Vita da precaria

11 Giugno Giu 2017 1809 11 giugno 2017

Cara Ministra Fedeli, entri con me a Scuola un solo giorno, e poi capirebbe cosa vuol dire essere insegnanti

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Come tutti gli anni normali, bisestili, nonostante terremoti che hanno devastato migliaia di famiglie, crisi finanziare che hanno portato sul lastrico famiglie, nonostante un voto espresso il 4 dicembre 2016 dal popolo italiano in cui si ribadisce l’assoluta inadeguatezza di questo Governo, nonostante il salvataggio di Banche che hanno rovinato persone, vite e futuro di destini, si apre il tormentone dell’estate. C’è stato il “Pulcino Pio”, “Tutti a comandare” ma il tormentone estivo, vincitore senza ombra di dubbio di tutti gli anni, è “Scuole aperte tutto l’anno, anche d’estate, per venire incontro ai genitori”. Sembra sia questo l’obiettivo del piano che sta mettendo a punto la ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli. Un obiettivo ambizioso ma su cui la ministra punta molto e su cui i tecnici del ministero stanno già lavorando. Le famiglie le hanno scritto per chiederle aiuto, (ma queste famiglie prima di scrivere alla Fedeli, non hanno chiesto a centri estivi, oratori, campi estivi, nonni, zii, e parenti tutti?). Certo è che queste persone non hanno capito che la scuola forma i bambini, non li assiste. Se questo è il significato, pensare di tenere le scuole aperte tutto l’anno è un’assurdità. Forse la Ministra non ha capito che noi insegnanti non siamo babysitter, non siamo animatori, non sostituiamo le famiglie. La scuola non è un parcheggio né una colonia estiva. I bambini e i ragazzi, d’estate hanno bisogno di stare all’aria aperta, di non essere incasellati ancora in orari, doveri, giorni della settimana scanditi da ore canalizzate. Quel giocare di una volta, ridere, scherzare, fare i bagni al mare, imbrattarsi, sporcarsi, andare in bicicletta, vivere la loro età dove è andato a finire? I nostri politici hanno reso i docenti gli emarginati della società, capaci solo caricarci di lavoro e burocrazia, ma, soprattutto, ci hanno tolto ogni dignità. Vorrei sapere, perché non cominciano loro a dare il buon esempio, e tener aperto il Parlamento in estate visti i loro stipendi? Il nostro caro Governo vorrebbe che promuovessimo tutti ed accontentare i genitori sempre. Allora dai, teniamo aperte le scuole anche d'estate (con 40 gradi) anche di notte, a Natale, Capodanno, Pasqua e ponti vari, non sia mai le famiglie non sanno a chi lasciarli, e poi, alla fine, tutti insieme, chiediamo la patria potestà dei nostri alunni: educhiamoli al posto delle famiglie e continuiamo le attività didattiche ad oltranza. Da uno studio dell’UNICEF, risulta che il tempo di contatti, cioè il tempo speso dai genitori con i figli, è diminuito del 40% negli ultimi 25 anni, ciò sta portando alla distruzione dell’identità e dei valori della famiglia, dovute fondamentalmente alle politiche sociali fatti dai vari Governi.

Un conto è credere in una forza politica per migliorare il Paese, un altro è non volere comprendere che per i miracoli l’uomo ancora non è organizzato con il numero telefonico per raggiungere l’Altissimo. È di poche ore la notizia di un ragazzo, che ha tentato il suicidio proprio ieri durante la festa di fine anno. Si odono venti di guerra e un’esasperazione da parte di tutti perché evidentemente il sistema trabocca e fa acqua da tutte le parti. Gli edifici scolastici spesso crollano a pezzi causando, in alcuni attimi tremendi, la morte di ragazzi o feriti. La sicurezza non può essere una chimera! È importante un rinnovamento, e per realizzarlo signori, occorrono i fondi. Invece nelle scuole mancano i rotoloni Scottex, toner, risme, etc. Facile blaterare per fare campagna elettorale, ma la realtà di chi opera e vive la scuola è tutt’altra cosa che un’oasi. Non scherziamo sul capitale umano! In un tempo diverso e dopo aver operato con diligenza, forse se ne può parlare di scuole aperte anche in estate.

‪Lo Stato dovrebbe tutelare i figli dei lavoratori, aumentando i permessi e le ferie non limitandoli a tre giorni l ‘anno. Non delegando alla Scuola la loro educazione 365 giorni all'anno. Ci si augura sempre che le ipotesi per migliorare il sistema scolastico, derivino dalle riflessioni sull'esperienza dei professionisti del settore, liberi dallo statalismo ideologico e capaci di agire per il bene degli studenti. Io vorrei tanto che i genitori del sud scrivessero una bella lettera alla Ministra in cui chiedano che sia rispettato l'art 2 dpr 89/2009 in cui si dice che l'orario di funzionamento della scuola dell'infanzia è stabilito "in 40 ore settimanali, con possibilità di estensione fino a 50 ore. Le famiglie possono richiedere un tempo scuola ridotto, limitato alla sola fascia del mattino, per complessive 25 ore settimanali. Peccato che al Sud non possono richiedere un bel niente, visto che le scuole dell'infanzia a tempo pieno sono quasi inesistenti, per cui i bambini sono obbligati all'orario ridotto. Io penso che questa sia una proposta inqualificabile. Vorrei vedere in prima pagina e anche da parte dei genitori una richiesta ben diversa: il rinnovo del nostro contratto! Tra poco ci chiederanno di aprire la Scuola 24 ore su 24, così i genitori non avranno più pensieri. Ma un mio desiderio grande e mi candido per questo, è tenere la Scuola aperta solo ad una condizione: far conseguire alla ministra Fedeli un diploma di maturità quinquennale. Così capirebbe, forse, cosa voglia dire essere un insegnante.

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