Zibaldone43

20 Novembre Nov 2013 1233 20 novembre 2013

Se Berlusconi avesse comprato l'Inter

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L'ex presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.



Sarebbe bastato un «sì» di Ivanoe Fraizzoli o di Ernesto Pellegrini per cambiare la storia del calcio. E dell'Italia.
Quando ancora Silvio Berlusconi era solo un imprenditore edile che tentava la scalata nel mondo delle televisioni, provò due volte ad acquistare l'Inter.
Non è un mistero. L'avvocato Giuseppe Prisco, storico vicepresidente nerazzurro, l'aveva già raccontato nel 2000: «Tentò due volte di comprare la squadra con Fraizzoli e con Ernesto Pellegrini. Silvio aveva capito che il calcio come spettacolo è il miglior veicolo pubblicitario».

NIENTE INTER PER BERLUSCONI. Ora è toccato a Vittorio Dotti, ex legale di Berlusconi, confermare nel programma Un giorno da pecora su RadioDue giovedì 7 novembre che già nel 1978 il futuro premier provò a convincere Fraizzoli. Ma fu solo per volere dell'allora numero uno nerazzurro che la trattativa non si concluse: «Non volle vendere, non per motivi economici, ma per l'aspetto affettivo», è stata la versione dell'ex avvocato di Berlusconi.
IL CAV PRESIDENTE DEI «BAUSCIA». Chissà cosa sarebbe successo, se invece di diventare presidente dei «casciavit», il Cavaliere avesse acquistato la squadra dei «bauscia».
Di certo la platea rossonera dell'epoca - di origine popolare e operaia, da cui l'appellativo «cacciaviti» - gli era congeniale, visto la sua attività imprenditoriale. Sempre meglio avere i lavoratori dalla propria parte. Ma tra i borghesi e danarosi «bauscia» nerazzurri, il Cavaliere sarebbe stato di sicuro meglio. Qualcuno avrebbe faticato a capire le sue barzellette e le sue gaffe in stile «culona inchiavabile», ma alla lunga si sarebbe abituato.
TANTI SOLDI, POCHE VITTORIE. Tuttavia per stare tra i ricchi, Berlusconi avrebbe dovuto pagare pegno: l'effetto «pazza Inter» non l'avrebbe risparmiato. Il club di via Durini divora a poco a poco: chiede soldi (tanti) e sacrifici (moltissimi). Per esserne presidente si deve essere abituati a soffrire e a vedere gli altri vincere. Prima o poi la ruota gira, ma possono servire anche decenni - in Europa fino a quasi mezzo secolo - per sorridere ancora.
Non è escluso che sarebbero stati i nerazzurri a essere la squadra capace di dominare per anni il Vecchio Continente fregiandosi del titolo di «club più titolato del mondo» (slogan che oggi il peggior Milan degli ultimi 20 anni va in giro a sbandierare senza pudore).
UNA PRESIDENZA DI SOFFERENZE. Ma dove la metti la «pazza Inter», la bella e incompiuta che va vicino a vincere e fallisce sul più bello?
Altro che valanghe di trofei: ogni vittoria sarebbe stata una sofferenza, e i 90 minuti delle partite un costante colpo al cuore. Al comando dei nerazzurri, Berlusconi i capelli li avrebbe persi dopo una stagione. E non ci sarebbe stata cura al problema: anche quelli trapiantati se li sarebbe strappati in fretta senza aspettare il 5 maggio 2002 e le lacrime di Ronaldo.
ADDIO AL BUNGA BUNGA. Magari il Cavaliere non sarebbe neppure costretto a pagare 1,5 milioni di euro al mese all'ex moglie Veronica Lario. Si sa che quando si perde, la libido cala. E hai voglia a fare il bunga bunga. Meglio tornare ai cari affetti familiari.
Le Olgettine, con Berlusconi in nerazzurro, avrebbero strappato i biglietti a San Siro con addosso le pettorine fluorescenti e non abitini succinti da infermierine.
Ruby? Una giovane marocchina che sarebbe rimasta un po' più povera, ma di certo ben più felice di non finire in tribunale.
IL TIFOSO NON DIVENTA ELETTORE. E la politica? Il Cavaliere, forte anche dei successi con il Milan, nel 1994 ha incassato oltre 16 milioni di voti alle elezioni politiche che l'hanno proiettato a dominare l'Italia (tra alti e bassi) per due decenni.
Tuttavia, convincere i «casciavit» è una cosa. Trasformare i ricchi «bauscia» da tifosi a elettori è un'altra. Con loro panem et circenses non sarebbe bastato: va bene accettarlo come presidente, ma la borghesia mai si sarebbe sporcata le mani votando un self made man.
Possibile allora che Forza Italia sarebbe spazzata via da Achille Occhetto e dalla sua Alleanza dei progressisti. Oggi non avremmo uno zoo di falchi, colombe, pitonesse e leonesse al posto del centrodestra.
Fraizzoli e Pellegrini avrebbero potuto cambiare la storia. Un loro «no» ci ha imposto 20 anni di berlusconismo. E (forse) un'indecorosa uscita di scena per il Cavaliere.

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