infatti delle sezioni logistiche in tutti i più grandi mercati televisivi europei, Italia compresa. Avete mai visto Pechino Express, L’Isola dei Famosi? Ecco, proprio quella, e cercano insegnanti da far pasteggiare ad un pubblico che già ha un’idea di noi malconcia e irrispettosa, per farci irridere ancor di più da persone con una birra davanti, le gambe sollevate su un tavolino e il rutto facile, che non è mai entrato né in una Scuola Pubblica e, tantomeno, in una classe. Sembra che ci siano moltissime candidature, ma a valutare se siamo dei docenti in grado di fare il proprio lavoro sarà il pubblico. Chissà quale sarà la commissione? Cosa dite: Malpezzi, Gelmini, Giannini, la Picierno. Bene, così sicuramente ci insegnerà come con 80 euro far quadrare il bilancio di una scuola, e, poi, sicuramente un rappresentante della Confindustria. Perché noi, ed è ora che lo sappiamo, siamo solo strumenti di un budget che, a seconda di quante armi vendono, di quanto elargiscano per salvare le loro banche o sponsorizzano campagne per la natalità, diventiamo lavoratori o disoccupati. In cosa dovranno cimentarsi questi insegnanti per dimostrare il grottesco dove ci vogliono buttare? Probabilmente questi insegnanti, dovranno entusiasmare una classe fasulla costruita con attori presi per caso, facendoli recitare una poesia a memoria? Dovranno affrontare genitori presi da “Forum”, e coprirsi di vergogna di fronte alle loro sfrontatezze che stanno dilagando come le menzogne che ogni giorno leggiamo sui giornali? Avremo Maria De Filippi, che racconterà la nostra storia, passeggiando su e giù su quei tacchi raccontando la nostra vita precaria, vagabondi con la valigia in mano, i nostri scioperi, gli insulti presi da politici che inneggiano al razzismo, all’ingabbiamento dei Rom in un cassonetto, all’incitamento di giornalisti a prenderci a manganellate, colpevoli secondo loro, di non essere abbastanza grati a chi ha distrutto una Scuola smantellandone i veri valori? Certo Rondolino, potrebbe essere un ottimo giurato. Farebbe alzare l’audience, ed abbassare ancor di più il valore indicibile di noi inseganti della scuola pubblica, con i suoi slogan intolleranti. Potrebbero giudicarci come dovremo comportarci con ADHD, BES, alunni con disturbi del comportamento, ragazzi che entrano ed escono dalla galera, da ragazzi che sopravvivono in villaggi SOS. Potranno giudicarci su come comportarci con ragazzi di diverse etnie, neo giunti, Rom, Sinti e molti altri.

20, 8, 4 anni sono gli anni delle tre sorelle, arse vive. Dei Rom parlano solo quando c'è delinquenza. Quando devono evidenziare la nostra appartenenza etnica. Sono 80 anni che fanno campagne elettorali sulla loro pelle. Come se tutti i mali del mondo fossero colpa loro. Sono morte tre sorelle dentro un camper. Notizie di sfuggita nei telegiornali, del resto sono morte tre zingare, come le chiamano volgarmente. Il razzismo esiste, la diretta conseguenza è l’emarginazione sociale. (Alievski Musli). Noi insegnanti abbiamo rispetto di chi è diverso, senza classificare. È tutto qui il male. E noi insegnanti oltre a dover rendere i nostri ragazzi persone che potranno scegliere nella loro vita, leggere un contratto di lavoro, sapere e capire i loro diritti, combattere il bullismo, la discriminazione anche tra allievi diversamente abili, e ragazzi che nella famiglia trovano l’humus e un retroterra che ancora non vuole evolversi, dovremo entrare in una corrida. Come i dilettanti allo sbaraglio, come Master Chef, come Amici, come tronisti. Eppure io credo che mostrare ciò che realmente viene svolto a Scuola sarebbe bellissimo, ma non così. (Lara Cardella)

Ora io aspetto che qualche Partito, o Movimento, si dichiari senza cortesia, contro questa infamia. Voglio che qualcuno ci difenda, ma non perché la televisione è spazzatura e lo sappiamo da tempo, ma perché sulla scuola nessuno si deve permettere di creare business, trasmissioni, e amenità. Aspetto che qualche associazione denunci questa realtà, aspetto che qualcuno ci difenda in nome della Costituzione e dell’Istituzione in cui ogni giorno da persone normali, ci trasformiamo in eroi.

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