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24 Febbraio Feb 2018 0900 24 febbraio 2018

NOSTALGIA DEL SANGUE: il nuovo thriller di DARIO Correnti

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copertina libro

Sinossi: “Certe mostruosità possono maturare solo in posti così: una provincia del nord Italia, dove soltanto pochi metri separano un gregge di pecore da un centro commerciale con sala slot e fitness, dove la gente abita in villette a schiera con giardino, tavernetta e vetrina con i ninnoli in cristallo, dove riservatezza è il nome che si attribuisce a un’omertà che non ha niente da invidiare a quella dei paesi dove comanda la mafia. Gli stessi luoghi che più di cento anni fa, infestati dalla miseria, dalla denutrizione e dalla pellagra, videro gli spaventosi delitti di Vincenzo Verzeni, il “vampiro di Bottanuco”, il primo serial killer italiano, studiato da Lombroso con la minuzia farneticante che caratterizzava la scienza di fine Ottocento e aggiungeva orrore all’orrore. Il serial killer che sembra citare il modus operandi di quel primo assassino non è però un giovane campagnolo con avi “cretinosi”, è una mente lucidissima, affilata, che uccide con rabbia ma poi quasi si diletta, si prende gioco degli inquirenti...." (Nostalgia del sangue, Giunti Editore, pagg.544 19,00€)

Ambientazione: voto 8 - “Nemmeno quaranta chilometri da Milano e si entra in un altro mondo” Un paesaggio misterioso, avvolto dalla nebbia e nella morsa del gelo (la storia si svolge dal 9 dicembre al 5 febbraio) fa da cornice alle vicende in Nostalgia del sangue. Siamo in Italia, a Bottanuco. Un piccolo paesino in provincia di Bergamo reso famoso, nell’Ottocento, dal caso di Vincenzo Verzeni: il primo serial killer della storia del Belpaese. Soprannominato “il vampiro della bergamasca e “lo strangolatore di donne” per il suo modus operandi: prima aggrediva le vittime e le strangolava, poi ne beveva il sangue abbandonandosi a piccoli atti di cannibalismo. Il paese dell’hinterland milanese torna alla ribalta per un nuovo caso di cronaca nera e del suo serial killer che sembra imitare il suo predecessore.

Personaggi: voto 9 - Da quando lo scrittore Andrea Camilleri inaugurò con “La forma dell’acqua (1994)”, la fortunata serie di gialli ambientati nell’immaginaria città siciliana di Vigata, quasi ogni regione e città della nostra penisola hanno il loro commissario Montalbano. Da Maurizio De Giovanni (Il commissario Ricciardi) a Marco Vichi (Il commissario Bordelli), da Dario Crapanzano (Il commissario Arrigoni) a Carlo Lucarelli (Il commissario De Luca). In Nostalgia del sangue saranno due “commissari” speciali ad indagare sul caso clamoroso del nuovo mostro lombardo erede di Verzeni. Una coppia vincente: Marco Besana e Ilaria Piatti (Piattola). Un giornalista di cronaca nera, innamorato del suo lavoro, testardo e un po’ ruvido, alla ricerca di un riscatto personale (ha 58 anni, un matrimonio finito male alle spalle, e un figlio con il quale non riesce a parlare).

“Ora che ci penso, la prima volta che mi hanno messo in prima pagina è stato proprio per un serial killer, temo. Un cerchio che si chiude. Mi chiedo se avrò nostalgia del sangue, quando andrò in pensione”.

Una stagista all’apparenza imbranata e priva di spessore ma che dimostrerà il suo talento dando un ottimo contributo alle indagini. Grazie alla sua tesi di laurea su Cesare Lombroso, troverà il fil rouge tra Verzeni e il nuovo killer della Bergamasca.

copertina libro

Giudizio: voto 9 - Un noir coinvolgente, ricco di suspance e di quel pizzico di ironia che non guasta. Un noir affascinante e misterioso come il suo autore. Dietro il fantomatico Dario Correnti si celano, a quanto pare, un uomo e una donna molto probabilmente due penne del giornalismo per la documentazione dettagliata fornita. Confesseranno la loro identità o avremo un’altra Elena Ferrante?

Consiglio all’acquisto: Si! Vi avverto. Dopo aver terminato il libro si ha nostalgia di Besana e Piattola.

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