Zibaldone43

26 Novembre Nov 2013 1110 26 novembre 2013

Allegri-Berlusconi, i giorni della decadenza

  • ...

Massimiliano Allegri e Silvio Berlusconi.



Entrambi si giocano la carriera. Uno lo fa seduto su una panchina in una fredda serata di Glasgow. Che potrebbe rivelarsi la sua ultima apparizione come allenatore del Milan.
L'altro al caldo di Palazzo Grazioli aspettando notizie dal Senato. Che è pronto a fargli la festa nonostante l'assenza dell'illustre ospite.
ALLEGRI-CAV, STESSO DESTINO. Curioso destino, quello che accomuna Massimiliano Allegri e Silvio Berlusconi. Il primo è finito sulla graticola da tempo per i pessimi risultati del club rossonero, il secondo è arrivato al redde rationem senza più alcun paracadute da opporre al voto sulla decadenza da senatore.
Così, nel giro di due giorni, prima Allegri potrebbe perdere il posto al Milan, poi il suo presidente rischia di essere cacciato da Palazzo Madama diventando preda della magistratura che lo insegue in almeno due processi e un'inchiesta.
IL CAOS IN CASA MILAN. Paradossalmente, però, a rischiare di più non è Allegri. La sua decadenza è stata scritta da tempo.
A fine stagione 2013-14 il suo contratto è destinato a diventare carta straccia (a meno di improbabili exploit, su cui non scommetterebbe neppure il più folle bookmaker).
Ad accelerare la decadenza di Allegri ci si sono messi di mezzo i pessimi risultati del Milan, sommati all'anarchia che domina nella squadra (vedi i giocatori sempre più indisciplinati, Mario Balotelli in testa) e conditi dal caos ai piani alti con la guerra tra Barbara Berlusconi e Adriano Galliani.
IL TECNICO PUÒ SALVARSI. Più volte l'allenatore livornese è andato vicinissimo a farsi cacciare. Che nel calcio significa farsi una bella vacanza a spese della squadra che deve onorare il contratto fino all'ultimo giorno e all'ultimo centesimo (sempre che un altro club non voglia servirsi del tecnico silurato).
Ogni volta, però - complici puri i bilanci traballanti del Milan che non può permettersi di avere troppi allenatori a libro paga - Allegri ha saputo rimandare la sua decadenza.
Ce la può fare anche questa volta? Le previsioni dicono di sì: il tecnico solo apparentemente si gioca il tutto per tutto in Scozia contro il Celtic. Al Milan potrebbe bastare un pari per regolare il passaggio del turno a San Siro contro l'Ajax.
Insomma, ancora una volta Allegri potrebbe mettere a tacere i suoi detrattori e conquistare il rinvio della sua uscita di scena.
SILVIO RISCHIA GROSSO. Poco dopo il 'voto' sull'allenatore del Milan, tocca a Berlusconi.
Per lui le cose sono ben più complicate. Il Cavaliere è già stato condannato in via definitiva per il processo Mediaset e a nulla sembrano valere i suoi ultimi appelli a Partito democratico e Movimento 5 stelle per fermare il voto sulla decadenza in Senato.
Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano gli ha già fatto recapitare il messaggio secondo cui non ha intenzione di concedergli la grazia, almeno prima che Berlusconi inizi a scontare la pena (lo deve fare non appena sia dichiarato decaduto).
NIENTE RIVINCITE IN ARRIVO. Non c'è un'ultima partita per il Cavaliere all'orizzonte? Fosse per l'ex premier ce ne sarebbero ancora decine: lui ci sta provando in ogni modo a rimandare la sua uscita di scena, per esempio con gli ultimi documenti arrivati da Hong Kong per riaprire il caso Mediaset. Ma i giudici gli hanno fatto capire che quelle carte erano note. E poi la Cassazione ha deciso.
E il ricorso al Palazzaccio della condanna accessoria? Quella è un'altra storia che al Senato non interessa, perché Palazzo Madama vuole decidere sulla pena principale.
Così, l'allenatore con le valigie pronte da mesi pare essere il più sereno. E il presidente che non vuole mollare il cadreghino sembra destinato a decadere.
A meno di colpi di scena. Il Milan di Allegri non ne ha (quasi) mai serviti. Berlusconi è da sempre un gran maestro.

Correlati