Vita da precaria

17 Maggio Mag 2017 2011 17 maggio 2017

Grazie Ministra Fedeli

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C’è stata una conferenza streaming in presenza del Ministro Fedeli. Conferenza contro il bullismo condotta da Paolo Ruffini. Ricordiamolo: la giornata doveva trasmettere una valore importante, quello del rispetto.
Un valore promulgato nell’Articolo 3 della Costituzione – in cui si parla di uguaglianza, di dignità sociale e di rimozione degli ostacoli sociali – e che si connette fortemente a quelli che dovrebbero essere gli obiettivi di base della scuola. In effetti non so perché sia stato scelto proprio Paolo Ruffini, un attore e presentatore che con la Scuola non ha nulla da spartire. Io ne ho viste tante di queste grandi attrattive: attori che recitavano una parte, ben pagati, con la battuta pronta, il giusto silenzio, l’attesa studiata. La domanda incalzante, la finta incazzatura, il copione sbattuto per terra. Per niente originale. Questi attori, e guardate bene che sono attori, hanno uno spirito commerciale, superficiale a volte diabolico. Nessuno e dico nessuno, si metterebbero mai a discutere di scuola senza una preparazione, una coscienza politica, una conoscenza di un tema così scottante e vasto. Ma Paolo Ruffini fa presenza, e rispecchia l’innalzamento dell’auditel. Il fantastico in tutto ciò, è che la Ministra Fedeli abbia scelto un’ignorante” in materia, ci fa pensare quello che tutti noi pensiamo. Avrebbe potuto chiamare Benetton, la famiglia Missoni o le sorelle Fendi. Rappresentanti tessili. Ruffini lo conosce chi che guarda i reality, il film di una certa tendenza, insomma una persona di un discreto successo senza infamia e senza lode. Tutte le conferenze, tutte le discussioni che possono apportare aiuto e appoggio ai ragazzi, per me, sono utili. E come in tutti gli spettacoli dal vivo c’è stata la variabilità degli utenti, degli spettatori e di chi ascoltava. Certe Scuole hanno chiuso la diretta perché indignate dalle molte parolacce, dette a sproposito, senza nessuna connessione con il vero problema. Hanno preferito spegnere il collegamento per non creare traumi agli studenti, invece di interagire, invece di pareggiare il conto con chi li stava sfruttando. Il linguaggio era troppo scurrile. E, qui scusatemi, ma l’ipocrisia, la falsità e il bigottismo che regna nell’apparenza del nostro lavoro, mi rende furibonda. Si sono scandalizzati delle parolacce e che a scuola sono un interloquire tra una parola e l’altra. Ma una cosa è voler spettacolizzare un problema come il bullismo, l’altro è sapere come si parla con i ragazzi. Sentir dire:” Mi sta sua cazzo perché gay, è propaganda qualunquista. Prendere dei ragazzi gay che avevano le lacrime agli occhi, è offensivo per tutti i ragazzi e le ragazze che vivono il loro essere senza essere spettacolarizzati. Il tema era quello del cyberbullismoe dell'hate speech, e per parlare di questo, penso si potesse pensare non ad una persona che non sa nemmeno cos’è una Scuola, ma ad una persona che tramuti la comunicazione tra ragazzi da parole a volgarità. Secondo me, questo vuol dire non aver capito nulla di scuola , di insegnanti e soprattutto di ragazzi. Le parole offensive dette con leggerezza in Rete, parole che però rimangono e che tra gli adolescenti, creano conflitti, paure e insicurezze sono state stappate come una bottiglia di champagne avariato. Durante l'incontro c'è stata anche la presentazione del Manifesto della Comunicazione non Ostile. La Ministra si è tappata le orecchie dalle troppe parolacce, ma, purtroppo, non si tappa le orecchie per le nostre proteste, per il nostro contratto scaduto, per una mobilità indegna, e per tutti i problemi gravissimi che insidiano la scuola pubblica italiana

Un ragazzo ha apertamente affermato: "I gay mi danno fastidio". E mentre noi insegnanti combattiamo in prima linea contro il razzismo, questo ragazzo liberamente ha potuto affermare di odiare. Davanti a ragazzi che forse si sono strette le mani quando lui affermava che i gay, sono malati. Tutto ciò davanti ad un Ministro. Grazie, Ministro Fedeli, grazie agli ignoranti che hanno perorato la causa. Scusiamoci con i genitori dei ragazzi che si sono esposti al pubblico ludibrio di una persona che non sa neppure dove di trova l’atrio di una Scuola, e, scusiamoci con tutti i ragazzi che hanno dovuto subire lo sdegno di una platea da circo romano. Grazie Ministro Fedeli, e grazie a chi si presta ad argomentare temi così importanti, senza essere, senza avere, senza avere le parole. Il bullismo spezza i rami più belli che un ragazzo o una ragazza possiede. Poi il tempo passa e nasce un fiore nuovo. Chi non si arrende vince sempre. Il futuro che aspetta non lo si può deludere. Se Paolo Ruffini avesse detto questo, solo una semplice frase, avrebbe vinto sul bigottismo, sull’ignoranza e sui ragazzi che hanno dovuto pizzicarsi le mani per non piangere. Grazie Ministra Fedeli, la prossima volta, inviti noi insegnanti a parlare di quello che viviamo ogni giorno con i ragazzi. Vedrà che non si tapperà le orecchie, ma le spunterà una sorta di sorriso.

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