Vita da precaria

4 Giugno Giu 2017 1603 04 giugno 2017

Ma mi faccia il piacere! Cit.

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“La ministra dell'Istruzione, Valeria Fedeli, parlando con gli studenti durante la presentazione del portale "Legalità & Scuola" di ANSA.IT., ha detto: "Una delle cose più importanti che andrebbero consegnate il primo giorno di scuola a chiunque è la nostra Costituzione. Andrebbe soprattutto letta insieme, a voce alta, nei suoi primi articoli, in particolare nell'articolo 3, e ci si dovrebbe interrogare sul perché i nostri padri costituenti hanno scritto quell'articolo 3 contro le discriminazioni". "Questo - ha aggiunto - è un lavoro che noi dovremmo prendere di più in considerazione come atto e indicazione da dare alle scuole, a partire dalla primaria, come primo momento di relazione che i bambini hanno con i diritti che la nostra Costituzione assegna. Da qui poi - ha concluso - discende tutto, dalla lotta al cyberbullismo al principio secondo cui essere onesti conviene". Io leggendo tutto ciò sono rimasta esterrefatta e soddisfatta, ma due domande me le sono fatta. Pensavo, perché non ne facciamo arrivare una copia anche a lei dove potrebbe leggere oltre l’articolo 3, tutto quello che noi insegnanti della Scuola pubblica statale mettiamo in atto ogni giorno in cui entriamo in quelle scuole? Scuole che potrebbero caderci addosso in qualsiasi momento, quelle Scuole, e parlo non solo di quelle di periferia, ma anche quelle dal nome storico, dove ci insinuiamo in casi umani, genitori, che arrivano ad usare le mani contro i docenti, contratti scaduti e presidi che si sentono investiti dalla carica di piccoli fascisti? Mi sono chiesta, perché non mettono il Diritto in ogni Scuola e restituiscono le ore falciate da governi in cui la scuola è stata una fucina per prelevare soldi, posti, e insegnanti? Ma come? Quella Costituzione brutta e cattiva che volevate smantellare il 4 dicembre, adesso sembra diventare così importante per le discriminazioni, per il cyberbullismo? Ma la sa la nostra Ministra che noi docenti questo lo facciamo da sempre? Altrimenti perché saremo insegnanti? Per lo stipendio, per le gratificazioni, per gli encomi che riceviamo ogni giorno, per tutte le ore passate a Scuola e a casa a preparare PDP, piani d’inclusione, P:E.I., P.D.F., strategie alternative anche extra scolastiche per l’integrazione? E dove le mettiamo le umiliazioni della legge 107 che non rispettano le norme costituzionali?

‪ Cara ministra, può anche consegnare il libricino della Costituzione il primo giorno di scuola ( in tanti libri di testo e già allegato) ma se non ripristiniamo l'ora di Cittadinanza e Costituzione nella scuola primaria, se non aumentiamo le ore di storia e geografia, se non riportiamo lo studio della storia com'era anni fa ( arrivare in quinta alla storia contemporanea e non fermarsi ai Romani) se non aumentiamo le ore di educazione civica alle medie e quelle di diritto ed economia nelle superiori ( in tutti gli indirizzi scolastici), se non ripristiniamo il voto di cittadinanza nel documento di valutazione della primaria ( ora si valuta tecnologia), beh , allora le sue, mi scusi, sono solo chiacchiere buone per il discorso in occasione della Festa della Repubblica. E poi, mi scusi, la Costituzione, la farei studiare con tanto di esame finale a tutti i parlamentari. Renzi in primis. Mi spieghi come dovremmo spiegare ai ragazzi il diritto al lavoro, le lotte del passato, la nostra Costituzione debellata da un governo di sordi! Ma voi credete nella Costituzione, con stipendi e pensioni d'oro, raccomandazioni che hanno distrutto generazioni di insegnanti! E qui non posso che ricordare le parole di un grande uomo: Sandro Pertini. “Dietro ogni articolo della Carta Costituzionale stanno centinaia di giovani morti nella Resistenza. Quindi la Repubblica è una conquista nostra e dobbiamo difenderla, costi quel che costi.” E noi insegnanti, la nostra Scuola la difendiamo a costo di manganellate, di derisione, di irrisione. Perché noi crediamo nella Costituzione e ve l’abbiamo fatto capire il 4 dicembre. Crediamo nella Scuola, nei nostri studenti e in noi stessi.

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