Vita da precaria

19 Maggio Mag 2017 2032 19 maggio 2017

Fatti più in là. ah, ah...

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Bologna, la svolta del Pd: scuola pubblica e privata sullo stesso piano.

Ma che grande notizia, già annunciata da anni e neanche così eclatante. Abbiamo fatto anni di lotta per questo, credendo in una sinistra che ci tutelasse, e invece, proprio questa sinistra camuffata da Berlusconi, ci ha traditi. Uguali? Scuola Pubblica e scuola privata? Qualsiasi persona potrebbe catturarne il senso. Ma il nostro governo, evidentemente, guidati da scambi di voto, intrallazzi imbarazzanti, ha deciso che siamo uguali. Noi, Scuola Pubblica Statale, e la scuola privata.

Ci sono riusciti, finalmente dopo anni di sotterfugi, di finanziamenti che come un miracolo apparivano da un bilancio statale in rosso profondo. Una Scuola paritaria, che in quanto privata e pagata, è da sempre condizionata nelle valutazioni e nelle aspettative, che non ha niente a che vedere con l’impegno di noi insegnanti in prima linea contro la chiamata diretta, contro le deleghe in bianco, contro la supremazia dei Ds sugli insegnanti pronti a garantire la competenza degli insegnanti, con provini, telefonate, interviste. Noi della Scuola pubblica ci assumono da il vestito che porti, per la dizione. Forse per il colore degli occhi? Io insegnante della la Scuola pubblica, e ne sono fiera, mi porto i pacchi di fogli per le fotocopie, compro le cartucce per i pc, porto il mio pc e il mio I-Pad per insegnare. Ma mentre gli insegnanti dele Scuole private, e credetemi ne conosco tante, senza abilitazioni e addirittura elette a direttrici, senza conoscere una legge, senza aver una corso di formazione, ma tanto brave a parlare con i genitori, e insospettabili sostenitrici di genitori che hanno figli geni, inclusivi, sociali, con pensieri divergenti, e con un’improbabile attitudine per la musica, il teatro, la pittura, il mosaico e l’arte del giardiniere, sono anche quelli che disertano assemblee, perché hanno il parrucchiere già prenotato, l’estetista che le sta già aspettando in pausa pranzo, e i padri con il SUV, giacca e cravatta che, dopo aver soddisfatto l’ultimo cliente , li vengono a prendere mentre stanno già dormendo sui divani consunti in portineria. Invece noi inseganti della Scuola Pubblica statale dobbiamo diventare esperti in
Alternanza, Scuola, lavoro,
PON, Dispersione, Integrazione, Psicologia. Poi, Hanno deciso che dobbiamo seguire il Sert, Sostegno, Positività e ottimismo, Pronto soccorso, Sicurezza,Cyberbullismo, animatori digitali, giornalismo, ambiente, legalità, corsi di recupero, viaggi d'istruzione, comunicazione, marketing scolastico, lingue, scambi con l'estero, azienda simulata, rapporti con il territorio.

La situazione attuale è questa: il governo grazie all'interessamento dei sottosegretari all'Istruzione e in particolare Toccafondi è riuscito a garantire ed aumentare i contributi alle scuole confessionali e private. Il business dei diplomifici è in aumento perché ci sono più studenti che si presentano come privatisti sia nelle scuole private e che pubbliche (ovviamente chi segue i corsi privati presso le note scuole di recupero anni devono poi presentarsi come privatisti nelle scuole statali). Dei controlli non si sa nulla. Come con la mafia. Se rimane tempo puoi anche insegnare la tua materia che dovrebbe essere la priorità. E dimenticavo con lo stesso stipendio. Parole di Paolo Latella.

Il rivoluzionario della nostra scuola ha spiegato nel suo libro e nelle sue denunce mai prese in considerazione, l’iter di tante scuole paritarie. E, adesso noi saremo parificate alle scuole private una volta demonizzate dalla Senatrice Puglisi ex sindacalista CGIL, ora presa dal sacro fuoco renzista, dalle varie blue bells palermitane, da chi di scuola non ne ha mai capito nulla. Dai prendiamoci anche questa, continuiamo a portare la carta igienica, la carta per le fotocopie, il tonner, le tastiere per i pc. Tanto le blue bells, quelle che protestavano tanto per la Gelmini, quelle che si strappavano le vesti, quelle che erano in prima fila contro le scuole private, ora improvvisamente hanno ritrovato intendimento, ragione, raziocinio, razionalità, con la poltrona sicura. Ora hanno acume, acutezza, ingegno, perspicacia, prontezza, sagacia, genialità. Ma secondo noi docenti della Scuola Pubblica Statale anche deficienza, idiozia, imbecillità. Peccato che loro sono funzionarie Miur, deputate e senatrice, perché se fossero insegnanti, non potrebbero neanche entrare nella nostra Scuola. Se non introdotte dalla bellissima canzone “Fatti più in là, ah, ah”.

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