Vita da precaria

21 Maggio Mag 2017 1638 21 maggio 2017

Io insegno musica, ma penso di insegnare la vita. Sempre con un sorriso.

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BOLOGNA - L’altro giorno a Parma Ezio Bosso ha presentato un suo libro, firmato con Guido Crainz e Ugo De Siervo, intitolato molto emblematicamente I miei primi 2 giugno (edizioni L’Io e il mondo di TJ) e dedicato ai bambini «per comprendere che quando si parla di musica si parla anche di libertà». Ha parlato di tante cose in cui io ho sempre creduto:” Io sono a favore del flautino, perché è uno strumento che tutti possono permettersi. E può diventare, proprio per questo motivo, una prima educazione al suono. L’unico problema è che se dovessi decidere io, farei iniziare lo studio alle elementari se non già all’asilo. Alle medie è già tardi». Ed è vero perché quel flautino che tanti grandi musicisti etichettano come uno strumento inutile, innanzitutto è uno strumento che si studia in Conservatorio con grande profondità. Senza quel fastidioso strumento la musica antica non esisterebbe, ma, la cosa più importante è che con quello strumento nelle mani, i miei allievi, e non solo i miei, incominciano ad amare la musica, a crescere nella bellezza ad ascoltare, a rispettare gli altri, a conoscere i propri limiti e scavalcarli. Quello piccolo strumento che abbiamo a disposizione nelle Scuole, è uno strumento che può far aprire menti, vie, percorsi. Può aiutare a chi fatica a rendersi visibile. Gli allievi diversamente abili, con la musica volano, con loro hanno un rapporto speciale, un modo di interpretarla che li rende protagonisti sempre, senza pregiudizi e senza limitazioni. È il primo momento che i bambini hanno con il suono, con il timbro, con la voce. Purtroppo per il nostro Governo si può solo insegnare alle elementari con meravigliose maestre e, solo due ore, nella Scuola Media. E dopo, dopo nulla. La musica non esiste più. Nelle scuole superiori si studia di tutto, progetti di tutte le lingue del mondo tranne quella che le racchiude tutte. Per poter studiare musica o ti iscrivi al Liceo Musicale, o al Conservatorio, oppure te la paghi. E questo non è giusto. La musica deve diventare materia fin dall’asilo, la facciamo ascoltare nel grembo materno, la fanno ascoltare per curare, ma il nostro Governo ha deciso che è più importante l’alternanza Scuola-lavoro, che non due ore nelle scuole superiori per la musica. Tutto ciò è indecente. E mentre vediamo spettacoli spazzatura coma Domenca Live dove subdolamente trattano argomenti che i nostri figli sentono, i nostri giovani vedono Amici, dove giovani credono nella musica e vengono giudicati da chi di Musica ne sa ben poco. Mi chiedo come mai il Governo, visti l’auditel per i talent, i vari Festival, i ragazzi che si impegnano tutti i loro risparmi nei loro sogni, non la fanno studiare seriamente nella scuola. Abbiamo il cinese, l’arabo, le competenze di ogni genere, e non abbiamo come materia obbligatoria la Musica. Una materia che salva, potrebbe salvare e può salvare dalla dispersione scolastica, dalla fuga dei nostri ragazzi, dalle umiliazioni che vivono nelle loro giornate di una scuola che non li rappresenta. La musica può far molto e non c’è bisogno di Ezio Bosso lo dichiari. Ma, qualcuno non vuol sentire. Forse proprio chi sta costruendo questa assurda scuola che non
costruisce persone, ma uomini già destinati ad un fato non deciso da loro. L’Educazione, questa immensa parola, non conosce forse, che la musica ha il potere di disperdere le tristezze e i dolori della vita umana. Essa importa un sentimento di gioia in grado ascendente, un sentimento di creatività. Tramite la musica tutte le capacità dell’essere umano prendono una direzione corretta. Ciò che è immesso nella persona può essere sviluppato tramite la musica al fine di creare una nuova immagine. E dobbiamo incominciare a differenziare l’Educazione musicale dallo strumento. Senza dimenticare che non se non ci fosse la musica nelle scuole elementari e nelle medie, non ci sarebbero le Scuole ad indirizzo musicale. Senza la musica insegnata con amore, passione, pazienza e cura, non ci sarebbe tutto il resto. Neanche i grandi musicisti che svettano nei grandi teatri e talvolta si dimenticano di quei professori delle medie a cui non si dà quel valore che invece hanno. Vedere centinaia di ragazzi alla settimana, seminare l’amore per la musica, farli partecipi di un progetto chiamato condivisione, partecipazione, libertà, creatività, amore. Noi conosciamo lo stupore che si impadronisce di loro appena porgi una mano, una parola, una gratificazione. Io ho avuto allievi che con la vita avevano già litigato molto: parlo di galera, di droga, di abbondono, di reclusione forzata nelle loro case. Ragazzi con una famiglia di cui la musica potrebbe essere l’ultimo dei loro problemi. E forse hanno ragione, ma non sanno, e qui c’è una parte politica che deve assolutamente informare, che la Musica fa crescere, fa diventare grandi, fa diventare essere viventi. La musica è magia, momenti di vita, curiosità del mondo. Non è una cosa astratta la musica, è la vita che percorriamo ogni giorno e noi talvolta non ne sentiamo la cadenza. È una cadenza che percorre la tua vita per sempre. Io sono una musicista, e tutta la mia famiglia lo è. Ma soprattutto Musica era ed è Tommaso che rimarrà immortale per sempre proprio perché il suo violino apriva tutti i canali dei sentimenti, la passioni delle emozioni, il fascino dell’immenso. Tommaso scriveva così: “La musica siamo noi, quando parliamo, quando ci arrabbiamo, quando urliamo. Ogni nostro suono è frutto di passione dettata dalla nostra inclinazione a far musica. La verità, è che noi stessi siamo musica e non devi far altro che muoverti e la tua giornata, senza che tu lo sappia, risulterà un’opera d’arte. Tu sei il capolavoro, manifestalo al mondo. Incomincia da dove tutti devono incominciare: dalle basi, altrimenti farai crollare un castello fatto di sabbia e una volta che ti senti saldo, guarda le persone che ti vengono incontro, quelle che ti guardano dall’alto al basso, quelli che ti guardano con gli occhi della pietà e rispondigli con un sorriso. Non posso assicurarti che capiranno la tua superiorità, ma capiranno la magica profondità del tuo sguardo. La vita è fatta per essere condivisa. Vivere vuol dire sentire il contrappunto del tuo cuore in sintonia con le voci del mondo, regalandoti un sorriso privo di parole, un abbraccio che ti avvolge”. Io insegno musica, ma penso di insegnare la vita e sempre con un sorriso, grazie anche a Tommaso.

E io vorrei che qualcuno mi ascoltasse, qualsiasi person. Per poterlo illuminare di Musica


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