Zibaldone43

21 Novembre Nov 2013 1204 21 novembre 2013

Kakà, l'Alfano del Milan che tradisce Berlusconi (poi ci ripensa)

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Ricardo Kakà e il presidente del Milan, Silvio Berlusconi.



Lo strappo s'era consumato durante l'amichevole contro lo Young Boys. Ad appena un giorno dalla scissione dal Popolo della libertà di Angelino Alfano, anche nel Milan si stava compiendo la rivoluzione.
Ricardo Kakà aveva improvvisamente deciso di fare un passo indietro e di andarsi a piazzare davanti alla difesa, dicendo addio al ruolo di trequartista, tanto caro a Silvio Berlusconi.
Il brasiliano s'era avvicinato all'allenatore rossonero Massimiliano Allegri e gli aveva detto di voler giocare nel ruolo fino a quel momento occupato da Bryan Cristante. Il tecnico livornese, costantemente in bilico sulla panchina, non aveva opposto resistenza: tanto, si sarà detto, peggio di così le cose non possono andare.
KAKÀ DAVANTI ALLA DIFESA. Forte della benedizione di Allegri, Kakà s'è quindi spostato sulla linea mediana, ben lontano dalla trequarti a lui certamente più congeniale. E per una partita ai tifosi milanisti è tornato in mente Andrea Pirlo e l'estate del 2002 che segnò l'inizio del grande Milan di Carlo Ancelotti.
Pirlo era ancora lontano dal diventare il giocatore tanto osannato di oggi e andava cercando sul campo la sua posizione ideale. Finché non propose all'allenatore di seguire i suggerimenti di Carletto Mazzone, suo tecnico ai tempi del Brescia. Ancelotti, saggiamente, non si lasciò sfuggire l'idea: lo provò e si sa com'è finita.
IL CAV È TRADITO. Contro lo Young Boys, Kakà ha tentato di emulare Pirlo. Ha sbagliato un rigore - correggendo in gol di testa la respinta del portiere - ma davanti alla mediana s'è ben comportato (alla fine il Milan ha vinto 3-1).
A quel punto c'era da fare una scelta. Seguire l'istinto e continuare a giocare davanti alla difesa (il brasiliano ha già 31 anni e un ruolo da regista gli si addice anche per l'esperienza) oppure rimanere fedele al presidente che da sempre pretende che il Milan giochi con un trequartista dietro le due punte.
Per 90 minuti Kakà ha fatto l'Alfano, con tanti saluti al presidente.
AL MILAN SERVE UN ALFANO. Poi, però, deve avere avuto qualche rimorso di coscienza. Lui, che Berlusconi ha sempre indicato come «il genero ideale», «il bravo ragazzo dalla faccia pulita», non poteva tradire il Cavaliere nello stesso weekend in cui l'ex premier s'è ritrovato pugnalato alla schiena dal delfino politico. Meglio rimandare l'insubordinazione.
Così, tanti saluti al Kakà 'alla Pirlo': contro il Genoa sabato 23 novembre ha deciso di tornare al suo posto. Peccato che in questo momento ci sia solo un Alfano in circolazione. Anche al Milan ne servirebbe uno. Ma forse non ha la «faccia pulita del bravo ragazzo».

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